Tanzania

Informazioni utili e località

Informazioni utili


GEOGRAFIA:
La Tanzania si trova nell’Africa Orientale, confina a Nord con il Kenya e l’Uganda, a Ovest con il Ruanda, il Burundi, e il Congo (Zaire), a Sud con lo Zambia, il Malawi e il Mozambico. Ha un ampio tratto di costa lungo l’Oceano Indiano. Nel territorio sono comprese numerose isole, di cui le principali sono Zanzibar, Pemba e Mafia.
La maggior parte del territorio è costituito da un’ampia sezione dell’altopiano est-africano. A Sud si hanno i monti Kipengere che raggiungono quasi i 3000 metri. Nella zona settentrionale si trova il Ngorongoro con uno dei crateri più grandi del mondo (40 km di diametro) e il Kilimangiaro, la vetta più alta del continente 5895 metri. Nella regione nord-orientale l’altopiano digrada verso il Lago Vittoria. Ad Ovest il fiume Congo con il Lago Tanganica, a Nord-Ovest il Nilo con il Lago Vittoria e a Sud-Ovest lo Zambesi con il Lago Malawi (ex Niassa).


CLIMA:
La Tanzania presenta un clima gradevole tutto l’anno. La posizione geografica appena a sud dell’Equatore fa sì che non ci siano stagioni distinte eppure, a causa delle differenze di altitudine, si verifica una notevole escursione termica fra il giorno e la notte e molto diverse sono le condizioni da una zona all’altra. Di solito la costa gode di un clima caldo e umido mentre il Nord (zona di Arusha) è sempre fresco per via dell’altitudine.
Se si dovesse generalizzare potremmo dire che nei mesi tra dicembre e marzo (estate tanzaniana) prevale il caldo secco durante il giorno e le serate sono fresche con poca umidità. Aprile e maggio normalmente sono il periodo delle piogge (forti e intermittenti), tuttavia negli ultimi anni c’e’ stata più acqua a gennaio che non ad aprile-maggio. Nei mesi tra giugno e agosto (inverno tanzaniano) le temperature si abbassano il clima è secco e il Paese è verde. Il periodo settembre-novembre corrisponde alla “primavera” quindi le giornate sono più calde e possono esserci acquazzoni (di solito brevi).

FOTOGRAFIA:
Non esistono limitazioni per cineprese, apparecchi fotografici di qualsiasi tipo o videocamere. Si raccomanda vivamente di portare con sé un buon numero di pellicole e pile di scorta dato che sono di difficile reperimento in Tanzania. Si consiglia di portare alcuni rullini ASA1000 per la fotografia notturna in quanto è strettamente vietato usare il flash con gli animali e di utilizzare sacchetti di plastica per la protezione degli apparecchi dalla sabbia. Per chi avesse il problema di ricaricare le batterie della videocamera, o necessitasse di corrente elettrica, vi facciamo notare che le prese di corrente sono differenti dalle nostre e dovrete quindi procurarvi una spina universale e/o un carica batteria che utilizzi l’accendisigaro dell’auto. Ricordiamo che nella maggioranza dei paesi africani è tassativamente proibito fotografare i seguenti soggetti: aeroporti, installazioni e automezzi militari, edifici governativi, ponti, militari in divisa. Per sicurezza vi consigliamo di chiedere all'accompagnatore, all'inizio del viaggio, il comportamento da adottare riguardo alla fotografia. Può essere molto utile avere con sé un binocolo e un teleobiettivo di almeno 200-300mm.

FORMALITA’ PER L’ESPATRIO:
Passaporto individuale valido per almeno 6 mesi dalla data di partenza. Per l'ingresso in Tanzania è richiesto un visto che viene rilasciato dalle autorità competenti prima della partenza dall’Italia previa compilazione di modulo, invio foto e pagamento dei diritti dovuti (lo si può ottenere anche all’arrivo sul posto a 50 USD ma consigliamo di farlo prima della partenza). E’ possibile ottenere solo il visto “single entry” quindi se si lascia il Paese anche solo per un giorno per recarsi in Rwanda o in Kenya o in Mozambico e poi si rientra in Tanzania, allora è necessario ricomperare un secondo visto alla frontiera.
Per il rilascio del visto non sono richiesti certificati di vaccinazione internazionale a meno che non si sia stati in Paesi considerati a rischio negli ultimi 6 mesi.
Ogni partecipante è tenuto a controllare personalmente la validità del proprio passaporto (che non deve scadere entro sei mesi dalla data di partenza), la presenza di almeno due pagine libere e la validità della marca da bollo. Si consiglia di avere sempre con sé una copia conforme all’originale del passaporto e di tenerla separata dal documento.

VALUTA E NORME VALUTARIE:
La valuta in corso è lo scellino tanzaniano. Si consiglia di munirsi di dollari americani, USD, (gli EURO sono accettati ma spesso il cambio è leggermente peggiore) soprattutto di piccolo taglio (10, 20, 50 US$). Si ricorda che i dollari emessi prima del 1995 non vengono più né accettati né cambiati, a causa delle numerose falsificazioni.
Il cambio si effettua negli hotel, negli uffici autorizzati e nelle banche ma spesso è possibile pagare gli acquisti anche in US$ o Euro. Si consiglia di cambiare poco per volta perché riconvertire in valuta forte può essere complicato (tenere copia delle ricevute di cambio). L'utilizzo delle Carte di Credito internazionali è possibile solo nelle grandi città e nei grandi alberghi/lodge, tuttavia i tempi possono essere lunghi e può essere applicata una commissione extra. Non sono accettate le carte di credito “Electron”.
Per quanto riguarda l'ammontare di valuta da portare durante il viaggio bisogna prevedere una spesa di circa USD 100-200 non calcolando le tasse di ingresso ai parchi, gli acquisti di souvenir personali, le mance e le eventuali escursioni facoltative.

DISPOSIZIONI SANITARIE:
Non è richiesta alcuna vaccinazione. Sono tuttavia vivamente consigliate la vaccinazione contro la febbre gialla (vale 10 anni e deve essere fatta almeno 2 settimane prima della partenza) e la profilassi antimalarica, che deve essere iniziata una settimana prima dell'arrivo sul posto e proseguita per 4 settimane dopo il rientro. Raccomandiamo in ogni modo di rivolgersi al proprio Ufficio d'Igiene Provinciale per informazioni più dettagliate. Si raccomanda di portare con sé nel bagaglio a mano le medicine di uso personale. Consigliati collirio ed antidiarroici.

LINGUA:
Le lingue ufficiali sono il Kiswahili e l’inglese ma moltissimi sono le lingue tribali parlate nel Paese. Il Kiswahili è la lingua nata sulla costa dall’unione di una base strutturale bantù con elementi arabi e, nella parlata moderna, è caratterizzata da numerosi prestiti e calchi inglesi e tedeschi.

TELEFONO:
Per telefonare dall'Italia il prefisso è 00255.
Per telefonare in Italia dalla Tanzania il prefisso internazionale è 0039.
Durante il safari non sarà sempre possibile telefonare, mentre sarà facilissimo ed immediato chiamare dalle città. Esiste copertura per i cellulari GSM in quasi tutto il territorio, tranne alcune zone all’interno dei parchi.

FUSO ORARIO:
Durante l’ora solare in Italia in Tanzania si è avanti di due ore. Durante l’ora legale in Italia in Tanzania si è solo avanti di un ora.
 

Località

Dar es Salaam
Dar es Salaam è la città più importante della Tanzania. Il 'Porto della pace' sorse come villaggio di pescatori verso la metà dell'Ottocento, quando il sultano di Zanzibar decise di trasformare la laguna interna (ovvero l'attuale porto) in un approdo sicuro e in un centro di commerci. Oggi questa città è una metropoli brulicante di attività con 2.489.800 abitanti e i dhow arabi si confondono con le gigantesche navi che solcano gli oceani. Come in molte altre città africane non mancano vistosi contrasti tra i vari quartieri di Dar es Salaam, ma, per quanto le animate vie centrali attorno al caratteristico Mercato Kariakoo e alla torre dell'orologio non potrebbero essere più diverse dai viali alberati dei quartieri governativi a nord, pure non esistono dei veri e propri bassifondi. L'atmosfera di questa città è accogliente, con un vago sentore di salmastro, un'inebriante mistura di culture diverse e, soprattutto, nessuno degli aspetti spiacevoli di Nairobi. Il Museo Nazionale di Dar è situato nei pressi dei Giardini Botanici, in centro. Questo museo ospita alcune importanti collezioni archeologiche, tra cui spiccano i fossili di Zinjanthropus (Australopiteco dalla robusta mandibola) e illustra la sordida storia della tratta degli schiavi di Zanzibar. A una decina di chilometri dal centro, il Village Museum merita anch'esso una visita: si tratta di un villaggio con abitazioni autentiche, caratteristiche di varie regioni della Tanzania. Nel villaggio, durante il fine settimana, si può assistere a spettacoli di danze tradizionali. La Oyster Bay è uno splendido (per il momento) tratto di costa tropicale dove si trova la spiaggia più vicina alla città. Tenete presente che può essere difficile trovare una camera a Dar es Salaam perché, seppure in questa città non manchino gli alberghi, sembra che siano sempre tutti al completo - cosa che vale per ogni genere di alloggio, dai più economici a quelli di lusso. Quindi non vi conviene scartare una stanza soltanto perché non vi piacciono le tendine: prendetela, invece, e cercatevi qualcos'altro più tardi, con comodo. Questa città è anche il principale aeroporto della Tanzania per gli arrivi internazionali e vi si trovano moltissimi uffici delle varie compagnie aeree. Il treno TAZARA fa servizio tra Dar es Salaam e Kapiri Mposhi (Zambia). Gli autobus diretti alle principali località del paese partono da diverse fermate in città, dal momento che non esiste un'autostazione centrale.

Mt Kilimanjaro National Park
Vulcano dalle forme quasi perfette, che si staglia a picco sulle remote pianure nord-orientali della Tanzania, il mt Kilimanjaro offre uno dei panorami più grandiosi dell'Africa. Perennemente innevato e non ancora del tutto spento, questo vulcano di 5895 m è la vetta più alta del continente: dalle fattorie delle pianure si sale tra la lussureggiante vegetazione della foresta pluviale fino ai prati alpini per raggiungere infine, attraverso uno spoglio paesaggio lunare, le due cime gemelle. La foresta pluviale ospita molti animali, tra cui elefanti, bufali, rinoceronti, leopardi e scimmie e ci si può anche imbattere in mandrie di antilopi alcine nella sella tra le cime Mawenzi e Kibo. Conquistare la vetta e attendere il sorgere dell'alba, mentre lo sguardo spazia a perdita d'occhio sulla savana, è il sogno di ogni viaggiatore; la scalata dei 5895 m di questo monolite, però, non è certamente una scampagnata domenicale. Moltissimi minibus raggiungono tutti i giorni il principale sentiero escursionistico, partendo da Moshi (sulla strada statale) e fermandosi all'inizio del percorso presso Marangu.

Serengeti National Park
Il Serengeti, che si estende su di una superficie di 14.763 kmq, è il parco più famoso della Tanzania, dove potrete farvi un'idea di come doveva essere l'Africa occidentale prima dell'arrivo dei 'grandi cacciatori bianchi'. L'insensato sterminio degli animali delle pianure iniziò negli ultimi anni dell'Ottocento, ma anche in tempi più recenti i cacciatori di trofei e i contrabbandieri in cerca di avorio hanno continuato il massacro. Nelle sconfinate pianure del parco, quasi del tutto prive di alberi, vivono milioni di ungulati in costante movimento alla ricerca di pascoli, sotto lo sguardo rapace di ogni sorta di predatori: è veramente uno degli spettacoli più incredibili a cui si possa assistere e il numero di animali coinvolti in questa migrazione sfida l'immaginazione umana. Gli gnu svolgono un ruolo importante in questa strabiliante migrazione annuale, ma il Serengeti è famoso anche per i leoni, i ghepardi e le giraffe. Non dimenticatevi il binocolo!

Ngorongoro Conservation Area
Il panorama offerto dal Cratere del Ngorongoro, largo 20 km e alto 600 metri e situato nella regione nord-orientale del paese, può non essere particolarmente suggestivo dalla cima ma, scendendo lungo i sentieri che attraversano la fittissima giungla, cambierete senz'altro opinione. Questo cratere è stato paragonato all'Arca di Noé e al Giardino dell'Eden ma, rispetto a quelli, ha il vantaggio di esistere tuttora. Lo stesso Noé resterebbe perplesso davanti all'attuale declino della fauna di questa regione, ma non avrebbe comunque difficoltà a trovare leoni, elefanti, rinoceronti, bufali e molti altri erbivori delle pianure come gnu, gazzelle di Thomson, zebre e antilopi dei canneti, oltre a migliaia di fenicotteri che sguazzano nelle acque poco profonde del Magadi, il lago salato in fondo al cratere. Le locali tribù masai hanno il diritto di pascolo in questa zona e può capitare di incontrarle con il loro bestiame. Il cratere si raggiunge prendendo un autobus privato da Arusha (sulla strada principale), che vi porterà almeno fino a Karatu, ma oltre questa località può essere difficile trovare altri mezzi di trasporto. Fino a Karatu si spingono anche moltissimi camion.

Selous Game Reserve
Questo vasto e sperduto angolo di natura selvaggia è stato definito la più grande riserva faunistica del mondo (54.600 kmq). Praticamente intatta, sembra ospitare (secondo le stime ufficiali) la più grande concentrazione del pianeta di elefanti, bufali, coccodrilli, ippopotami e licaoni, oltre a numerosi leoni, rinoceronti e antilopi e a migliaia di splendide specie di uccelli. Una delle principali attrazioni del luogo è l'enorme fiume Rufiji, e all'estremità settentrionale della riserva troverete il lodge di Stiegler's Gorge, una gola attraversata da una teleferica. Il mezzo di trasporto più comodo per raggiungere Selous è il volo diretto da Dar es Salaam, mentre via terra non ci sono autobus ed è praticamente impossibile fare l'autostop; soltanto la linea ferroviaria TAZARA si spinge fino a Fuga, al limitare della riserva.

Lago Manyara Parco Nazionale
Questo bellissimo parco nazionale si sviluppa su una stretta striscia di terra compresa tra la scarpata della Rift Valley e il lago dalle acque relativamente basse. Una decina di fiumi scendono dalla scarpata e dividono il parco in ecosistemi alquanto diversi fra loro. A nord c’è una foresta densa, poi savana arborea con acacie contorte e palme, quindi savana arbustiva con combretti e commifore, infine savana piana a meridione vicino alle sorgenti di acqua solforosa di Maji Moto. Sul lago c’è una notevole varietà di uccelli che popolano la sponda orientale e in acqua una moltitudine di ippopotami. In questo parco è frequente vedere i leoni riposarsi sui rami alti delle acacie. Riducono così facendo il fastidio dei moscerini che vengono disturbati dal vento. La coesistenza di habitat diversi favorisce la presenza di animali delle specie più varie: dagli elefanti ai leoni alle migliaia di uccelli acquatici, tra cui i fenicotteri rosa, che vengono a riprodursi sulle sponde del lago. La barriera della Great Rift Valley con i suoi rilievi fa da sfondo a un paesaggio che sembra creato apposta per un set cinematografico.

Lago Natron
Nel lago Natron nidifica il piccolo e grande fenicottero rosa. Il cratere è interamente circondato da un’area di circa 10 km di diametro di soda bianca dove i raggi del sole riflettono e il caldo è intenso. All’orizzonte si intravedono boschetti di acacie. Il lago fu scoperto da un geologo inglese ed è senza meno il più spettacolare della Rift Valley: sorgenti calde a 50° sgorgano dai bordi del lago producendo microscopiche alghe che sono il nutrimento di una grande quantità di uccelli, fra i quali i fenicotteri rosa.

Il Lago Eyasi e le tribù dei Datoga e degli Hadzabe
Il lago Eyasi è dentro alla scarpata della Rift Valley, è asciutto, ricco di incrostazioni di carbonato di sodio, ed è l’area dove vivono le tribù degli Datoga e degli Hadzabe. Lo stile di vita degli Hadzabe assomiglia molto a quello dei Boscimani del Botswana: vivono in capanne di fango circolari, sono coperti da pelli di animali e cacciano con l’arco e le frecce. Si nutrono anche di radici, tuberi e frutti selvatici, conducendo uno stile di vita come si viveva 10.000 anni fa. I Datoga sono i nemici storici dei Masai, sono alti e longilinei e vestono con gli abiti e i colori dei Masai: come loro emigrarono dalle aree attorno al Nilo alla ricerca di pascoli per il bestiame, spingendosi fino in questa zona in Tanzania, ma arrivarono centinaia di anni prima dei Masai, per questo sono nemici poichè da secoli si contendono i pascoli. Godono di reputazione di coraggiosi guerrieri essendo parenti dei Danakil dell’Etiopia del sud, ma oggi sono pacifici e vivono dedicandosi totalmente al loro bestiame.

La Gola di Olduvai
La Gola di Olduvai si impose all’attenzione del mondo nel 1959 quando i coniugi Leakey scoprirono alcuni frammenti fossili del cranio di uno degli antenati dell’homo sapiens, risalenti a quasi 2 milioni di anni fa: grazie a questo e ad altri ritrovamenti, essi ipotizzarono l’esistenza di un’altra specie di ominidi che chiamarono homo abilis. I coniugi sostennero che altre due specie conosciute, l’australopithecus africanus e l’australopithecus robustus, si sarebbero estinte e l’homo abilis avrebbe dato origine all’umanità attuale. La teoria è tutt’ora oggetto di dibattito. In seguito, nel 1979, Mary Leakey scoprì presso Laetoli delle orme prodotte, forse, da un uomo, un bambino ed una donna che pare risalgano a tre milioni e mezzo di anni fa e che, appartenendo a creature in grado di camminare erette, indussero a considerare la nascita dell’uomo come un fenomeno molto più antico di quanto non si fosse mai supposto. La gola è un luogo di culto per chi vuole vedere la zona dove, si pensa, vivessero i primi uomini.

 

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