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BIRMANIA
Il
tour di sedici giorni:
"Scenario senza tempo"
«Ritmi di vita che non conoscono il passare del tempo.
Maestosi esempi
dell’arte e dell’archeologia religiosa.
Nella piana di Bagan migliaia di stupa
e cupole d’oro.
Grandi laghi, estese pianure, dense foreste, lenti fiumi.
Nell’antica capitale, il Tripitaka su 729 stele di alabastro. »
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IL VIAGGIO |
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Un itinerario alla scoperta di una
Birmania dai mille volti: i luoghi “classici” e le interessanti minoranze
etniche della regione di Keng Tung; i grandi spazi e gli straordinari
templi. In Birmania colpisce soprattutto la profonda spiritualità di un
popolo che ha saputo conservare la propria serenità e l’amore per il culto
antico, che in ogni contatto dimostra una serenità vera. Così, a poco sono
valsi gli sforzi per allontanare la gente dai templi, a nulla distruggere,
per ricostruirla a 10 chilometri di distanza, l’antica Pagan, con diecimila
templi, capace di emanare un’atmosfera di magia e serenità. Dovunque la
gente ha saputo conservare lo stesso sorriso, la stessa semplicità di vita.
Ci incanteremo davanti alla cupola d’oro della Shwedagon, ammireremo, sulle
tranquille acque del lago Inlie, i pescatori Intha che pescano spingendo la
barca con un remo manovrato con la gamba; ci commuoveremo guardando il
tramonto ai bordi del fiume Irrawaddy, mentre il sole tinge di rosso stupa e
pagode.
Incontreremo minoranze etniche che ancora vestono gli antichi costumi;
scopriremo a Mandalay che, accanto a templi stupendi, nel fiume uomini e
bufali faticano per imbrigliare tronchi che la corrente trasporterà.
I luoghi: Yangon - Kyaing Tong
- i villaggi dello stato Shan - Heho - Pindaya - Lago Inle - Mandalay - Le
antiche capitali - Amarapura - Ava - Sagain - Bagan, l’antica Pagan
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LA BIRMANIA |
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La Birmania
è il Paese più vasto del
Sud-Est asiatico: misura 676.552 kmq (è grande il doppio della Germania) ed
è popolata da circa 46 milioni di abitanti. È divisa a metà in tutta la sua
estensione dall’Irrawaddy, fiume che sgorga dal Tibet e sfocia
nell’Oceano Indiano, dopo un percorso di 2.000 chilometri.
Il
suo territorio è molto vario, e comprende colline, ampie pianure nell’area
centrale, montagne al nord, fra cui ricordiamo Hkakabo Razi, che con
i suoi 5882 m risulta essere il monte più alto del Sud-Est asiatico. I
villaggi e le pagode sono sorti naturalmente nelle zone più ospitali, e
particolar mente nelle pianure e lungo il corso del fiume Irrawaddy. Il
fiume gode infatti di grande fertilità dalla fonte alla foce e proprio
per questo ospita più dei due terzi dell’intera popolazione del Paese. Dal
punto di vista storico, la Birmania è stata soggetta a continue
trasformazioni ed ha accolto un grande numero di etnie: ancora oggi ne
ospita ben 135 che, pur nella loro diversità, convivono in buona armonia.
Dal 1886 al 1948 la Birmania è stata colonia inglese. Dal 1989 il Paese ha
cambiato nome – non più Birmania ma Myanmar – e molte sue
denominazioni geografiche: così la capitale non si chiama più Rangoon ma
Yangon, il suo fiume più importante non più Irrawaddy ma Ayeyarwady,
e così via. Circa il 90% della popolazione birmana è buddhista: una fede
intensamente vissuta e che accompagna l’esistenza di un birmano dalla
nascita alla morte.
La cultura,
le arti e l’architettura,
in questo senso, devono essere intese come una diretta emanazione della fede
buddhista
(proprio
agli architetti birmani si deve attribuire il merito di aver realizzato un
nuovo stile di costruzione religiosa: le loro pagode, metafora del creato,
si sono diffuse in tutto il Sud-est asiatico). Anche le feste tradizionali
risentono di questa particolare ispirazione religiosa e seguono il
calendario lunare. Sono perciò mobili e ogni mese ha le sue feste,
soprattutto nelle fasi di luna piena. Ricordiamo, a questo proposito, le feste delle pagode,
che iniziano a gennaio e terminano al volgere dell’estate; le
feste del raccolto che si
tengono nei villaggi di campagna nel mese di febbraio; la festa
dell’acqua, che dura tre giorni e si svolge generalmente in aprile (per
i giovani birmani è come il nostro carnevale: s’incontrano per strada, si
divertono e scherzano usando l’acqua al posto dei coriandoli); nel mese di
luglio c’è la suggestiva festa delle luci per ricordare il ritorno di
Buddha dal la casa dei Deva, gli dei hindu minori: le case vengono
illuminate, si canta e si balla; a novembre, nella notte di luna piena, si
tengono gare di tessitura fra le ragazze da marito e a
Yangon
si svolgono tornei fra i
quartieri; dicembre, infine, è il mese delle feste dei nat (gli
spiriti che accompagnano, nel bene e nel male, la vita degli uomini e della
natura): a loro si presentano offerte danzando davanti all’altare.
Assai ricca e
varia è la
fauna:
nel corso della nostra vacanza potremmo facilmente avvistare in varie aree
del territorio scimmie, bufali e buoi selvatici. Le foreste accolgono invece
tigri, leopardi, cervi, daini, sciacalli e orsi tibetani. Si potranno
ammirare rinoceronti e alligatori, in compagnia di qualche elefante, lungo i
corsi d’acqua. Nelle aree tropicali vivono piccoli e coloratissimi
pappagalli. L’oceano Indiano, infine, ospita un’ampia varietà di pesci e
crostacei. Solo recentemente il Paese si è aperto al turismo ed è oggi
visitabile per gran parte del suo territorio.
Il clima
presenta notevoli diversità fra
nord e sud: nell’area settentrionale, dove i monti Pegu si propongono
come un’efficace barriera ai Monsoni, le precipitazioni si limitano ai 600
mm anni; nell’area meridionale la pioggia raggiunge invece i 3.000 mm
l’anno. I due diversi regimi pluviali creano condizioni diversificate sia a
livello di habitat naturale che di tradizioni agricole.Nelle zone di alta montagna prevalgono le
estensioni di conifere
e querce (la vegetazione tipica delle zone temperate),mentre in
quelle più a sud s’impongono la foresta tropicale e la giungla
con varie essenze: bambù, mango, palme, piante resinose. Dal punto di
vista agricolo, occorre ricordare che nei territori del sud si coltiva quasi
esclusivamente riso, mentre al nord prevalgono le colture di
miglio, sesamo, cotone, legumi. (Il
tempo ora in Birmania)
Un popolo antico
"I primi abitanti del mondo". Questo è il significato della parola Birmania
ed è ciò che i birmani si considerano simbolicamente. Accanto ad essi,
vivono in Myanmar ben 67 gruppi etnici diversi fra cui i principali sono:
Chin, Kachin, Shan, Karen, Kayah. Arakan e Mon. Da una ricerca condotta
nell’ultimo periodo coloniale, risulta che nella nazione si parlavano ben
242 lingue e dialetti diversi. I primi popoli ad insediarsi in Myanmar
furono i Mon-Khmer che provenivano dalle pianure aride e spazzate dal vento
dell’Asia Centrale. Oggi, assimilati alla cultura dominante, vivono nel
sud-est.
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1° giorno - Italia -
Bangkok
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Partenza con volo di linea per Bangkok.
Pasti e pernottamento a bordo.
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2° giorno -
Bangkok - Yangon
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Arrivo a Bangkok e coincidenza con volo di linea per Yangon.
Dopo le formalità di frontiera trasferimento in hotel. Yangon è
lo specchio della coinvolgente e contraddittoria realtà del
Paese. Vi convivono il quartiere cinese, quello indiano e la
Grande Moschea della zona musulmana, gli edifici coloniali e le
antiche architetture religiose, gli ampi viali paralleli
previsti dagli inglesi nel periodo dell’occupazione, i laghi, il
fiume, i mercati, il verde, gli stupa che scintillano anche se
non c’è il sole. Visiteremo la Pagoda Sule posta al centro della
città, il Grande Buddha Reclinato Chaukhtatgy, la dorata
Shwedagon, simbolo del Myanmar che veglia sulla città col suo
pinnacolo ricco di migliaia di diamanti, rubini e zaffiri.
Pranzo libero. Cena n ristorante. (se il volo arriva a Yangon
nel pomeriggio alcune visite verranno effettuate il 13°giorno)
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3° giorno -
Yangon - Kyaing Tong
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Partenza con volo di linea per
Kyaing Tong, nell’estremo est dello stato Shan. La cittadina si
trova adagiata al centro di una valle tra montagne ricoperte di
foreste vergini e circondata da minoranze etniche. Si tratta di
una zona aperta da pochi anni in quanto proprio qui erano le
maggiori coltivazioni di papavero. Visita ad alcuni villaggi
Palaung, etnia di religione buddhista che parla una lingua di
ceppo mon-khmer. Pensione completa con pranzo a picnic. Nel
tardo pomeriggio rientro a Kyaing Tong e pernottamento in
albergo (semplice ma decoroso)
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4° giorno -
Kyaing Tong, i villaggi dello stato Shan
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Giornata di escursione alla
scoperta delle tribù di montagna che abitano questa 3 regione:
gli Akha, le cui donne indossano copricapo decorati con monete
d’argento, gli Enn neri, i Wa, gli Akhi. L’itinerario varia di
volta in volta in considerazione delle condizioni dei sentieri;
in ogni caso si incontrano gruppi etnici dai costumi e dalle
abitazioni dissimili. Non tutti i villaggi sono raggiungibili in
pullmino; sarà quindi necessario camminare non più di 2 ore
lungo sentieri facili e poco ripidi per raggiungere località
totalmente fuori dalle rotte turistiche. Pranzo picnic. Cena in
ristorante. Pernottamenti in albergo a Kyaing Tong.
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5° giorno - Kyaing
Tong - Mandalay
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Visita al mercato di Kyaing Tong dove si
possono incontrare donne delle minoranze etniche che vendono i loro
prodotti agricoli. Trasferimento in aeroporto e partenza con volo di
linea per Mandalay, l’ultima capitale reale birmana prima dell’avvento
dell’impero coloniale britannico ed oggi la seconda città più popolosa
dopo Yangon. Pranzo in ristorante. Trasferimento in albergo e cena.
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6° giorno - Mandalay
- Amarapura - Ava - Sagain - Mandalay
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Partenza alla scoperta delle antiche
capitali nei dintorni di Mandalay. Inizieremo con Amarapura (10km da
Mandalay), dove nel monastero di Mahagandaryon potremo assistere ad
alcuni momenti di vita monastica. Nelle vicinanze c’è il ponte U Bein,
la vera “attrazione” della zona, costruito sul lago Taungthaman. Da
circa due secoli la struttura lunga oltre 1 km, la più lunga al mondo in
legno di tek, consente il transito da una parte all’altra. Continuiamo
poi alla volta di Ava, un tempo capitale di vari regni birmani per quasi
400 anni, ed ora piccolo villaggio di struggente bellezza. A bordo di
calessi locali si visiteranno il suggestivo Monastero Bargayar
realizzato circa 200 anni fa in legno di tek (tra i più interessanti
monasteri di tutto il paese), la vecchia torre di guardia pendente, e il
monastero di Maenu Ok Kyaung. Proseguiremo alla volta di Sagaing, a
circa 20 km da Mandalay, attraversando una campagna molto gradevole.
Rientrando a Mandalay, ci fermeremo al Tempio di Mahamuni con la
preziosa statua del Buddha ricoperta dallo strato d’oro che ne ha
persino deformato le sembianze, per le innumerevoli foglioline d’oro che
i birmani vi applicano ad ogni ora del giorno. All’interno, strabocchi
di ori, colori smaglianti, fiori, profumi. Grande fervore popolare e
incredibile atmosfera. Saliremo poi in cima alla collina di Mandalay per
goderci il tramonto sulla città e sulle risaie circostanti (la salita si
effettua in ascensore). Pensione completa. Pernottamento in albergo.
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7° giorno - Mandalay
- Mingun - Bagan
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Inizieremo la giornata con l’escursione
a Mingun. La raggiungeremo in barca privata, navigando l’Irrawaddy per
circa 2 ore. Il percorso è interessante per l’ambiente del fiume, le
abitazioni e la gente che ci vive. Visita di ciò che rimane della più
grande pagoda del mondo, della sua enorme campana e del Tempio
Myatheindan, la cui forma simboleggia il Monte Meru. Pranzo in
ristorante e trasferimento in aeroporto. Volo per Bagan. Cena e
pernottamento in albergo. Pensione completa. Pernottamento in albergo.
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8° e 9° giorno -
Bagan
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Bagan è una delle grandi meraviglie
dell’Asia, dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. Più
di 2000 templi, risalenti al X e XI sec, sparsi in un orizzonte immenso,
in un paesaggio che cambia colore a ogni ora del giorno. E' un vero
shock artistico, ma anche “spirituale”, per l’incredibile magia che il
luogo ispira; ovunque si guardi si ammirano rovine di tutte le
dimensioni nella pianura ocra, rossa e verde: templi grandi e gloriosi
come quello di Ananda e pagode piccole e solitarie in mezzo ai campi.
Due intere giornate dedicate alle visite dei templi dell’area
archeologica: la più impressionante città morta della religione che vi
sia al mondo. Quanto possiamo vedere oggi corrisponde grosso modo alla
metà degli edifici religiosi innalzati nel brevissimo periodo di fortuna
della città (dal 1000 al 1200), cui andrebbero aggiunti poi tutti i
monasteri e le abitazioni in legno, andate distrutte, compreso il
palazzo reale, necessari ad ospitare una popolazione che contava allora
un milione di abitanti. Il tramonto sulla piana disseminata di rovine e
bagnata dall’Irrawaddy è uno scenario che difficilmente si può
dimenticare. Pranzo e cena in ristoranti. Pernottamento in albergo.
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10° giorno - Bagan -
Heho - Lago Inle
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Trasferimento in aeroporto e volo per
Heho da dove si prosegue per il lago Inle (35km, 1 ora di viaggio) tra
alture con risaie a secco e villaggi montani. Orti e mercati
galleggianti, abitazioni su palafitte, pescatori che remano con i piedi
per disporre delle mani libere, pagode, monasteri, laboratori per la
seta, fanno da contorno alla permanenza nell’area del lago. Gli “Intha”
popolano le rive e la superficie lacustre. Vivono su palafitte collegate
da passerelle, coltivano orti sospesi in acqua ed i pescatori usano
atleticamente enormi nasse. Ci troviamo nella regione Shan a 1100 m.,
una tra le aree meno integrate del Myanmar, con i commerci d’oppio e la
gelosa conservazione d’autonomia culturale. Ma i locali sono ospitali,
lavorano gli orti galleggianti realizzati intrecciando piante
acquatiche, ancorate sul fondo con canne di bambù riempite di fango.
Vendono prodotti agricoli ed articoli d’artigianato su piccole
imbarcazioni. Pranzo in ristorante e cena in albergo. Pernottamento in
un suggestivo albergo sul lago.
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11° giorno - lago
Inle: escursione a Sagar
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Partenza in motolancia (circa 2 ore
di viaggio) per l’antico villaggio di Sagar, recentemente aperto al
turismo, per ammirare le antiche pagode in un paesaggio di grande
bellezza. Proseguimento per Inpaw Khon, paesino dove ancora si pratica
la tessitura della seta con i telai tradizionali. Rientro in albergo nel
pomeriggio. Pranzo a picnic o in semplice ristorante e cena in albergo.
Pensione completa.
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12° giorno - Lago
Inle: escursione a Inn Thein
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Percorriamo la ragnatela di canali che
conduce al villaggio di Inn Thein. Attraverso una sorta di infinito
porticato con colonne che ripara dal sole centinaia di bancarelle, si
arriva al sito archeologico Shwe Inn Thein. E’ un posto davvero
particolare, abbandonato agli elementi naturali che ne accentuano i
tratti antichi e 5 selvaggi. Vi sono decine e decine di piccoli stupa e
templi spesso assaliti da erbe ed arbusti che ne mettono fortemente a
rischio stabilità ed esistenza, ma ne rendono ancora più interessante la
visione. Pranzo in ristorante e cena in albergo. Pernottamento in
albergo.
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13° giorno - Lago
Inle - Heho - Yangon
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Trasferimento all’aeroporto di Heho e
partenza con volo di linea per la capitale. (Continuiamo a riferirci a
Yangon chiamandola capitale per evitare di incorrere in fraintendimenti
con chi ci legge, anche se il governo ha da tempo individuato un’altra
località a circa 600 km nelle foreste del nord-est per farne la “nuova
capitale”). Completamento delle visite. Pranzo e cena in ristorante.
Pernottamento in albergo.
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14° giorno - Yangon -
Bangkok - Italia
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Se ci sarà tempo si effettuerà una sosta
al Bogyoke Aung San Market, grande spazio coperto dove si può trovare
quasi tutto l’artigianato prodotto in Birmania. Pranzo libero.
Trasferimento in aeroporto e partenza con volo di linea per Bangkok.
Proseguimento per Roma in coincidenza. Cena e pernottamento a bordo.
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15° giorno - Italia
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Arrivo in mattinata
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Per ragioni organizzative il programma di
viaggio
potrà subire variazioni mantenendo inalterate le località visitate
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Incluso ed
escluso |
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LA QUOTA COMPRENDE:
- Volo di linea Milano/Bangkok/Yangon a/r in classe economica
- Voli di linea Yangon- Kyaing Tong - Mandalay- Bagan –Heho-Yangon in classe
economica
- Franchigia bagaglio aereo kg. 20 per persona
- Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero
- Trasporti interni in pullman con aria condizionata come da programma
- Trasferimenti in pullmino a Kyaing Tong
- Barca privata a Mingun e canoe a motore al Lago Inle
- Sistemazione in camera doppia in alberghi 4* a Yangon, Mandalay, Lago
Inle, Bagan, 3* a Kyaing Tong (classificazione locale)
- Trattamento di pensione completa dalla cena del 2° giorno alla cena del
13°giorno
- Visite ed escursioni come da programma con guida locale che parla italiano
ed accompagnatore per tutto il viaggio
- Ingressi, tasse e percentuali di servizio
LA QUOTA NON COMPRENDE:
- Il pranzo del 2°giorno e del 14°giorno
- Le bevande, le mance e il facchinaggio (né negli aeroporti né negli hotel)
- Il visto d’ingresso
- Le tasse d’imbarco estere (usd 10 in uscita da Yangon)
- Le tasse aeroportuali, il fuel surcharge
- Extra personali in genere e tutto quanto non espressamente indicato nel
programma e al paragrafo “la quota comprende”
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15 Giorni - 13 notti
Pensione completa
Trasferimenti inclusi
Partenze da Roma Fiumicino o Milano Malpensa
Tour
in pensione completa con accompagnatore parlante italiano
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Partenza |
Quota per persona in camera doppia |
Suppl.
per persona in camera singola |
| 9 febbraio 2010 |
€ 2.860 |
€ 380 |
| 9 marzo |
€ 2.860 |
€ 380 |
| 3 agosto |
€ 3.060 |
€ 350 |
| 14 settembre |
€ 2.780 |
€ 350 |
Quote confermate al
raggiungimento dei 2 partecipanti
Tasse aeroportuali e adeguamento carburante non inclusi € 200
e soggette a variazioni da parte delle compagnie aeree
Visto d’ingresso € 50
Quota gestione pratica (comprensiva di assicurazioni medico, bagaglio) € 80
Questi prezzi sono
ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,40 USD)
e possono essere soggetti ad adeguamento valutario
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il programma di questo
viaggio ad un amico...
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