Dar es Salaam
Dar es Salaam è la città più importante della Tanzania. Il 'Porto della
pace' sorse come villaggio di pescatori verso la metà dell'Ottocento, quando
il sultano di Zanzibar decise di trasformare la laguna interna (ovvero
l'attuale porto) in un approdo sicuro e in un centro di commerci. Oggi
questa città è una metropoli brulicante di attività con 2.489.800 abitanti e
i dhow arabi si confondono con le gigantesche navi che solcano gli oceani.
Come in molte altre città africane non mancano vistosi contrasti tra i vari
quartieri di Dar es Salaam, ma, per quanto le animate vie centrali attorno
al caratteristico Mercato Kariakoo e alla torre dell'orologio non potrebbero
essere più diverse dai viali alberati dei quartieri governativi a nord, pure
non esistono dei veri e propri bassifondi. L'atmosfera di questa città è
accogliente, con un vago sentore di salmastro, un'inebriante mistura di
culture diverse e, soprattutto, nessuno degli aspetti spiacevoli di Nairobi.
Il Museo Nazionale di Dar è situato nei pressi dei Giardini Botanici, in
centro. Questo museo ospita alcune importanti collezioni archeologiche, tra
cui spiccano i fossili di Zinjanthropus (Australopiteco dalla robusta
mandibola) e illustra la sordida storia della tratta degli schiavi di
Zanzibar. A una decina di chilometri dal centro, il Village Museum merita
anch'esso una visita: si tratta di un villaggio con abitazioni autentiche,
caratteristiche di varie regioni della Tanzania. Nel villaggio, durante il
fine settimana, si può assistere a spettacoli di danze tradizionali. La
Oyster Bay è uno splendido (per il momento) tratto di costa tropicale dove
si trova la spiaggia più vicina alla città. Tenete presente che può essere
difficile trovare una camera a Dar es Salaam perché, seppure in questa città
non manchino gli alberghi, sembra che siano sempre tutti al completo - cosa
che vale per ogni genere di alloggio, dai più economici a quelli di lusso.
Quindi non vi conviene scartare una stanza soltanto perché non vi piacciono
le tendine: prendetela, invece, e cercatevi qualcos'altro più tardi, con
comodo. Questa città è anche il principale aeroporto della Tanzania per gli
arrivi internazionali e vi si trovano moltissimi uffici delle varie
compagnie aeree. Il treno TAZARA fa servizio tra Dar es Salaam e Kapiri
Mposhi (Zambia). Gli autobus diretti alle principali località del paese
partono da diverse fermate in città, dal momento che non esiste
un'autostazione centrale.
Mt Kilimanjaro National Park
Vulcano dalle forme quasi perfette, che si staglia a picco sulle remote
pianure nord-orientali della Tanzania, il mt Kilimanjaro offre uno dei
panorami più grandiosi dell'Africa. Perennemente innevato e non ancora del
tutto spento, questo vulcano di 5895 m è la vetta più alta del continente:
dalle fattorie delle pianure si sale tra la lussureggiante vegetazione della
foresta pluviale fino ai prati alpini per raggiungere infine, attraverso uno
spoglio paesaggio lunare, le due cime gemelle. La foresta pluviale ospita
molti animali, tra cui elefanti, bufali, rinoceronti, leopardi e scimmie e
ci si può anche imbattere in mandrie di antilopi alcine nella sella tra le
cime Mawenzi e Kibo. Conquistare la vetta e attendere il sorgere dell'alba,
mentre lo sguardo spazia a perdita d'occhio sulla savana, è il sogno di ogni
viaggiatore; la scalata dei 5895 m di questo monolite, però, non è
certamente una scampagnata domenicale. Moltissimi minibus raggiungono tutti
i giorni il principale sentiero escursionistico, partendo da Moshi (sulla
strada statale) e fermandosi all'inizio del percorso presso Marangu.
Serengeti National Park
Il Serengeti, che si estende su di una superficie di 14.763 kmq, è il
parco più famoso della Tanzania, dove potrete farvi un'idea di come doveva
essere l'Africa occidentale prima dell'arrivo dei 'grandi cacciatori
bianchi'. L'insensato sterminio degli animali delle pianure iniziò negli
ultimi anni dell'Ottocento, ma anche in tempi più recenti i cacciatori di
trofei e i contrabbandieri in cerca di avorio hanno continuato il massacro.
Nelle sconfinate pianure del parco, quasi del tutto prive di alberi, vivono
milioni di ungulati in costante movimento alla ricerca di pascoli, sotto lo
sguardo rapace di ogni sorta di predatori: è veramente uno degli spettacoli
più incredibili a cui si possa assistere e il numero di animali coinvolti in
questa migrazione sfida l'immaginazione umana. Gli gnu svolgono un ruolo
importante in questa strabiliante migrazione annuale, ma il Serengeti è
famoso anche per i leoni, i ghepardi e le giraffe. Non dimenticatevi il
binocolo!
Ngorongoro Conservation Area
Il panorama offerto dal Cratere del Ngorongoro, largo 20 km e alto 600
metri e situato nella regione nord-orientale del paese, può non essere
particolarmente suggestivo dalla cima ma, scendendo lungo i sentieri che
attraversano la fittissima giungla, cambierete senz'altro opinione. Questo
cratere è stato paragonato all'Arca di Noé e al Giardino dell'Eden ma,
rispetto a quelli, ha il vantaggio di esistere tuttora. Lo stesso Noé
resterebbe perplesso davanti all'attuale declino della fauna di questa
regione, ma non avrebbe comunque difficoltà a trovare leoni, elefanti,
rinoceronti, bufali e molti altri erbivori delle pianure come gnu, gazzelle
di Thomson, zebre e antilopi dei canneti, oltre a migliaia di fenicotteri
che sguazzano nelle acque poco profonde del Magadi, il lago salato in fondo
al cratere. Le locali tribù masai hanno il diritto di pascolo in questa zona
e può capitare di incontrarle con il loro bestiame. Il cratere si raggiunge
prendendo un autobus privato da Arusha (sulla strada principale), che vi
porterà almeno fino a Karatu, ma oltre questa località può essere difficile
trovare altri mezzi di trasporto. Fino a Karatu si spingono anche moltissimi
camion.
Selous Game Reserve
Questo vasto e sperduto angolo di natura selvaggia è stato definito la
più grande riserva faunistica del mondo (54.600 kmq). Praticamente intatta,
sembra ospitare (secondo le stime ufficiali) la più grande concentrazione
del pianeta di elefanti, bufali, coccodrilli, ippopotami e licaoni, oltre a
numerosi leoni, rinoceronti e antilopi e a migliaia di splendide specie di
uccelli. Una delle principali attrazioni del luogo è l'enorme fiume Rufiji,
e all'estremità settentrionale della riserva troverete il lodge di
Stiegler's Gorge, una gola attraversata da una teleferica. Il mezzo di
trasporto più comodo per raggiungere Selous è il volo diretto da Dar es
Salaam, mentre via terra non ci sono autobus ed è praticamente impossibile
fare l'autostop; soltanto la linea ferroviaria TAZARA si spinge fino a Fuga,
al limitare della riserva.
Lago Manyara Parco Nazionale
Questo bellissimo parco nazionale si sviluppa su una stretta striscia di
terra compresa tra la scarpata della Rift Valley e il lago dalle acque
relativamente basse. Una decina di fiumi scendono dalla scarpata e dividono
il parco in ecosistemi alquanto diversi fra loro. A nord c’è una foresta
densa, poi savana arborea con acacie contorte e palme, quindi savana
arbustiva con combretti e commifore, infine savana piana a meridione vicino
alle sorgenti di acqua solforosa di Maji Moto. Sul lago c’è una notevole
varietà di uccelli che popolano la sponda orientale e in acqua una
moltitudine di ippopotami. In questo parco è frequente vedere i leoni
riposarsi sui rami alti delle acacie. Riducono così facendo il fastidio dei
moscerini che vengono disturbati dal vento. La coesistenza di habitat
diversi favorisce la presenza di animali delle specie più varie: dagli
elefanti ai leoni alle migliaia di uccelli acquatici, tra cui i fenicotteri
rosa, che vengono a riprodursi sulle sponde del lago. La barriera della
Great Rift Valley con i suoi rilievi fa da sfondo a un paesaggio che sembra
creato apposta per un set cinematografico.
Lago Natron
Nel lago Natron nidifica il piccolo e grande fenicottero rosa. Il
cratere è interamente circondato da un’area di circa 10 km di diametro di
soda bianca dove i raggi del sole riflettono e il caldo è intenso.
All’orizzonte si intravedono boschetti di acacie. Il lago fu scoperto da un
geologo inglese ed è senza meno il più spettacolare della Rift Valley:
sorgenti calde a 50° sgorgano dai bordi del lago producendo microscopiche
alghe che sono il nutrimento di una grande quantità di uccelli, fra i quali
i fenicotteri rosa.
Il Lago Eyasi e le tribù dei Datoga e degli Hadzabe
Il lago Eyasi è dentro alla scarpata della Rift Valley, è asciutto, ricco di
incrostazioni di carbonato di sodio, ed è l’area dove vivono le tribù degli
Datoga e degli Hadzabe. Lo stile di vita degli Hadzabe assomiglia molto a
quello dei Boscimani del Botswana: vivono in capanne di fango circolari,
sono coperti da pelli di animali e cacciano con l’arco e le frecce. Si
nutrono anche di radici, tuberi e frutti selvatici, conducendo uno stile di
vita come si viveva 10.000 anni fa. I Datoga sono i nemici storici dei Masai,
sono alti e longilinei e vestono con gli abiti e i colori dei Masai: come
loro emigrarono dalle aree attorno al Nilo alla ricerca di pascoli per il
bestiame, spingendosi fino in questa zona in Tanzania, ma arrivarono
centinaia di anni prima dei Masai, per questo sono nemici poichè da secoli
si contendono i pascoli. Godono di reputazione di coraggiosi guerrieri
essendo parenti dei Danakil dell’Etiopia del sud, ma oggi sono pacifici e
vivono dedicandosi totalmente al loro bestiame.
La Gola di Olduvai
La Gola di Olduvai si impose all’attenzione del mondo nel 1959 quando i
coniugi Leakey scoprirono alcuni frammenti fossili del cranio di uno degli
antenati dell’homo sapiens, risalenti a quasi 2 milioni di anni fa: grazie a
questo e ad altri ritrovamenti, essi ipotizzarono l’esistenza di un’altra
specie di ominidi che chiamarono homo abilis. I coniugi sostennero che altre
due specie conosciute, l’australopithecus africanus e l’australopithecus
robustus, si sarebbero estinte e l’homo abilis avrebbe dato origine
all’umanità attuale. La teoria è tutt’ora oggetto di dibattito. In seguito,
nel 1979, Mary Leakey scoprì presso Laetoli delle orme prodotte, forse, da
un uomo, un bambino ed una donna che pare risalgano a tre milioni e mezzo di
anni fa e che, appartenendo a creature in grado di camminare erette,
indussero a considerare la nascita dell’uomo come un fenomeno molto più
antico di quanto non si fosse mai supposto. La gola è un luogo di culto per
chi vuole vedere la zona dove, si pensa, vivessero i primi uomini.
Gradisci ulteriori approfondimenti? visita la
guida Lonely Planet
|