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BIRMANIA
"Scenario senza tempo"
«Ritmi di vita che non conoscono il passare del tempo.
Maestosi esempi
dell’arte e dell’archeologia religiosa.
Nella piana di Bagan migliaia di stupa
e cupole d’oro.
Grandi laghi, estese pianure, dense foreste, lenti fiumi.
Nell’antica capitale, il Tripitaka su 729 stele di alabastro. »
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IL VIAGGIO |
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Un itinerario alla scoperta di una
Birmania dai mille volti: i luoghi “classici” e le interessanti minoranze
etniche della regione di Keng Tung; i grandi spazi e gli straordinari
templi. In Birmania colpisce soprattutto la profonda spiritualità di un
popolo che ha saputo conservare la propria serenità e l’amore per il culto
antico, che in ogni contatto dimostra una serenità vera. Così, a poco sono
valsi gli sforzi per allontanare la gente dai templi, a nulla distruggere,
per ricostruirla a 10 chilometri di distanza, l’antica Pagan, con diecimila
templi, capace di emanare un’atmosfera di magia e serenità. Dovunque la
gente ha saputo conservare lo stesso sorriso, la stessa semplicità di vita.
Ci incanteremo davanti alla cupola d’oro della Shwedagon, ammireremo, sulle
tranquille acque del lago Inlie, i pescatori Intha che pescano spingendo la
barca con un remo manovrato con la gamba; ci commuoveremo guardando il
tramonto ai bordi del fiume Irrawaddy, mentre il sole tinge di rosso stupa e
pagode.
Incontreremo minoranze etniche che ancora vestono gli antichi costumi;
scopriremo a Mandalay che, accanto a templi stupendi, nel fiume uomini e
bufali faticano per imbrigliare tronchi che la corrente trasporterà.
I luoghi: Yangon - Kyaing Tong
- i villaggi dello stato Shan - Heho - Pindaya - Lago Inle - Mandalay - Le
antiche capitali - Amarapura - Ava - Sagain - Bagan, l’antica Pagan
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LA BIRMANIA |
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La Birmania
è il Paese più vasto del
Sud-Est asiatico: misura 676.552 kmq (è grande il doppio della Germania) ed
è popolata da circa 46 milioni di abitanti. È divisa a metà in tutta la sua
estensione dall’Irrawaddy, fiume che sgorga dal Tibet e sfocia
nell’Oceano Indiano, dopo un percorso di 2.000 chilometri.
Il
suo territorio è molto vario, e comprende colline, ampie pianure nell’area
centrale, montagne al nord, fra cui ricordiamo Hkakabo Razi, che con
i suoi 5882 m risulta essere il monte più alto del Sud-Est asiatico. I
villaggi e le pagode sono sorti naturalmente nelle zone più ospitali, e
particolar mente nelle pianure e lungo il corso del fiume Irrawaddy. Il
fiume gode infatti di grande fertilità dalla fonte alla foce e proprio
per questo ospita più dei due terzi dell’intera popolazione del Paese. Dal
punto di vista storico, la Birmania è stata soggetta a continue
trasformazioni ed ha accolto un grande numero di etnie: ancora oggi ne
ospita ben 135 che, pur nella loro diversità, convivono in buona armonia.
Dal 1886 al 1948 la Birmania è stata colonia inglese. Dal 1989 il Paese ha
cambiato nome – non più Birmania ma Myanmar – e molte sue
denominazioni geografiche: così la capitale non si chiama più Rangoon ma
Yangon, il suo fiume più importante non più Irrawaddy ma Ayeyarwady,
e così via. Circa il 90% della popolazione birmana è buddhista: una fede
intensamente vissuta e che accompagna l’esistenza di un birmano dalla
nascita alla morte.
La cultura,
le arti e l’architettura,
in questo senso, devono essere intese come una diretta emanazione della fede
buddhista
(proprio
agli architetti birmani si deve attribuire il merito di aver realizzato un
nuovo stile di costruzione religiosa: le loro pagode, metafora del creato,
si sono diffuse in tutto il Sud-est asiatico). Anche le feste tradizionali
risentono di questa particolare ispirazione religiosa e seguono il
calendario lunare. Sono perciò mobili e ogni mese ha le sue feste,
soprattutto nelle fasi di luna piena. Ricordiamo, a questo proposito, le feste delle pagode,
che iniziano a gennaio e terminano al volgere dell’estate; le
feste del raccolto che si
tengono nei villaggi di campagna nel mese di febbraio; la festa
dell’acqua, che dura tre giorni e si svolge generalmente in aprile (per
i giovani birmani è come il nostro carnevale: s’incontrano per strada, si
divertono e scherzano usando l’acqua al posto dei coriandoli); nel mese di
luglio c’è la suggestiva festa delle luci per ricordare il ritorno di
Buddha dal la casa dei Deva, gli dei hindu minori: le case vengono
illuminate, si canta e si balla; a novembre, nella notte di luna piena, si
tengono gare di tessitura fra le ragazze da marito e a
Yangon
si svolgono tornei fra i
quartieri; dicembre, infine, è il mese delle feste dei nat (gli
spiriti che accompagnano, nel bene e nel male, la vita degli uomini e della
natura): a loro si presentano offerte danzando davanti all’altare.
Assai ricca e
varia è la
fauna:
nel corso della nostra vacanza potremmo facilmente avvistare in varie aree
del territorio scimmie, bufali e buoi selvatici. Le foreste accolgono invece
tigri, leopardi, cervi, daini, sciacalli e orsi tibetani. Si potranno
ammirare rinoceronti e alligatori, in compagnia di qualche elefante, lungo i
corsi d’acqua. Nelle aree tropicali vivono piccoli e coloratissimi
pappagalli. L’oceano Indiano, infine, ospita un’ampia varietà di pesci e
crostacei. Solo recentemente il Paese si è aperto al turismo ed è oggi
visitabile per gran parte del suo territorio.
Il clima
presenta notevoli diversità fra
nord e sud: nell’area settentrionale, dove i monti Pegu si propongono
come un’efficace barriera ai Monsoni, le precipitazioni si limitano ai 600
mm anni; nell’area meridionale la pioggia raggiunge invece i 3.000 mm
l’anno. I due diversi regimi pluviali creano condizioni diversificate sia a
livello di habitat naturale che di tradizioni agricole.Nelle zone di alta montagna prevalgono le
estensioni di conifere
e querce (la vegetazione tipica delle zone temperate),mentre in
quelle più a sud s’impongono la foresta tropicale e la giungla
con varie essenze: bambù, mango, palme, piante resinose. Dal punto di
vista agricolo, occorre ricordare che nei territori del sud si coltiva quasi
esclusivamente riso, mentre al nord prevalgono le colture di
miglio, sesamo, cotone, legumi. (Il
tempo ora in Birmania)
Un popolo antico
"I primi abitanti del mondo". Questo è il significato della parola Birmania
ed è ciò che i birmani si considerano simbolicamente. Accanto ad essi,
vivono in Myanmar ben 67 gruppi etnici diversi fra cui i principali sono:
Chin, Kachin, Shan, Karen, Kayah. Arakan e Mon. Da una ricerca condotta
nell’ultimo periodo coloniale, risulta che nella nazione si parlavano ben
242 lingue e dialetti diversi. I primi popoli ad insediarsi in Myanmar
furono i Mon-Khmer che provenivano dalle pianure aride e spazzate dal vento
dell’Asia Centrale. Oggi, assimilati alla cultura dominante, vivono nel
sud-est.
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1° giorno - Italia -
Bangkok
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Partenza con volo di linea per Bangkok.
Pasti e pernottamento a bordo.
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2° giorno -
Bangkok - Yangon
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Arrivo a Bangkok e coincidenza con volo di
linea per Yangon. Dopo le formalità di frontiera incontro con la guida e
trasferimento in hotel. Yangon è lo specchio della coinvolgente e
contraddittoria realtà del Paese. Vi convivono il quartiere cinese,
quello indiano e la Grande Moschea della zona musulmana, gli edifici
coloniali e le antiche architetture religiose, gli ampi viali paralleli
previsti dagli inglesi nel periodo dell’occupazione, i laghi, il fiume,
i mercati, il verde, gli stupa che scintillano anche se non c’è il sole.
Visiteremo la Pagoda Sule posta al centro della città, il Grande Buddha
Reclinato Chaukhtatgy, la dorata Shwedagon, simbolo del Myanmar che
veglia sulla città col suo pinnacolo ricco di migliaia di diamanti,
rubini e zaffiri. Pranzo libero. Cena di benvenuto in ristorante.
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3° giorno -
Yangon - Mandalay - Amarapura - Ava - Sagain - Mandalay
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Trasferimento in aeroporto e
partenza con volo di linea per Mandalay, l’ultima capitale reale
birmana prima dell’avvento dell’impero coloniale britannico ed
oggi la seconda città più popolosa dopo Yangon. Dall’aeroporto
di Mandaly iniziano le visite alle antiche capitali cominciando
da Amarapura (10km da Mandalay), dove nel monastero di
Mahagandaryon potremo assistere ad alcuni momenti di vita
monastica. Nelle vicinanze c’è il ponte U Bein, la vera
“attrazione” della zona, costruito sul lago Taungthaman. Da
circa due secoli la struttura lunga oltre 1 km, la più lunga al
mondo in legno di tek, consente il transito da una parte
all’altra. Continuiamo poi alla volta di Ava, un tempo capitale
di vari regni birmani per quasi 400 anni, ed ora piccolo
villaggio di struggente bellezza. A bordo di calessi locali si
visiteranno il suggestivo Monastero Bargayar realizzato circa
200 anni fa in legno di tek (tra i più interessanti monasteri di
tutto il paese), la vecchia torre di guardia pendente, e il
monastero di Maenu Ok Kyaung. Proseguiremo alla volta di Sagaing,a
circa 20 km da Mandalay, attraversando una campagna molto
gradevole.Pranzo in ristorante. Rientro a Mandalay e
sistemazione in albergo. Pensione completa con cena in albergo.
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4° giorno -
Mandalay - Mingun - Mandalay
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Inizieremo la giornata con l’escursione a
Mingun. La raggiungeremo in barca privata, navigando l’Irrawaddy per
circa 1 ora. Il percorso è interessante per l’ambiente del fiume, le
abitazioni e la gente che ci vive. Visita di ciò che rimane della più
grande pagoda del mondo, della sua enorme campana e del Tempio
Myatheindan, la cui forma simboleggia il Monte Meru. Rientro in barca a
Mandalay e visita al magnifico monastero Shwenandaw, che un tempo faceva
parte del vecchio palazzo reale. Ci fermeremo poi al Tempio di Mahamuni
per ammirare la preziosa statua del Buddha ricoperta dallo strato d’oro
che ne ha persino deformato le sembianze, per le innumerevoli foglioline
d’oro che i birmani vi applicano ad ogni ora del giorno. All’interno,
strabocchi di ori, colori smaglianti, fiori, profumi. Grande fervore
popolare e incredibile atmosfera. Pranzo in ristorante e cena in
albergo.
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5° giorno - Mandalay
- Kyaing Tong
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Partenza con volo di linea per Kyaing Tong,
nell’estremo est dello stato Shan. La cittadina si trova adagiata al
centro di una valle tra montagne ricoperte di foreste vergini e
circondata da minoranze etniche. Si tratta di una zona non ancora
completamente aperta al turismo in quanto proprio qui erano le maggiori
coltivazioni di papavero. Visita ad alcuni villaggi Palaung, etnia di
religione buddhista che parla una lingua di ceppo mon-khmer.
Sistemazione in albergo (semplice ma decoroso). Pranzo picnic e cena in
ristorante.
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6° giorno - Kyaing
Tong ed i villaggi dell'altopiano Shan
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Giornata di escursione
alla scoperta delle tribù di montagna che abitano questa regione: gli
Akha, le cui donne indossano copricapo decorati con monete d’argento,
gli Enn neri, i Wa, gli Akhi. L’itinerario varia di volta in volta in
considerazione delle condizioni dei sentieri; in ogni caso si incontrano
gruppi etnici dai costumi e dalle abitazioni dissimili. Non tutti i
villaggi sono raggiungibili in pullmino; sarà quindi necessario
camminare dalle 2 alle 3 ore lungo sentieri non molto ripidi per
raggiungere località totalmente fuori dalle rotte turistiche. Pranzo
picnic. Cena in ristorante.
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7° giorno - Kyaing
Tong - Heho - Lago Inle
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Visita al mercato di
Kyaing Tong dove si possono incontrare donne delle minoranze etniche che
vendono i loro prodotti agricoli. Pranzo in ristorante e trasferimento
in aeroporto. Volo per Heho da dove si prosegue per il lago Inle (35km,
1 ora di viaggio) tra alture con risaie a secco e villaggi montani. Orti
e mercati galleggianti, abitazioni su palafitte, pescatori che remano
con i piedi per disporre delle mani libere, pagode, monasteri,
laboratori per la seta, fanno da contorno alla permanenza nell’area del
lago. Gli “Intha” popolano le rive e la superficie lacustre. Vivono su
palafitte collegate da passerelle, coltivano orti sospesi in acqua ed i
pescatori usano atleticamente enormi nasse. Ci troviamo nella regione
Shan a 1100 m., una tra le aree meno integrate del Myanmar, con i
commerci d’oppio e la gelosa conservazione d’autonomia culturale. Ma i
locali sono ospitali, lavorano gli orti galleggianti realizzati
intrecciando piante acquatiche, ancorate sul fondo con canne di bambù
riempite di fango. Vendono prodotti agricoli ed articoli d’artigianato
su piccole imbarcazioni. Pranzo in ristorante e cena in albergo.
Pernottamento in un suggestivo albergo sul lago.
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8° giorno - Lago
Inle: escursione a Inn Thein
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Percorriamo in motolancia la ragnatela
di canali che conduce al villaggio di Inn Thein. Attraverso una sorta di
infinito porticato con colonne che ripara dal sole centinaia di
bancarelle, si arriva al sito archeologico Shwe Inn Thein. E’ un posto
davvero particolare, abbandonato agli elementi naturali che ne
accentuano i tratti antichi e selvaggi. Vi sono decine e decine di
piccoli stupa e templi spesso assaliti da erbe ed arbusti che ne mettono
fortemente a rischio stabilità ed esistenza, ma ne rendono ancora più
interessante la visione. Pranzo in ristorante e cena in albergo.
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9° giorno - Lago Inle
- Sagar - Loikaw
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Di buon mattino in motolancia lasciamo
il lago e imbocchiamo il Beluo Chaung, piccolo fiume che serpeggia fra
sporadici insediamenti di minoranze Pa-O e Intha, per raggiungere in due
ore il remoto villaggio di Sagar, recentemente aperto al turismo. Il
paesaggio è veramente magico con le suggestive vestigia di vecchi stupa
testimoni di un glorioso passato quando Sagar era una fiorente città
governata da un Sawbwa. Sempre in motolancia proseguiamo per Phekhone
(circa 1 ora e mezzo) dove lasciamo le nostre imbarcazioni e in un’ora
circa di pullman arriviamo a Loikaw nella terra dei Karen in parte
riaperta al turismo solo nel 2008 dopo una chiusura di dieci anni a
causa di conflitti con il regime militare. Qui vivono i Kayan, un’etnia
della popolazione Karen di lingua tibeto-birmana. Sono anche chiamati
Padaung termine che significa “donne dal collo lungo” per l’antica
usanza di portare una sorta di spirale di anelli d’ottone intorno al
collo come simbolo di bellezza, seduzione e fedeltà. Pranzo e cena in
ristoranti locali. Sistemazione in guest house molto semplice.
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10° giorno - Loikaw
ed i villaggi Kayan
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Giornata di escursione negli unici due
villaggi Kayan intorno a Loikaw attualmente visitabili con permesso
speciale. Le case sono su palafitta con l’immancabile tempio del culto
dei Nat, gli spiriti tanto venerati dalle popolazioni tribali. I Kayan
hanno una forte fede nella divinazione e la “lettura” di ossa di pollo o
fili d’erba è una pratica diffusa prima di prendere decisioni
importanti. Ci recheremo anche nel grande spiazzo sacro dove negli anni
questa tribù ha piantato strani pali votivi. Pranzo e cena in ristoranti
locali.
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11° giorno - Loikaw -
Kalaw (6-7 ore)
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Il viaggio prosegue alla volta di Kalaw
(1300 metri) viaggiando sull’altopiano Shan in un panorama di grande
bellezza. Lungo il percorso alcune soste nei villaggi permetteranno di
evidenziare quanto la popolazione etnica non voglia essere coinvolta
nello sviluppo della regione. Pranzo in ristorante e cena in albergo. 6
Pernottamento al Hill Top Villa sulla collina che domina la città. E’ un
resort abbastanza recente circondato da un grande giardino con
un’infinità di piante e fiori accuratamente etichettati. I bungalows in
legno accoglienti e confortevoli sono dotati di caminetto molto utile
nei mesi di dicembre e gennaio.
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12° giorno - Kalaw -
Heho - volo per Bagan
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Durante il periodo coloniale Kalaw era il
luogo ideale per una villeggiatura lontano dall’afa insostenibile della
stagione calda ed è ancora visibile la presenza dei numerosi edifici
risalenti al periodo della dominazione inglese. Dopo una sosta
fotografica alla statua del Buddha in bambù ed una visita al mercato
trasferimento all’aeroporto di Heho (35 km, circa 1 ora) e partenza con
volo di linea per Bagan. Pranzo in ristorante e cena in albergo.
Pernottamento al Amazing Bagan Resort www.bagangolfresort.net albergo
molto confortevole con campo da golf, piscina, spa ed una terrazza con
vista panoramica sulle antiche pagode.
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13° giorno (giovedì)
- Bagan
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Bagan è una delle grandi meraviglie
dell’Asia, uno di quei siti che restano indimenticabili. Più di 2000
templi, risalenti al X e XIII secolo, sparsi in un orizzonte immenso, in
un paesaggio che cambia colore a ogni ora del giorno. E' un vero shock
artistico, ma anche spirituale, per l’incredibile magia che il luogo
ispira. Ovunque si guardi si ammirano rovine di tutte le dimensioni
nella pianura ocra, rossa e verde: templi grandi e gloriosi come quelli
di Ananda, Shwezigon e Dhamayangyi e pagode piccole e solitarie in mezzo
ai campi. Giornata dedicata alle visite dei templi dell’area
archeologica: la più impressionante città morta della religione che vi
sia al mondo. Quanto possiamo vedere oggi corrisponde grosso modo alla
metà degli edifici religiosi innalzati nel brevissimo periodo di fortuna
della città (dal 1000 al 1200), cui andrebbero aggiunti poi tutti i
monasteri e le abitazioni in legno, naturalmente andate distrutte,
compreso il palazzo reale, necessari ad ospitare una popolazione che
contava allora un milione di abitanti. Il tramonto sulla sommità di una
pagoda per ammirare la piana disseminata di rovine e bagnata
dall’Irrawaddy è uno scenario che difficilmente si può dimenticare.
Durante la permanenza a Bagan avremo anche l’occasione di visitare
mercati e laboratori di lacca. Pranzo e cena in ristorante.
Un’esperienza indimenticabile è il sorvolo della piana di Bagan in
mongolfiera (facoltativo e soggetto alle condizioni meteorologiche).
Consigliamo di effettuare la prenotazione dall’Italia perché i posti
disponibili sono limitati.
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14° giorno Bagan -
Yangon - Bangkok- Italia
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Trasferimento all’aeroporto e partenza con
volo di linea per la capitale (continuiamo a riferirci a Yangon
chiamandola capitale per evitare di incorrere in fraintendimenti con chi
ci legge, anche se il governo ha da tempo individuato un’altra località
a circa 600 km nelle foreste del nord-est per farne la “nuova
capitale”). Completamento delle visite e se ci sarà tempo effettueremo
una sosta al Bogyoke 7 Aung San Market, grande spazio coperto dove si
può trovare quasi tutto l’artigianato prodotto in Birmania (il mercato è
chiuso il lunedì). Pranzo in ristorante. Camere a disposizione fino alle
ore 17.00. Trasferimento in aeroporto e volo di linea per Bangkok.
Coincidenza in serata con volo per l’Italia. Cena e pernottamento a
bordo.
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15° giorno - Italia
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Arrivo in mattinata
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Per ragioni organizzative il programma di
viaggio
potrà subire variazioni mantenendo inalterate le località visitate
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Partenze e quote |
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15 Giorni - 12 notti
Pensione completa
Trasferimenti inclusi
Partenze da Roma Fiumicino
Tour
in pensione completa con accompagnatore parlante italiano
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Partenza |
Quota per persona in camera doppia |
Suppl.
per persona in camera singola |
| fino a novembre 2011 |
€ 2.970 |
€ 380 |
| 26 dicembre* |
€ 3.580 |
€ 450 |
| 14 gennaio 2012 |
€ 3.180 |
€ 430 |
| 11 marzo |
€ 3.180 |
€ 430 |
Quote confermate al
raggiungimento dei 4 partecipanti
*La partenza del 26 dicembre potrebbe avere
delle variazioni di programma.
Tasse aeroportuali e adeguamento carburante non inclusi € 340 ( da
riconfermare )
e soggette a variazioni da parte delle compagnie aeree
Visto d’ingresso € 25
Quota gestione pratica (comprensiva di assicurazioni medico, bagaglio) € 80
Questi prezzi sono
ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,40 USD)
e possono essere soggetti ad adeguamento valutario
Attenzione: le quote sono
pubblicate tenendo conto di una tariffa aerea in
classe speciale. Al termine dei posti disponibili sara' applicato un
supplemento
variabile in base alla data di prenotazione.
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Incluso ed escluso |
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LA QUOTA COMPRENDE:
- Volo di linea Roma/Bangkok/Yangon a/r in classe economica
- Voli di linea Mandalay- Kyaing Tong - Heho- Bagan –Yangon in classe
economica
- Franchigia bagaglio aereo kg. 20 per persona
- Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero
- Trasporti interni in pullman con aria condizionata come da programma
- Trasferimenti in pullmino a Kyaing Tong - Barca privata a Mingun e canoe a
motore al Lago Inle
- Sistemazione in camera doppia in alberghi 5* a Yangon, 4* a Mandalay, Lago
Inle, Bagan, 3* a Kyaing Tong (classificazione locale)
- Trattamento di pensione completa dalla cena del 2° giorno alla cena del
13°giorno
- Visite ed escursioni come da programma con guida locale che parla italiano
ed accompagna per tutto il viaggio
- Ingressi, tasse e percentuali di servizio
LA QUOTA NON COMPRENDE:
- Il pranzo del 2°giorno e del 14°giorno
- Le bevande, le mance e il facchinaggio (né negli aeroporti né negli hotel)
- Il visto d’ingresso
- Le tasse d’imbarco estere (usd 10 in uscita da Yangon)
- Le tasse aeroportuali, il fuel surcharge
- Extra personali in genere e tutto quanto non espressamente indicato nel
programma e al paragrafo “la quota comprende”
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viaggio ad un amico...
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Montesuello,129/A - 25065 LUMEZZANE S.S (BS) ITALY - Tel. +39 030 8922696
- Fax. +39 030 8922697 |
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