|
La BIRMANIA e le
località |
|
La
Birmania è il Paese più vasto del Sud-Est asiatico: misura 676.552 kmq
(è grande il doppio della Germania) ed è popolata da circa 46 milioni di
abitanti. È divisa a metà in tutta la sua estensione dall’Irrawaddy,
fiume che sgorga dal Tibet e sfocia nell’Oceano Indiano, dopo un
percorso di 2.000 chilometri. Il suo territorio è molto vario, e
comprende colline, ampie pianure nell’area centrale, montagne al nord,
fra cui ricordiamo Hkakabo Razi, che con i suoi 5882 m risulta essere il
monte più alto del Sud-Est asiatico. I villaggi e le pagode sono sorti
naturalmente nelle zone più ospitali, e particolarmente nelle pianure e
lungo il corso del fiume Irrawaddy. Il fiume gode infatti di grande
fertilità dalla fonte alla foce e proprio per questo ospita più dei due
terzi dell’intera popolazione del Paese. Il clima presenta notevoli
diversità fra nord e sud: nell’area settentrionale, dove i monti Pegu si
propongono come un’efficace barriera ai Monsoni, le precipitazioni si
limitano ai 600 mm anni; nell’area meridionale la pioggia raggiunge
invece i 3.000 mm l’anno. I due diversi regimi pluviali creano
condizioni diversificate sia a livello di habitat naturale che di
tradizioni agricole. Nelle zone di alta montagna prevalgono le
estensioni di conifere e querce (la vegetazione tipica delle zone
temperate), mentre in quelle più a sud s’impongono la foresta tropicale
e la giungla con varie essenze: bambù, mango, palme, piante resinose.
Dal punto di vista agricolo, occorre ricordare che nei territori del sud
si coltiva quasi esclusivamente riso, mentre al nord prevalgono le
colture di miglio, sesamo, cotone, legumi. Assai ricca e varia è la
fauna: nel corso della nostra vacanza potremmo facilmente avvistare in
varie aree del territorio scimmie, bufali e buoi selvatici. Le foreste
accolgono invece tigri, leopardi, cervi, daini, sciacalli e orsi
tibetani. Si potranno ammirare rinoceronti e alligatori, in compagnia di
qualche elefante, lungo i corsi d’acqua. Nelle aree tropicali vivono
piccoli e coloratissimi pappagalli. L’oceano Indiano, infine, ospita
un’ampia varietà di pesci e crostacei. Solo recentemente il Paese si è
aperto al turismo ed è oggi visitabile per gran parte del suo
territorio. Dal punto di vista storico, la Birmania è stata soggetta a
continue trasformazioni ed ha accolto un grande numero di etnie: ancora
oggi ne ospita ben 135 che, pur nella loro diversità, convivono in buona
armonia. Dal 1886 al 1948 la Birmania è stata colonia inglese. Dal 1989
il Paese ha cambiato nome – non più Birmania ma Myanmar – e molte sue
denominazioni geografiche: così la capitale non si chiama più Rangoon ma
Yangon, il suo fiume più importante non più Irrawaddy ma Ayeyarwady, e
così via. Circa il 90% della popolazione birmana è buddhista: una fede
intensamente vissuta e che accompagna l’esistenza di un birmano dalla
nascita alla morte. La cultura, le arti e l’architettura, in questo
senso, devono essere intese come una diretta emanazione della fede
buddhista (proprio agli architetti birmani si deve attribuire il merito
di aver realizzato un nuovo stile di costruzione religiosa: le loro
pagode, metafora del creato, si sono diffuse in tutto il Sudest
asiatico). Anche le feste tradizionali risentono di questa particolare
ispirazione religiosa e seguono il calendario lunare. Sono perciò mobili
e ogni mese ha le sue feste, soprattutto nelle fasi di luna piena.
Ricordiamo, a questo proposito, le feste delle pagode, che iniziano a
gennaio e terminano al volgere dell’estate; le feste del raccolto che si
tengono nei villaggi di campagna nel mese di febbraio; la festa
dell’acqua, che dura tre giorni e si svolge generalmente in aprile (per
i giovani birmani è come il nostro carnevale: s’incontrano per strada,
si divertono e scherzano usando l’acqua al posto dei coriandoli); nel
mese di luglio c’è la suggestiva festa delle luci per ricordare il
ritorno di Buddha dalla casa dei Deva, gli dei hindu minori: le case
vengono illuminate, si canta e si balla; a novembre, nella notte di luna
piena, si tengono gare di tessitura fra le ragazze da marito e a Yangon
si svolgono tornei fra i quartieri; dicembre, infine, è il mese delle
feste dei nat (gli spiriti che accompagnano, nel bene e nel male, la
vita degli uomini e della natura): a loro si presentano offerte danzando
davanti all’altare.
|
|
YANGON ,ex Rangoon, capitale della Birmania dal 1885,
si trova sul fiume Yangon a 30 km dal Mar delle Andamane. Abitata da
circa 5 milioni di abitanti, è una città ricca di contrasti e colori,
che non mancherà di stupirvi. I grandi viali alberati a 3 corsie,
relativamente poco trafficati, vanno restringendosi nella zona del
centro dove negli stretti ed affollati vicoli tra risciò, biciclette,
case da tè e mercatini, vive una moltitudine di gente di razze diverse,
dagli indiani dalla pelle scura ai cinesi dai visi chiari, e tutti
convivono pacificamente con i loro diversi usi e costumi. Alla moschea è
affiancata la pagoda, alla chiesa cattolica il tempio hindù. I bei
palazzi in stile vittoriano del centro, le ville coloniali, i palazzi
cinesi a Chinatown, il porto fluviale, ed i 2 idilliaci laghi rigogliosi
di vegetazione tropicale, contribuiscono a dare un’atmosfera tutta
particolare alla città rendendola una della capitali più affascinanti
del sud-est asiatico. Non manca di meravigliare il fatto che qui la
popolazione usi comunemente il longyi, il tipico sarong locale, e che le
donne, sempre sorridenti, coi capelli lunghi e l’immancabile ombrellino,
utilizzino una polvere vegetale biancastra sul viso per proteggersi dal
sole. Sulla collina che domina la città, svetta luccicante d’oro la
grande pagoda Shwedagon, simile ad una gigantesca campana dorata,
meraviglioso simbolo del Paese e straordinario esempio di architettura
religiosa, considerato tra i più belli della terra. Ha un perimetro di
450 metri, ed è attorniata da numerosi templi e pagode più piccole. La
pagoda è alta 90 metri ed il globo d’oro della cupola che si eleva sullo
stupa centrale incorpora 4351 diamanti dal peso di 1800 carati totali,
sormontati da un un unico diamante di 76 carati. Ma Shwedagon è
soprattutto la gente, che qui si riunisce per pregare e meditare, per
incontrarsi e passeggiare. Tra i monumenti più importanti che possiamo
visitare a Yangon: il grande Buddha sdraiato, alto 20 metri e lungo 70,
la pagoda ottagonale Sule al centro città circondata da piccoli negozi,
la pagoda Bothataung sul porto ricoperta da un mosaico di vetri
colorati, e l’importante Museo Nazionale. Essendo questo Paese
produttore dei famosi rubini birmani, non può mancare la sosta ad una
gioielleria autorizzata dal Governo. |
|
BAGAN: immaginate una pianura di circa 40 km quadrati
dove sorgono più di 2000 tra templi e pagode, di diverse fogge grandi ed
imponenti, o piccoli ed aggraziati, solitari o raggruppati. E a sfondo
di questo fantastico scenario il placido e possente Irrawaddy. Questa è
lo spettacolo che offre ai visitatori Bagan, una delle meraviglie del
mondo, e sicuramente una delle località più importanti di tutta l’Asia.
Durante il periodo in cui Bagan fu capitale del Paese, dal sec. 11º fino
al 14º vi fu un grande fervore religioso che portò all’edificazione di
quasi 5000 templi. Purtroppo molti furono distrutti durante un terremoto
che colpì questa area nel 1975. Oggi si calcola che ne rimangano circa
2000, molti in buono stato, mentre alcuni conservano anche importanti
affreschi all’interno. Il clima secco e arido ha certamente contribuito
a preservare gli antichi templi. Uno dei templi più suggestivi e amati
dai turisti è Ananda risalente al 1100, voluto dal re Kyanzittha.
Costruito con bianche guglie a voler simboleggiare le montagne
Himalayane, ospita all’interno 4 statue di Buddha in piedi, alte 9
metri. È un magnifico esempio dell’arte Mon, e presenta la struttura a
croce greca. La pagoda Shwezigon, dallo stupa dorato, è anche molto
importante perchè è il prototipo architettonico di tutte le successive
pagode in Birmania. Il tempio Gubyaukgyi in stile indiano, la pagoda di
Manuha con le 3 statue di Buddha seduto enormi che sembrano imprigionate
in stanze troppo strette, sono altri importanti monumenti da visitare.
Interessante la fabbrica della lacca dove si vedrà l’antico metodo di
lavorazione che utilizza bambù e crine di cavallo, e si potrà ammirare
l’esposizione di magnifici oggetti d’arredamento. Indimenticabile il
tramonto dall’alto di una pagoda, sulla piana di Bagan. Si vedranno i
templi tingersi delle varie colorazioni del sole che cala, mentre nel
silenzio rotto solo dallo spirare del vento sembra che il tempo si sia
fermato e si sia portati in qualche dimensione magica. |
|
MANDALAY fu l’ultima capitale della Birmania prima
della colonizzazione inglese. Fondata nel 1857 dal re Mindon è
considerata la culla della cultura e del buddhismo del Paese, essendo
qui i più importanti monasteri e oltre il 60% dei monaci. La città è
situata sulle rive dell’Irrawaddy, nel centro della zona “arida” della
Birmania. Dista circa un’ora dall’aeroporto. La città in sè è abbastanza
moderna, e trafficata. Da visitare la pagoda Mahamuni dove si trova la
grande statua del Buddha seduto proveniente dallo stato del Rakhine
(confini col Bangladesh). Questa statua è ricoperta di sfoglie d’oro
applicate dai fedeli per devozione. All’esterno della pagoda si trova un
pittoresco mercato religioso. Dalla collina di Mandalay si gode il
panorama su tutta la città. Ultima testimonianza degli splendori del
regno, il Monastero Shwenandaw, detto il Palazzo d’oro, dai bellissimi
intarsi di legno. I dintorni di Mandalay sono anche assai interessanti:
l’antica capitale Amarapura (la città “immortale”) a 11 km da Mandalay,
fu fondata nel 1783, ricorda un villaggio di altri tempi, e ospita il
monastero Mahagandayon, il più grande del Paese, importante centro di
studi sul buddhismo, dove vivono quasi 1000 monaci. Là vicino il ponte
Ubein, tutto in legno di tek lungo più di 1 km si estende sopra un lago
che è in secca durante la stagione invernale. La sponda del fiume
Irrawaddy è abitata da comunità di pescatori. Si possono vedere i grandi
tronchi di tek per le costruzioni galleggiare lungo la corrente e venir
tirati a riva usando i bufali. Mandalay è anche un famoso centro di
produzione artigianale: magnifici arazzi fatti a mano, sete, lavorazione
dell’argento e dell’oro. |
|
LAGO INLE, nello Stato Shan, uno dei più bei richiami
naturali della Birmania: vi incanterà con i suoi paesaggi idilliaci.
Situato a 1330 metri di altezza, è lungo 22 km e largo 11. Le sue acque
molto calme e punteggiate da ninfee e gigli d’acqua, e dai famosi orti
galleggianti, dove gli industriosi Intha, che popolano questa zona, sono
riusciti a coltivare: pomodori,cipolle, cavoli, meloni, papaya e banane.
Piccole canoe scivolano sulle acque, mentre i pescatori remano con la
gamba e utilizzano reti coniche per la pesca, nel silenzio rotto solo
dal richiamo dei gabbiani. Alte montagne verdeggianti racchiudono il
lago, sulle cui rive si trovano 17 villaggi su palafitte. La città
principale è Nyaungshwe e sorge sulle sponde del lago. È raggiungibile
in un’ora e mezza di macchina dall’aeroporto di Heho. Durante
l’escursione del lago in motolancia si effettueranno diverse soste tra
cui: il monastero Nga Pe Chaung, tutto in legno, su palafitte in mezzo
al lago, dove i monaci hanno addestrato dei gatti a saltare nel cerchio,
e la pagoda Phaung Dawoo, dalla cupola dorata, che si erge su una grande
piattaforma in mezzo al lago. Lì sorge un piccolo villaggio interamente
su palafitte collegato da una rete di ponticelli e di passaggi, molto
pittoresco. |
|
|
Molto tempo prima dell'ascesa di Bagan, fioriva in
quest'area un regno mon che intratteneva rapporti commerciali persino
con la lontana Cambogia. Attualmente rimane ben poco dell'antica città:
sono ancora visibili tracce della possente cinta muraria e sopravvivono
alcune interessanti pagode. Il centro, ricco di alberi frondosi, è un
piacevole miscuglio di edifici in stile coloniale e dimore dai tetti
spioventi. Una pittoresca rete di canali irriga i campi di riso e i
frutteti. Thaton sorge sulla strada principale e sulla linea ferroviaria
tra Bago e Mawlamyine. Nei pressi della città si trova Taikkala, che
ospita tracce di roccaforti ormai in rovina e un'antica pagoda. |
|
Kengtung (Kyaingtong) In un remoto angolo orientale
dello stato Shan sorge il tranquillo e storico cuore della cultura dello
stato di Khün. Costruita intorno a un laghetto e punteggiata da antichi
templi buddhisti ed edifici coloniali britannici ormai fatiscenti,
Kengtung è forse la più pittoresca cittadina dello stato Shan. Se si
tiene conto del fatto che si trova in una delle più inaccessibili e
disabitate vallate del Myanmar, l'apertura al turismo di Kengtung,
avvenuta nel 1993, venne accolta con grande sorpresa. L'accesso è
difficile ed è garantito esclusivamente da alcuni voli che decollano
dalle zone interne del paese o tramite un impervio percorso via terra da
Tachilek. Oltre ad ammirare i templi e i monasteri della zona, è
divertente visitare il mercato dei bufali che si tiene nella periferia
ovest della cittadina. Si tratta di un mercato quotidiano, simile a una
rivendita di macchine usate, dove i venditori esaltano i pregi dei loro
animali mentre gli acquirenti ne rilevano i difetti. Dopo aver
finalmente stabilito il prezzo e aver pagato il pattuito, il nuovo
proprietario se ne va trascinando il suo bufalo per il naso. |
|
Mrauk U (Myohaung) Immersa in una giungla
lussureggiante e circondata da un dolce paesaggio collinare, nei pressi
del confine con il Bangladesh, Mrauk U è raggiungibile solo via battello
ed è assai lontana dai soliti itinerari turistici. Vale la pena di
ammirare gli edifici e le opere d'arte in stile arakanese, nonché le
rovine dei templi buddhisti. Tra le vestigia che rivestono un certo
interesse segnaliamo la Pagoda 80.000 (così chiamata dopo il
rinvenimento in questo sito di 80.000 immagini di Buddha) e una sala per
le ordinazioni religiose. Mrauk U è raggiungibile da Sittwe, nel Myanmar
occidentale. |
|
Bago (Pega) Durante la dinastia mon, Bago era una
città favolosa, un importante porto marittimo e la capitale del Basso
Myanmar. Fu distrutta dai birmani nel 1757 e parzialmente ricostruita
nei primi anni del XIX secolo. La deviazione del corso del fiume Bago
sottrasse alla città lo sbocco al mare, segnandone il definitivo
declino. Luoghi interessanti da visitare sono la Pagoda Shwemawdaw, che
domina la città, la Pagoda Hintha Gone e la statua del Buddha sdraiato
lunga 55 m, chiamata Shwethalyaung Buddha. |
|
|
| Via
Montesuello,129/A - 25065 LUMEZZANE S.S (BS) ITALY - Tel. +39 030 8922696
- Fax. +39 030 8922697 |
|