
AKSU
Ultima cittadina prima del deserto lungo la via della
seta, è localizzata a circa 1100 metri di altezza all'interno della valle
del fiume omonimo ed è stata per molto tempo stazione carovaniera. Ora è
punto di partenza per la visita alle grotte di Kizil. Lungo il corso dei
secoli ha subito varie invasioni ed è stata oggetto di contese da parte di
varie dinastie e, nel 1800, da parte delle maggiori potenze europee, per la
sua importanza strategica, ma anche di archeologi e trafficanti, per le sue
testimonianze di arte buddista. La più nota delle zone archeologiche è
quella di Baicheng, con più di 200 grotte, di cui circa la metà intatte e
un'ottantina ben affrescate con le storie delle varie incarnazioni del
Buddha, le più antiche con influenza dell'arte persiana, le altre dell'arte
cinese.
BEIJING (Pechino)
Abitanti c.a. 11 milioni. Quartieri 12. La via della pace
attraversa la città da est ad ovest ed è lunga 44 km. Coesistono 3 stili:
architettura imperiale, anni 50 sovietica (case max. 4/4 piani), moderno
(palazzi in vetro di 14/20 piani). Fondata nel 1215 da Gengis Khan
anticamente si chiamava Dadu. Epoche Ming le più importanti. Poche città al
mondo possono vantare una storia tanto ricca e affascinante quanto Pechino.
Disegnata a tavolino 600 anni fa secondo i dettami della geomanzia cinese,
la città fu abbellita oltre ogni immaginazione di palazzi, templi,
monasteri, giardini dal fascino fiabesco. Ancora all'inizio di questo
secolo, Pechino si presentava suddivisa in tre città concentriche, separate
fra loro da alte mura: nel centro, la Città Proibita, impenetrabile e
misteriosa dimora del 'Figlio del Cielo'; attorno, la città tartara, dove
risiedeva la nobiltà imperiale; all'esterno, la città cinese, dove vivevano
i cittadini e dove sorgeva il Tempio del Cielo, sede ufficiale del culto
imperiale. Dopo l'avvento della Repubblica Popolare, Pechino subì un forte
sconvolgimento urbanistico che, senza toccare alcuno dei monumenti, ha
comunque modificato profondamente l'aspetto della città, rendendola una
capitale moderna ed elegante. Ma il cuore di Pechino, la straordinaria Città
Proibita, resiste impermeabile al tempo a testimoniare la gloria e i fasti
del 'Figlio del Cielo'. La città è divisa in due grandi parti: quella
interna settentrionale antica, con pianta quadrata al cui interno si trova
la famosissima città imperiale o "città proibita" che si estende per 5 kmq e
dove hanno vissuto 24 imperatori Ming e Qing e quella esterna meridionale
moderna, costruita negli ultimi cinquant'anni, che è la parte abitata. Qui
le strade sono gremitissime di taxi, camion, autobus e un numero incredibile
di biciclette scampanellanti. La piazza più importante e la più grande del
mondo è quella di Tian An Men, che confina a nord con la città proibita e a
sud con il Mausoleo di Mao, a cui si arriva dalla Chang An Jie (via della
lunga pace) la strada più importante lunga 44 km. Nella zona in cui sorse la
capitale della Cina fu rinvenuto nel 1929 un teschio del primo uomo scimmia
Homo Erectus Pekinensis o uomo di Pechino, risalente a 500.000 anni fa, ed
altri scheletri di 18.000 anni fa. Pechino, quando vi giunse Marco Polo,
alla fine del 13° secolo, era una delle città più grandi del mondo. Fu
capitale dei Mongoli, poi della dinastia cinese Ming per circa due secoli
fino alla metà del 1600, di quella Qing ed ora della Repubblica Popolare
Cinese. All'inizio della primavera gli imperatori si recavano in una zona a
sud-est della città a pregare il Cielo per ottenere un buon raccolto; per
questo fecero costruire completamente in legno e senza chiodi nel 1400 il
Tempio del Cielo (Tien Tan), altra notevolissima testimonianza
dell'architettura Ming, anche se è stato ricostruito perchè l'originale fu
completamente distrutto da un incendio alla fine dell' ottocento. Come
residenza estiva invece gli imperatori King si fecero costruire padiglioni e
templi nello Yi He Yuan (giardino della concordia) uno stupendo giardino con
laghi e collinette artificiali. Un'altra famosissima attrattiva di questa
zona è la Grande Muraglia, che si trova a settanta km da Pechino: lunga più
di 5000 km fu ideata per difendere il territorio dagli assalti delle tribù
nomadi all'epoca Ming, ma con l'avanzamento delle tecniche difensive servì
più come via di comunicazione attraverso svariatissimi paesaggi. Tappa
d'obbligo è la visita alle tombe di tredici imperatori Ming e delle loro
mogli, dopo aver percorso la Via degli Spiriti. Nel 1770 un imperatore King,
non soddisfatto della residenza estiva già esistente, volle costruirne
un'altra e scelse la città di Jehol (Chengde). La superficie di questa
residenza era pari a quella della Città Proibita e del Palazzo d'Estate
uniti. Fra le varie costruzioni ci sono lo studio imperiale, vari monasteri
e templi di cui il più importante è quello della Dottrina Potaraka,
riproduzione di quello di Lhasa, a dimostrazione del favore di cui godette
in quel periodo il buddismo.
CANTON (Guangzhou)
Canton fu la prima porta della Cina aperta all'Occidente,
a quei temerari navigatori portoghesi che cinquecento anni fa solcavano i
mari in cerca di mercanzie rare. L'anima della città è essenzialmente
commerciale: tutto si vende, o si compra, a Canton, nei suoi interminabili
mercati per le strade come nella modernissima fiera campionaria. Una sosta a
Canton è anche divertente per gli appassionati di cucina cinese: non c'è
cosa fra cielo e terra che i cuochi cantonesi non siano in grado di
cucinare. Il simbolo di questa città sono i caproni, poichè secondo una
leggenda cinque divinità scesero dal cielo sul dorso di caproni e, offrendo
al popolo la spiga di riso che ciascuno di loro portava in bocca, dissero
che così non avrebbe più sofferto la fame. Da quel momento il riso divenne
l'alimento più importante della Cina meridionale. Ma questa città deve la
sua vitalità e la sua storia millenaria soprattutto al fatto che si trova in
una favorevole posizione geografica oltre che sul mare e quindi aperta agli
scambi commerciali con tutto il mondo; questo desiderio di rinnovamento e di
crescita è confermato anche da una importante fiera che vi si svolge due
volte all'anno. Altre piacevoli caratteristiche di Canton sono la grande
diffusione di fiori ovunque, e la sua buona cucina.
CHENGDE
Nel cuore della Manciuria, sua terra di origine, l'ultima
dinastia imperiale cinese volle costruire nel '600 una maestosa reggia
imperiale. La reggia, protetta da una cinta muraria lunga 10 km, sorge in un
sontuoso parco di 560 ettari, nel quale trova posto un lago di 32 ettari;
nei suoi padiglioni nascosti nel verde prendeva posto l'immensa corte di
eunuchi e concubine al seguito del Figlio del Cielo, che qui si rifugiava
per trovare ristoro dalla calura di Pechino nei mesi estivi; attorno al
palazzo furono edificati immensi monasteri in stile tibetano (in Manciuria e
nella vicina Mongolia la tradizione tibetana era molto radicata) fra i quali
spiccano il Monastero della Pace Universale ed il piccolo Potala, costruito
a somiglianza del grande Palazzo di Lhasa.
CHENGDU, LESHAN ED EMEISHAN
Chengdu è una grande, bella città nel cuore della più
grande risaia cinese. Vi si visitano alcuni interessanti monasteri buddhisti
e qualche bel parco, ma ciò che rende questa tappa essenziale dal punto di
vista turistico è altro: da qui infatti parte la grande escursione per
Leshan e la montagna sacra di Emei. A Leshan, alla confluenza di tre fiumi,
si innalza una collina, interamente scavata dagli artisti di mille anni fa
per ricavarne una grandiosa, gigantesca statua di Buddha (alta 71 metri),
meta di pellegrinaggi da tutto l'Oriente. Pochi spettacoli al mondo sono
così suggestivi. A un'ora di distanza, si erge la più bella delle cinque
montagne sacre cinesi: Emeishan. Sulle sue pendici, in un'atmosfera naturale
incantata, sorgono decine di monasteri carichi di anni, dove ancora il ritmo
della giornata è scandito dai battiti della campana e del tamburo.
DALI
Una delle più incantevoli città della Cina, posta sulle
rive del lago Erhai e protetta dalle alte cime delle montagne Cang. Nelle
stradine del centro, o nel vicino villaggio di Xizhou, si può ancora
assaporare il ritmo della vita dei secoli scorsi, osservando le contadine
della minoranza Bai che portano a spalle in grandi ceste i loro prodotti al
mercato. Ma il villaggio che più ha conservato il fascino dei secoli
trascorsi sorge sull'isola di JinSuo, al centro del lago.
DUNHUANG
In un punto di biforcazione della "via della seta" al
limite del deserto del Gobi sorse questa città, che si sviluppò con il
commercio, ma fu anche luogo di scambio di idee, religioni, arte ed infatti
diventò il primo centro di arte buddista, di cui la maggiore testimonianza
sono le note grotte di Mogao, ricche di sculture e dipinti, lunghe un
chilometro e mezzo. Pare che la prima idea di scavare questa roccia di
arenaria l'abbia avuta un monaco intorno al 300 d.C., in seguito ad una
visione dei monti vicini lampeggianti ad opera di mille Buddha. A poca
distanza da questa località c'è un monte di sabbia, il Mingsha, che
"risuona" se qualcuno si lascia scivolare sui suoi fianchi.
GUILIN
Deve la sua fama alle bellezze naturali, che colpirono
pittori e poeti cinesi di ogni tempo. Guilin è la città delle 'schegge di
giada', le colline che, a causa della secolare erosione dei venti, hanno
assunto le forme più irreali e fantastiche, creando uno spettacolo naturale
unico al mondo: qui è racchiuso il segreto della pittura cinese, che ha
preso spunto da questi scenari di fiaba per realizzare opere di suggestione
impareggiabile. Questa zona, in tempi remotissimi, era sotto il livello del
mare; poi, sollevatasi, si ritrovò con un profondo strato di calcare che un
po' alla volta, sottoposto all'azione corrosiva degli agenti atmosferici,
assunse un aspetto molto vario ed originale. Gli alberi di cassia, che vi
crescono numerosi, in autunno profumano la città. Ma lo spettacolo più
affascinante lo si può godere facendo una gita in barca lungo il fiume
Lijiang, per ammirare oltre alla lucentezza del fiume, svariate grotte,
cascate, piante di bambù, cormorani, insomma sembra di far parte integrante
di un classico dipinto a china.
GUIYANG
A circa 150 km da Guiyang, capoluogo della provincia meno
importante delle 26 della Repubblica Popolare, ci sono le più grandi cascate
della Cina, quelle di Huangguoshu, larghe più di 80 e alte più di 70 metri,
che costituiscono un insieme panoramicamente stupendo. In questo luogo ancor
oggi si dipingono i tessuti conosciutissimi come "batik".
HANGZHOU
Adagiata attorno allo splendido lago dell'Ovest, è la
città più romantica della Cina: qui il viaggiatore, giungendo dalle varie
parti del Paese, ha l'occasione di interrompere il ritmo frenetico del
viaggio e di fermarsi a respirare l'atmosfera incantevole del lago, delle
sue fantastiche isolette, dei parchi, dei padiglioni e delle pagode immerse
nel verde; poi, sorseggiata una tazza di thè (il migliore della Cina), può
girare per negozi alla ricerca della seta, che ad Hangzhou è particolarmente
pregiata. Divenne capitale quando l'imperatore della dinastia Song la scelse
come sua residenza nel 12° sec. e vi attirò vari studiosi ed artisti, per
cui quando vi giunse Marco Polo, nel secolo successivo, gli apparve
ricchissima per l'ampiezza degli edifici e delle strade, raffinata per la
qualità delle vesti dei suoi abitanti, ed incorniciata da un paesaggio molto
fresco e riposante. Infatti la città è posizionata fra un fiume ed un lago,
nel quale sono inserite quattro isolette: nella più grande posero le loro
dimore gli imperatori. Nelle vicinanze del lago vi è il Pozzo del Drago, una
sorgente sotterranea con una curiosità: di formare, quando le sue acque
vengano smosse, dei cerchi verso l'interno anzichè verso l'esterno.Fra le
costruzioni più importanti bisogna ricordare: la Pagoda delle Sei Armonie,
costruita intorno al mille ed il Tempio del Ritiro dell'Anima del 300 circa
d.C., distinto in due edifici con statue a divinità, fra cui una alta 20
metri rappresentante Siddharta; inoltre, vicino a quest'ultimo complesso si
trova una roccia, con una conformazione simile ad un'altra che si trova in
India, che ha ispirato gli artisti ad adornarla con più di 300 sculture e
rilievi fra il X e il XIV secolo.
HONG KONG
Sotto una skyline da fare invidia a Manhattan, brulicano
animatissimi mercatini cinesi che vendono serpenti e tartarughe ad uso
medicinale; questa è solo una delle tante affascinanti contraddizioni del
piccolo arcipelago concesso in affitto agli Inglesi nel secolo scorso, che
da allora ha goduto di una invidiabile libertà politica, culturale ed
economica, diventando un gigante finanziario ed un modello di autogoverno.
Il 30 Giugno '97 Hong Kong è stata definitivamente resa alla Cina, che ha
comunque deciso di mantenere per cinquant'anni inalterato lo status
economico dell'ex colonia; i lavori di ammodernamento, la vita frenetica e
spensierata, le mille luci della vita notturna non si sono per nulla
arrestati: Hong Kong resterà sempre la metropoli più affascinante, vivace ed
elegante dell'estremo Oriente.
HOTAN
E' un'oasi situata nel bacino di un fiume, fra un deserto
e una catena di monti, tormentata spesso dal vento che cambia periodicamente
l'aspetto del territorio. Anticamente era un regno, conquistato dai cinesi
intorno al 100 a.C. per la sua posizione strategica come nodo viario fra
Cina, India, Occidente; ebbe sempre grande importanza per il transito di
merci preziose come la seta, i tappeti, la giada, che arrivarono anche fino
a Roma. Marco Polo non rinunciò a visitarla; tuttora presenta gli esemplari
del suo artigianato in una fiera annuale.
KAIFENG
Fu capitale della dinastia Song fino a quando i barbari
del nord non costrinsero l'imperatore a trasferirsi più a sud, ad Hangzhou.
Deve la sua notorietà al fatto che vi è stata riscontrata la presenza di
alcune famiglie ebree per la prima volta in Cina, probabilmente insediatesi
lì per il commercio della seta, quando la città era ancora capitale. La
sinagoga più antica è stata distrutta più volta dalle alluvioni del Fiume
Giallo, ma missionari cristiani salvarono gli antichi testi sacri che ora si
trovano in varie biblioteche del mondo. Come testimonianze del buddismo sono
da ricordare: il monastero Xiangguo (VI° sec.), varie volte ricostruito e la
Pagoda Ferrea (XI° sec.), chiamata così per il colore delle sue mattonelle.
KASHGAR
Come Hotan, anche questa città visitata da Marco Polo, è
un'oasi posta sulla via della seta abitata dagli Uiguri, oltre che da
Kirghisi e Uzbeki. Essa vive di agricoltura, in particolare di cereali,
frutta e viti, che danno un'ottima uva. Gli abitanti di questa città
professano prevalentemente la religione musulmana, perciò si possono vedere
i caratteristici bazar e le moschee, fra cui la più famosa è quella di Id
Kah, in stile pakistano. Invece in tipico stile islamico è il mausoleo di
Abakh Hoja, con oltre 70 tombe: la più nota è quella della moglie di un
principe che capeggiò la rivolta contro l'imperatore della Cina, ma fu
sconfitta e portata a Pechino come prigioniera. L'imperatore se ne innamorò
a tal punto che sua madre ordinò alla donna di uccidersi e si dice che il
corpo riposi qui.
KUNMING
Su un altopiano a duemila metri di altitudine dove clima e
vegetazione sono tropicali, attorno all'immenso, splendido lago Dian, sorge
Kunming, capitale dello Yunnan, la regione delle minoranze etniche cinesi.
Splendidi scenari naturali si offrono al viaggiatore dalle colline
dell'Ovest, che cadono a strapiombo sul lago e sulle quali sorgono
monasteri, grotte scolpite e antichi padiglioni. Ma l'attrazione principale
della regione è la magica Foresta di Pietre, uno dei miracoli più
sorprendenti della Natura: un immenso labirinto di picchi, speroni, antri di
roccia azzurra che si specchiano su piccoli laghetti creando scenari di
suggestione infinita. Geologicamente questa terra è simile a quella in cui
si trova la città di Guilin, con terreni calcarei, corrosi dall'acqua e dal
vento, che hanno dato alle rocce forme stranissime, di piante, di animali,
di elementi architettonici. Inoltre questi boschi costituiscono l'habitat
naturale di moltissimi tipi di uccelli e di animali selvaggi, ed i fiumi che
attraversano la regione sono popolati da una gran varietà di pesci. La
storia di questa città risale al 1° secolo a.C., ma molti suoi templi
attualmente visibili risalgono all'epoca di Marco Polo, che li potè
ammirare. La città gode di un clima mite, grazie ai monti settentrionali che
la riparano dai venti freddi e quindi ha una bellissima vegetazione in mezzo
alla quale si possono scorgere vecchie casette di legno o di terra. Vi
abitano varie etnie e la cultura e le mode occidentali stanno affiancando
quelle originarie. La Porta del Drago è il punto più panoramico ed il lago
Dian è veramente suggestivo. Vicino alla città, in mezzo a questa natura
così rigogliosa, è nascosto il Tempio di Bambù, con 500 statue di
terracotta, abbastanza recenti (fine 1800), autentici esemplari di arte
realista, quasi istantanee di svariati tipi e condizioni umane.
LANZHOU
In questa città è stato costruito uno dei più importanti
musei di arte neolitica del mondo, poichè nella zona sono state rinvenute
tra l'altro terrecotte dipinte risalenti a 6000 anni fa. Un altro motivo di
interesse sono i templi ricavati nelle grotte di Bing Ling Si, databili dal
400 a.C. al 1100 d.C., contenenti moltissime statue di pietra ed in minor
numero di stucco.Da cinquant'anni, da quando cioè dal Fiume Giallo che
percorre la città, si è ricavato un lago artificiale e quindi una centrale
idroelettrica, gli impianti industriali che sono sorti danno da vivere a
circa due milioni di abitanti.
LIJIANG
Posta a 2.400 m. slm, Lijiang è abitata dalla minoranza
etnica Naxi; la città vecchia, risalente alla dinastia Song, è la meglio
conservata e più affascinante dell'intera Cina; non sarà difficile,
addentrandosi a piedi o in bicicletta per le sue stradine, ascoltare i suoni
degli strumenti musicali più antichi della Cina, maneggiati con cura dagli
anziani del paese. Nelle giornate di sole, le cime innevate dello Yulong
(6.000 m. slm) sovrastano l'orizzonte e si specchiano sulla acque del lago
del Drago Nero, dove anche le pietre s'innamorano...
LUOYANG
E' a buon diritto, essendo stata per quasi 1000 anni la
capitale di molte dinastie, annoverata fra le sei antiche capitali imperiali
con Xi'an, Luoyang, Nanchino, Pechino e Hangzhou. Fu a Luoyiang, capitale
dell'Impero cinese a più riprese durante le dinastie Han e Tang, che il
buddhismo venne introdotto per la prima volta in Cina (I sec. d.C.); ne
fanno fede lo splendido monastero del Cavallo Bianco (il primo santuario
buddhista costruito in Cina) , e, soprattutto, le fantastiche grotte di
Longmen: sui due lati del fiume Yi, un chilometro intero di parete rocciosa
fu scolpito dagli artisti dei secoli V, VII e VIII per ricavare più di mille
grotte; dentro vi si trovano quasi centomila statue buddhiste di ogni
dimensione: una delle più impressionanti testimonianze di arte e fede
dell'intera Asia. Oggi gli archeologi hanno portato alla luce una serie di
tombe imperiali e nobiliari antichissime, che ci testimoniano l'altissimo
livello culturale ed artistico raggiunto dalla Cina sin dai primi secoli
dopo Cristo.
NANJING (Nanchino)
Sorta a 400 km dal delta del Fiume Azzurro, lo Yang Tse
Kiang, è un importante porto, in quanto il fiume è navigabile fino a questa,
che è una delle più antiche e conosciute città della Cina, essendo stata per
ben dodici secoli capitale (fino al XV secolo) anche se furono i primi
imperatori Ming (1400) a renderla magnifica. Nanchino è da sempre in
concorrenza con Pechino, come già il nome testimonia (Pechino: "Capitale del
Nord"; Nanchino: 'Capitale del Sud'). In posizione strategica (posta a
cavallo del Fiume Azzurro, costituisce la cerniera fra il Sud e il Nord
della Cina), la città fu sede del Governo al tempo dei primi Imperatori Ming,
e fu nuovamente scelta come Capitale da Chiang Kaishek nei primi decenni di
questo secolo; infine i Giapponesi vi stabilirono la sede del Governo di
occupazione. Oggi Nanchino è un'elegante metropoli con lunghi viali
alberati, splendidi parchi e molte testimonianze della gloria passata, fra
cui una splendida cinta muraria e il sontuoso mausoleo di Sun Yat Sen, primo
presidente della Repubblica cinese. Tuttora visitabili sono la tomba del
primo imperatore ed il monastero Linggu, oltre al tempio Qisiasi (500 ca.),
la pagoda Shelita (fra il VI e X secolo), la Roccia dei Mille Buddha (dal V
sec. in poi). Fu sempre famosa per il suo "broccato a nubi", oltre che per
le sete, i velluti, le ceramiche, la carta e la china; adesso è importante
per le sue industrie e per i prodotti agricoli costituiti, oltre che dai
cereali, dagli ortaggi, dalla frutta e dal tè. Tra le curiosità sono da
citare la terrazza della Pioggia dei Fiori, chiamata così perchè un discorso
tenuto da un monaco buddista avrebbe tanto toccato la sensibilità dei
presenti che sarebbero caduti fiori dal cielo; nello stesso posto esistono
dei sassolini bianchi e tondi che, immersi nell'acqua, produrrebbero
luminescenze di svariati colori.
SHANGHAI
Shanghai è la città più moderna, elegante e raffinata
della Cina: nel 1840 non era che un piccolo borgo di pescatori quando, a
seguito della Guerra dell'Oppio, fu data in concessione agli Europei ed agli
Americani. Da allora Shanghai crebbe in modo tumultuoso: banche, grandi
magazzini, alberghi, parchi, grandi arterie commerciali, chiese e palazzi ne
fecero una città straordinariamente elegante; gli Occidentali portarono con
sé le loro abitudini e il loro stile di vita, fino ad allora totalmente
sconosciuti ai Cinesi; in breve la città si guadagnò l'appellativo di
'Parigi d'Oriente' e non c'era lusso o piacere, per quanto proibito, che non
fosse possibile trovarvi. Anche oggi, a cinquant'anni dalla rivoluzione,
nelle vie del centro e sul Bund (il celebre lungofiume) a Shanghai
sopravvive intatta quell'atmosfera struggente da 'belle époque' di inizio
secolo; nello stesso tempo, strade sopraelevate, ponti avveniristici e
grattacieli di vetro proiettano la città con sicurezza verso il duemila.
SHAOLIN
L'antico monastero di Shaolin (edificato nel V sec. d.C.)
arrivò ad ospitare in passato fino a 2000 monaci buddhisti. Fu qui che
nacque la dottrina dello Zen, che si sarebbe poi sviluppata in Giappone. E
fu qui che si svilupparono le arti marziali orientali (fra cui il Kung Fu e
il Taijiquan) che avrebbero in seguito acquisito fama mondiale. Ancora oggi,
annessa al Monastero c'è una scuola in cui i monaci insegnano ai loro
discepoli provenienti da tutto il mondo le più sofisticate arti marziali.
Dietro al monastero, in uno splendido giardino, sorge la 'foresta di stupa',
dove piu' di trecento stupa di ogni forma e dimensione proteggono le ceneri
degli abati che hanno retto il Monastero per quindici secoli.
SUZHOU
Suzhou è la 'Venezia cinese': una città di grande fascino,
dove le vecchie case, che si affacciano sui canali solcati da pittoreschi
ponticelli di pietra, creano scorci e prospettive incantevoli. Ma
l'attrazione principale risiede nelle fantastiche 'ville-giardino': in
questa città dal clima mite i Mandarini (funzionari dell'Impero) delle
dinastie Ming e Qing edificarono sontuose residenze immerse nella natura per
passarvi i periodi di riposo; piccoli laghi, isolette, padiglioni dai tetti
prodigiosamente modellati, ponticelli, rocce dalle forme fantasiose: in
queste ville l'esperienza artistica cinese, che ha come suo fine la perfetta
armonia fra l'uomo e la natura, raggiunge la perfezione. Un altro
particolare che la avvicina, se non a Venezia, alle isole vicine ad essa, è
la tradizione del ricamo, naturalmente qui, su seta, dato che quasi tutte le
famiglie, almeno fino a poco tempo fa, allevavano i bachi da seta e quindi
producevano questo tessuto; pur seguendo vari stili, il soggetto più diffuso
era il gatto. Due leggende danno il nome alla Collina della Tigre, perchè si
tramanda che una tigre fosse rimasta a vegliare sulla tomba del padre di un
re e al Laghetto delle Spade sul cui fondo era stato sepolto lo stesso re
con le sue tremila spade preferite e, dal momento che un sovrano posteriore
aveva cercato di prenderle, la zona si riempì d'acqua.
TASHKURGAN
Nella lingua tajiki, che è il nome della popolazione che
abita questo paesetto, Tahkurgan significa "città di pietra", definita così
per un forte in pietra del VI secolo, oggi semidistrutto. E' il paese più ad
ovest della Cina, al confine con il Pakistan, abitato da genti semi-nomadi
in parte agricoltori, in parte pastori, in quanto si trova a 3600 metri sul
livello del mare.
TURFAN
Fin dai tempi più antichi gli abitanti di questi luoghi,
dato che era una vasta depressione a circa 150 metri sotto il livello del
mare, escogitarono un sistema di canali sotterranei per rendere fertile il
terreno ed in effetti questo nucleo urbano divenne una fra le più ricche
città carovaniere. Vicino ad essa sono ancora visibili le rovine di due
città, che furono molto importanti per 1500 anni,Yiaohe e Gaochang, che
furono probabilmente distrutte dalle orde di Gengis Khan. Rimane la
necropoli di questa seconda città ad Astana. Non lontano di qui ci sono le
grotte dei 1000 Buddha, simili a quelle di Dunhuang, ma più interessanti
sono quelle dette di Bezeklik, cioè degli affreschi, in quanto sulle pareti
erano state dipinte, in formato grandissimo, figure di principi, sacerdoti,
cavalieri, ecc. con i rispettivi nomi; i più belli di questi però, per la
malaugurata idea di studiosi tedeschi che li videro ai primi del novecento,
furono asportati e portati a Berlino, dove furono distrutti durante la
seconda guerra mondiale.
URUMQI
E' un'oasi circondata da monti, per questo si chiama "bel-paese"
e a poca distanza esiste un lago di color verde giada, a circa duemila
metri, circondato da alte vette e fitta vegetazione, che offre uno stupendo
panorama. Dopo Turfan la via della seta arrivava fin qui, per poi proseguire
verso Occidente: questa via, che cominciava da Xi'an, il paese nominato in
questa guida immediatamente dopo Urumqi, attraversava tutta la regione di
Unhuang e poi si divideva:; una direttrice verso Urunki e poi verso l'
Afganistan, l'altra verso Hotan e poi verso l'India, evitando così il
deserto del Taklamakan e l'altopiano del Pamir. Essendo praticata in Cina la
produzione della seta già dal 2000 a.C., questa via esisteva già molto prima
del 1000 d.C., anzi è proprio da questa data in avanti che, per svariate
ragioni, essa divenne sempre più rischiosa e meno comoda rispetto alle vie
marittime, tuttavia M..Polo la seguì per arrivare in Cina.
WUXI
Dolcemente adagiata sullo splendido lago Tai, Wuxi è una
antica e vivace città che ancora oggi si affaccia sui canali . La collega
con Suzhou il Gran Canale Imperiale, costruito a più riprese a partire dal
III sec. d.C., e che giunse in epoca Ming (XIV sec.) a misurare 1800 km di
lunghezza, costituendo la principale via di trasporto del Paese. La
navigazione sul canale, attraverso la placida vita agreste della regione
dello Jiangsu, è l'attrazione principale per i viaggiatori in cerca della
'vita vera' cinese.
XI'AN
Xi'an è la città della storia: capitale dell'Impero per
più di mille anni (fino al X sec.; allora si chiamava Chang'An, ''pace
protetta''), fu il centro propulsore dell'arte e della cultura cinesi
durante il periodo d'oro delle dinastie Song e Tang; era da qui che partiva
il lungo cammino della via della seta. Xi'an conserva le spoglie mortali del
primo imperatore della Cina unificata, il grande Qin Shi Huang Ti (III sec.
a.C.), che fece costruire davanti al suo tumulo un intero esercito di
soldati terracotta in assetto di guerra: seimila guerrieri a piedi e a
cavallo a grandezza naturale, scolpiti ognuno con la propria fisionomia
individuale. Fra le molte vestigia della gloria passata, merita una nota lo
straordinario museo, che raccoglie una collezione impareggiabile di oggetti
d'arte risalenti alle dinastie Han, Tang e Song. Dell'epoca della dinastia
Tang (600-900 d.C.), in cui la Cina raggiunse la massima estensione e
godette di uno dei più felici periodi, si possono ammirare le tombe
imperiali. All'inizio di questo stesso periodo appartengono la più famosa
stele funeraria di una vastissima collezione esistente a Xi'an, chiamata
Beilin (foresta di stele), la cosiddetta Tavola Nestoriana, bilingue,
siriano e cinese, che racconta i più importanti avvenimenti storici; ed
inoltre la Grande Pagoda dell'Oca, il cui nome è ispirato ad una leggenda,
la Piccola Pagoda, la Torre della Campana, la Torre del Tamburo. In tempi
più recenti, durante la dinastia Ming, Xi'an fu dotata di una splendida
cinta muraria, che ne fa ancora oggi una delle città più suggestive
dell'Oriente. La sua storia però risale all'epoca neolitica a cui infatti
appartiene il villaggio di Banpo che è stato scoperto nel 1953; esso è
diviso in tre parti: quella delle abitazioni, quella dei laboratori con
delle famose ceramiche e quella delle sepolture; tutto l'insieme è
circondato da un fossato di difesa. Ma l'attrattiva maggiore da quando nel
1974 è stata scoperta, è costituita dall'esercito di terracotta, 7000 statue
a grandezza naturale, oltre a carri, carrozze, cavalieri, che fa parte dei
tesori della tomba dell'imperatore Qin Shi Huang Di, che ideò per sè a soli
17 anni, una zona dedicata alla sua sepoltura di 56 kmq. Ora la città ha
circa tre milioni di abitanti ed è una delle più considerevoli dal punto di
vista industriale e culturale.
ZHENGZHOU
Un tempo era un porto sul fiume Giallo, ma poi la sabbia
lo allontanò dal fiume. Il suo terreno è molto fertile e dà frutti tropicali
e fiori acquatici molto richiesti, dal momento che è stata portata l'acqua
con tubature, sul vicino monte Mangshan e di lì arriva l'acqua per
l'irrigazione. A circa 80 km da qui si trova il monastero di Shaolin, noto
per una particolare tecnica di lotta, ideata dagli stessi monaci, da cui
sono derivate tutte le arti marziali, note oggi anche in occidente.
ZHOUZHUAN
Il villaggio di Zhouzhuan è un piccolo miracolo che
riporta il viaggiatore come d'incanto nel Medioevo, all'epoca delle Dinastia
Ming: qui il tempo si è fermato dentro le piccole, splendide case che si
affacciano sui canali o dentro le residenze dei ricchi signori, dove tutto è
rimasto intatto, fino ai minimi dettagli, dando l'impressione che il padrone
di casa stia per ritornare da un momento all'altro. Negozietti, ristoranti
tradizionali, ponti inarcati e chiatte che percorrono i canali in un
silenzio incantato: una rara occasione per assaporare ancora il gusto della
Cina vera, quella delle campagne e delle antiche tradizioni confuciane.
ZHONGDIAN (distretto tibetano autonomo)
Posta a 3.450 m. slm, la cittadina di Zhongdian è al
centro dell'altopiano di Decheng, interamente popolato dai Tibetani. In
questo contesto naturale incantato, fra accampamenti di pastori, laghi e
praterie immense, sorge la grande città monastica di Sumtseling, dove vivono
quasi 800 monaci, sotto la direzione ispirata del loro Lama, che vive in
meditazione all'ultimo piano del Monastero e ogni tanto riceve i viaggiatori
dall'estero e li benedice con il suo sorriso irresistibile. |