Il programma di viaggio
21 giorni
1° giorno / Italia – Cape Town
Partenza dall’Italia nel pomeriggio, pernottamento in volo.
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2° giorno / arrivo a Cape Town/ Arrivo a Cape Town
in tarda mattinata, trasferimento in hotel. Incontro per pranzo con i
piloti e riflessione insieme dell’itinerario. Nel pomeriggio tempo a
disposizione per visitare la città ed i suoi dintorni. Meteo permettendo
da non mancare la salita con la funicolare alla Table Mountain dalla cui
cima si può godere di una suggestiva vista su una porzione della città e
sull’oceano Atlantico. Altro luogo consigliato è il Waterfront, con i suoi
numerosi negozi e centri commerciali e i simpatici locali e bar. Cena
ancora in compagnia dei piloti per conoscersi meglio e confrontare idee e
aspettative in merito a questo grande viaggio.
Colazione a bordo, pranzo
libero, cena inclusa.
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3°- 4° giorno / Cape Town – deserto del Namib
Dopo colazione ci trasferiamo all’aeroporto di Cape Town dove ad
attenderci ci sono i nostri aerei Cessna 210 e i piloti che ci faranno
anche da guida durante tutto il tour. Eccoci pronti al decollo, davanti a
noi un continente di immagini, paesaggi, animali, aspettative e sogni che
cercheremo di abbracciare dall’aria, per poi dare sfogo alla nostra
curiosità di viaggiatori scoprendone i dettagli da terra. E allora dopo un
doveroso giro scenico su Cape Town e il Table Mountain (sempre in base
alle condizioni meteo) gli aerei virano e puntano verso nord; mano a mano
il paesaggio agricolo lascia il posto a distese sempre più brulle fino ad
arrivare all’area semi desertica che viene delimitata a nord dal corso del
fiume Orange, che come una cicatrice di rocce e acqua segna il confine a
terra tra Sudafrica e Namibia. Ancora un tratto desertico prima di
atterrare a Keetmanshoop, piccolo avamposto umano in questa landa
desolata; qui sbrighiamo giusto le pratiche doganali di rito, prima di
ritornare a bordo e proseguire fino al limitare orientale del deserto del
Namib. Davanti a noi, come un sipario, si apre la grande vallata che segna
il passaggio dalla vegetazione all’area desertica: uno spettacolo davvero
emozionante. Alle piccole e sempre più isolate colline brune si alternano
sempre più i depositi di sabbia che mano a mano prendono le forme di vere
e proprie dune, intervallate da pianori semi-desertici. Non siamo ancora
sul mare di sabbia spoglio del cuore del Namib, ma con il suo intenso
colore rosso–arancio leggermente ricoperto dal colore paglierino dell’erba
ormai secca, e i caratteristici “cerchi magici” che vi si creano, questa
porzione di deserto è altrettanto pittoresca. Sorvoliamo le dune a bassa
quota prima di raggiungere la pista di atterraggio di Wolwedans, nella
riserva naturale del Namib Rand, una delle più grandi aree di
conservazione naturale private dell’Africa Australe, situata ai confini
del deserto del Namib. In questi due giorni viaggiamo con i fuoristrada
attraverso paesaggi molto vari e affascinanti, caratterizzati da una
grande diversità della flora e della fauna. Possiamo così osservare orici,
zebre di montagna e delle pianure, antilopi saltanti, otocioni, iene
maculate, e molti altri animali. Pernottiamo presso un campo tendato fisso
di ottimo livello, in tende con letti e bagni privati separati. Pensione
completa.
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5° giorno / Namib Rand – Sesriem – Swakopmund - delta dell’Okavango
(Botswana)
Decollati all’alba dal Namib Rand, iniziamo subito il sorvolo delle
stupende dune del Namib e in breve ci troviamo a sorvolare il famoso lago
di Sossousvlei. Circondato da altissime dune, questo lago altro non è che
il ristagno di un torrente stagionale che non riesce a trovare sbocco
verso il mare. In questo periodo dell’anno è molto probabile che il lago
sia prosciugato ormai dalla lunga stagione secca. Adesso mettiamo prua
verso est e in volo attraversiamo tutto il mare di dune del deserto del
Namib fino a quando questo si getta nell’oceano Atlantico; seguiamo quindi
la costa sorvolando Coception Bay, il relitto della nave Edward Bohlen, le
numerose colonie di leoni marini, Sandwich Harbour (area di nidificazione
di molti uccelli di mare e trampolieri) fino a dove il letto del fiume
Kuiseb fa da barriera naturale all’avanzata delle dune, creando uno stacco
netto tra il paesaggio desertico piatto e quello invece vario delle grandi
dune. Da qui viriamo a est e puntiamo su Windhoek dove sbrighiamo le
formalità doganali prima di proseguire per puntare la prua verso uno dei
fenomeni naturali più rari dell’Africa Australe, il Delta dell’Okavango.
Quando il fiume Okavango penetra nel Botswana,
provenendo dall'Angola,
incontra la distesa sabbiosa del deserto del Kalahari, si allarga e si
disperde formando tre corsi principali ed un infinito numero di
ramificazioni: rii, pozze e lagune di acqua incredibilmente limpida e pura
che coprono una superficie di circa 20.000 kmq. Dopo aver passato la
frontiera tra Namibia e Botswana, è affascinante osservare dall’aria come
le acque di un fiume possano scomparire nel deserto senza lasciare alcuna
traccia, quasi inghiottite dalla sabbia. Ma lo spettacolo che si lasciano
alle spalle è mozzafiato: un’immensa distesa di acquitrini punteggiata di
isolotti, palme e lagune; a bassa quota possiamo scorgere tra loro le
sagome dei molti animali che hanno fatto di questa immensa oasi il loro
habitat ideale. Atterrati, ci trasferiamo nel campo tendato che per un
giorno sarà la base di partenza per esplorare questo fenomenale
ecosistema. Inizia così l'esplorazione in piroghe condotte da esperti
piroghieri lungo i rii e le lagune da cui emerge una ricca vegetazione:
papiri e giunchi al di sopra dei quali svettano alte palme; qua e là si
intravedono candide ninfee e boschetti di mopane, i paesaggi dell'Okavango,
alcune delle oltre 600 specie di animali che popolano la vita tra terra e
acqua di questa area. Anche i pesci tigre, i coccodrilli fanno di questa
parte del continente africano, sconosciuta ai più, una delle più
straordinarie e più meritevoli d'essere conosciute. Planare su queste
acque tranquille a bordo di silenziose imbarcazioni, con il punto di
osservazione a pelo dell’acqua è un’esperienza veramente emozionante e
piena di pace. E’ molto interessante osservare come la distanza di
sicurezza posta dagli animali nei confronti degli uomini si riduca quando
l’approccio avviene dall’acqua. Qui tra verde e acqua abbondano pellicani,
aigrettes, cicogne ed aquile pescatrici ma non mancano, anche se non così
numerosi come negli altri parchi d’Africa, anche i grandi erbivori:
antilopi, zebre, elefanti, e i predatori tra cui il leone. Sistemazione in
campo tendato fisso di ottimo livello. Pensione completa.
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6° giorno / Delta Okavango – Vittoria Falls (Zimbabwe - Zambia)
Abbiamo ancora quasi tutta la giornata per esplorare il delta e i suoi
ecosistemi ricchi di animali. Nel tardo pomeriggio dal campo facciamo
ritorno alla pista di atterraggio dove ci attende il nostro aereo. Appena
decollati possiamo ammirare ancora per una volta lo spettacolo del grande
delta che a mano a mano che ci portiamo verso est lascia il posto ad un
paesaggio più arido. Ora è la savana che domina sotto le nostre ali, e tra
lei si fanno sempre più numerosi gli erbivori che si spostano in branchi.
La nostra prua viene indicata dallo scorrere placido del grande fiume Zambesi, che non può non farci tornare alla mente l’epica era delle grandi
esplorazioni ed in particolare i viaggi di Livingstone. È proprio con lui
nella mente che scorgiamo all’orizzonte un’imponente colonna di fumo che
si innalza per decine di metri dalla boscaglia circostante. Avvicinandoci
scopriamo che abbiamo raggiunto il famoso “fumo che tuona” ovvero le
magnifiche cascate Vittoria. Dall’aria possiamo apprezzare come il fiume
Zambesi si allarghi in un grande acquitrino prima di essere letteralmente
inghiottito dalla voragine che apre nel terreno e da cui parte il canyon
che incanala verso oriente le acque del fiume. Lo spettacolo è di grande
suggestione scenografica, pari solo all’emozione che proviamo poi
nell’avvicinare le cascate da terra, per essere inghiottiti dal fragore
degli scrosci d’acqua che ci avvolge completamente. Cerchiamo di essere
puntuali nel nostro appuntamento con il tramonto proprio mentre stiamo
atterrando a Victoria falls. Per un’esperienza di questo genere non
potevamo che pernottare presso lo storico Victoria Falls Hotel. Colazione
e pranzo al campo, cena a carico dei clienti in hotel.
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7° - 8° giorno / Vittoria Falls - South Luangwa valley (Zambia)
lasciamo quest’area di grande fascino per seguire nel suo corso il fiume
Zambesi fino a quando, fermato dalla diga artificiale di Kariba, invade le
pianure circostanti per creare il grande lago Kariba. Sotto di noi sfilano
villaggi di pescatori e aree più o meno coltivate, che seguono l’andamento
a volte frastagliato della costa del lago. Lasciamo il lago ed ecco che
con la prua verso nord sorvoliamo un paesaggio che si è fatto molto
collinare e dolcemente movimentato, ricoperto da un manto di vegetazione a
volte rado e a volte più denso. Raggiungiamo così l’ampia vallata del
fiume Luangwa. A terra ci trasferiamo con i veicoli dall’aeroporto del
paese di Mfuwe ai campi tendati all’interno del parco.
Lungo il percorso
attraversiamo una zona rurale molto vivace e fortemente popolata dal
caratteristico sapore africano. All’interno del parco facciamo un primo
safari in fuoristrada che ci conduce fino al nostro campo tendato sulle
sponde del fiume Luangwa. Questo parco viene indicato come uno dei
maggiori santuari naturali del mondo grazie all’altissima concentrazione
di animali lungo il fiume, presso le lagune laterali e in generale nella
boscaglia. All’interno di questo parco avremo una delle esperienze più
intense ed emozionanti per chi cerca il contatto con la grande natura
africana: il safari a piedi, sviluppato per la prima volta proprio in
questo parco. Accompagnati da un esperto ranger e naturalista armato
viviamo intensamente, senza la barriera artificiale creata dal veicolo,
l’incontro diretto con i grandi animali d’Africa: elefanti, antilopi,
bufali, leoni, molti altri. Unica grande assenza i rinoceronti, che
purtroppo sono stati cacciati dai bracconieri fino all’estinzione.
Presenza invece immancabile, e sicuramente non trascurabile per
l’elevatissima concentrazione, gli ippopotami: si raccolgono in gruppi di
30 – 70 capi e hanno una concentrazione media di 50 esemplari per ogni
chilometro di fiume. Per chi lo preferisce c’è sempre la possibilità di
effettuare i safari, in sicurezza e comodità, dai fuoristrada.
Sistemazione in campo tendato fisso di ottimo livello con ampie tende con
letti e bagni privati. Colazione inclusa a Victoria falls, pranzo libero a
Victoria Falls, pensione completa al campo dalla cena dell’arrivo.
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9° - 11° giorno / South Luangwa Valley – Ruaha – Ngorongoro
(Tanzania)
Siamo pronti di prima mattina, a riprendere la nostra grande trasvolata.
Sotto di noi sta scorrendo l’Africa meno nota e meno popolata, migliaia di
chilometri quadrati ignorati dal turismo e regno incontrastato di animali
e di genti autoctone. Ci accompagna
per buona parte del volo il corso del
fiume Luangwa, e dall’aria ne scopriamo facilmente le numerose mandrie di
ippopotami e bufali, che ne popolano le sponde e le anse. Raggiungiamo
così il confine tra Zambia e Tanzania, e subito il paesaggio cambia. Sotto
di noi la ben più alta densità di popolazione fa sì che le grandi distese
di colline siano spesso coperte da numerosi campi coltivati, che mano a
mano ci avviciniamo ai centri abitati si fatto sempre più frequenti. Dopo
aver sbrigato le solite formalità di frontiera raggiungiamo un parco
naturale sottratto al turismo per tutti, il Ruaha National Park. Il parco
copre una superficie di 10.000 km2 ed è caratterizzato da una grande
varietà di animali che si accompagna alla varietà del paesaggio.
Attraversato dal corso del fiume Ruaha, questa regione presenta oltre alla
classica vallata fluviale numerose catene collinari che si alternano a
vasti altopiani, scarpate e zone di pianura punteggiate da kopje (piccoli
accumuli di massi granitici) rocciosi. Lo stesso letto del fiume è a volte
costeggiato da filari di acacie ad ombrello (dove ci si aspetta da un
momento all’altro di incontrare i leoni), altre da slanciate palme isolate
nella savana, altre ancora da grossi massi di granito che ne rendono più
tortuoso il percorso. Nella savana dominano le acacie insieme a baobab,
ficus e tamarindi selvatici, mentre gli altopiani sono coperti da una
folta boscaglia di Miombo.
Ma in assoluto il grande fascino del parco è la
scarsissima presenza umana che lascia incontaminata la natura con i suoi
animali e paesaggi. In questa stagione il fiume dovrebbe essersi ridotto
ad una serie di pozze, rendendo più drammatico il paesaggio, e allo stesso
tempo offrendo il fascino di grandi concentrazioni di animali intorno alle
poche pozze rimaste. Se invece ci fosse ancora acqua in abbondanza, lo
spettacolo sarebbe comunque affascinante dal punto di vista paesaggistico.
Dopo una prima esperienza dell’Africa dei grandi parchi al Ruha,
continuiamo il nostro itinerario aereo sorvolando le grandi pianure e
vallate del centro della Tanzania che vengono attraversate da impervie
catene montuose ed isolati coni vulcanici, che in questa zona rimangono
quale indicazione dello sviluppo della Rift Valley. Con prua nord
raggiungiamo il lago Manyara, e proprio alla sommità di una delle pareti
verticali che lo incorniciano posiamo le ruote del nostro aereo, per
trasferirci poi via terra ad una vera e propria icona dell’Africa
dell’immaginario collettivo: il cratere del Ngorongoro, immenso zoo a
cielo aperto dove le barriere non sono sbarre di ferro ma pareti naturali
dell’antico cono vulcanico. Ecco che la nostra curiosità insaziabile ci
conduce a scoprire da terra, a toccare con mano quello che abbiamo spiato
dall’aria. Faremo un safari emozionante per avvicinare gli animali
d’Africa, ed essere spettatori coinvolti in un grande documentario
proposto in dimensione reale. L’avvistamento di prima mattina dei
rinoceronti, i grandi branchi di gnu e zebre, la presenza furtiva di iene
e leopardi, e il senso di annoiata potenza dei leoni durante le loro
sieste diurne, le sponde del lago alcalino che si tingono del rosa dei
numerosissimi fenicotteri; tutto ci immerge nell’Africa dei safari che
abbiamo sempre sognato. E poi rientrando al nostro lodge sulle pendici del
cratere il fascino di una natura che cambia radicalmente da savana, a
boscaglia a vera e propria giungla dove tutti i rami sono ricoperti da
drappi di muschio e liane. Trascorriamo le 2 notti presso il Sopa Lodge,
proprio all’interno del cratere vulcanico. Pensione completa tranne un
pranzo a Mbeya a carico dei clienti.
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12° - 14° giorno / Ngorongoro – Masai Mara – Rift valley – Lake
Turkana (Kenya)
Lasciato il Ngorongoro di prima mattina ci sembra di fare lo slalom tra i
vari coni vulcanici della Tanzania, fino a raggiungere quello che è il
tetto d’Africa, il Kilimanjaro. Se la fortuna e le condizioni
meteorologiche ci assistono saremo in grado di volare a breve distanza
dalla cima di questa affascinante montagna prima di fare un breve scalo
tecnico all’omonimo aeroporto per sbrigare le pratiche doganali.
Dopo
un’ulteriore breve sosta tecnica a Nairobi il volo ci porta in uno dei
parchi simbolo dell’africa orientale, il Masai Mara, proprio nel periodo
in cui le grandi mandrie di erbivori hanno attraversato il Mara
provenienti dalla Tanzania e si sono sistemate nei pascoli in Kenya.
Possiamo così godere della spettacolare concentrazione di animali che
meglio ci riporta alla mente i più famosi documentari naturalistici.
Chissà che durante l’atterraggio alla pista del campo o durante il decollo
successivo non ci si presenti l’opportunità di sorvolare queste sconfinate
mandrie di gnu e zebre. Proseguiamo il nostro volo ed in breve
raggiungiamo l’imboccatura della famosa Rift Valley, spettacolare regione
dei laghi vulcanici, testimoni della collisione tra placche tettoniche
antagoniste che ha creato l’enorme cicatrice che dalla valle del Giordano
arriva fino alla foce del fiume Zambesi in Mozambico. Qui sorvoliamo il
lago Naivasha ed il paesaggio intorno a noi cambia drasticamente: abbiamo
lasciato la selvaggia savana ed ora intorno a noi abbiamo le grandi
coltivazioni e fattorie che per un attimo ci fanno scoprire e respirare il
sapore dell’Africa coloniale. Il volo diventa sempre più affascinante mano
a mano che le pareti e i crinali delle catene laterali della Rift Valley
si fanno più vicini. Le vallate si susseguono ad antiche caldere
vulcaniche e pendii in salita, e noi ci sentiamo come dei rapaci che ne
sfiorano il profilo movimentato fino a quando l’orizzonte scompare dietro
un crinale che improvvisamente sparisce sotto di noi aprendosi come un
palcoscenico su di una ripida vallate alla cui base serpeggia la sottile
sagoma del Lago Bogoria. Perdiamo quota e ci troviamo a pochi metri da
questo piccolo mare verde smeraldo incorniciato da milioni di fenicotteri
rosi. Il colpo d’occhio è veramente suggestivo, ed emozionante è anche
volare quasi in formazione con i numerosi fenicotteri che spaventati dalla
nostra ombra, con una lunga corsa sul pelo dell’acqua, decollano per poi
organizzarsi in ordinate e scenografiche formazioni a freccia. Una vero
volo da “La mia Africa”. Atterriamo su di una radura di fango secco
proprio sulle sponde del lago per scoprire da terra le suggestioni di
questo luogo: possiamo così avvicinarci maggiormente ai fenicotteri e agli
altri animali, che fanno capolino tra i piccoli geyser che sbuffano nel
lago. Trascorse alcune ore riprendiamo il volo attraverso la Rift Valley.
L’Africa ha molte facce, questa varietà ci affascina e ci piace scoprirla:
così, lasciato il volto lussureggiante della Rift valley raggiungiamo il
lago Turkana e i suoi pianori vulcanici. Quella che dall’aria sembra una
desolata distesa arida, resa attraente dal netto contrasto con il resto
del Kenya e da cromatismi di carattere desertico, si mostra a terra come
un infinito di ciottoli di origine vulcanica che conferiscono al paesaggio
caratteristiche in alcuni tratti lunari. Sulle sponde del lago Turkana
incontriamo le genti locali, la cui vita e cui ritmi ruotano intorno al
lago, grande ed insostituibile fonte di cibo. Sistemazione in casa
coloniale ad Olerai house, e hotel di categoria turistica sul lago Turkana
(unica soluzione disponibile). Pensione completa
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15° - 16° giorno / Lago Turkana – Lalibela (Etiopia)
Lasciamo questo gioiello dimenticato dell’Africa per dirigerci in volo
verso una realtà che contrasta con l’immaginario di tutti noi. Atterriamo
a Lokichoggio, base della più grande operazione umanitaria delle Nazioni
Unite in Africa.
Dal nulla appare questo mondo che ruota intorno alla
pista di atterraggio: decine di aerei cargo parcheggiati e mezzi pesanti
che caricano e scaricano continuamente gli aiuti umanitari. Il contrasto
con l’Africa profonda, che circonda questo circo pazzo e per nulla
scenografico, è notevole: osserviamo disorientati questo spettacolo.
Prosegue il volo e ci porta a varcare i confini politici tra Kenya e
Etiopia per raggiungere e sorvolare la grande Rift valley etiope. Con le
ali ci sembra di accarezzare picchi e costoni che delimitano i grandi
altopiani etiopi: sotto di noi scenari maestosi che ci catturano con la
loro bellezza. Arriviamo nel pomeriggio a Addis Abeba. In base alle
autorizzazioni ed alla disponibilità di carburante, il secondo giorno è
previsto un volo sulla vale del Nilo blu fino a Lalibela, grandiosa
testimonianza architettonica e storica. Ne scopriamo a terra le chiese
scolpite in profondità nella pietra. Pernottiamo a Lalibela. Nel caso
invece che tali assicurazioni ed il carburante non fossero reperibili,
verrà eliminata una giornata, e da Addis Abeba si proseguirà direttamente
a Karthoum. Non appena ci sarà la conferma di una soluzione o dell’altra,
sarà nostra premura informare i partecipanti. Sistemazione in hotel di
categoria turistica, pensione completa.
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17° - 18° giorno / Lalibela – Karthoum – Meroe – Karthoum (Sudan)
Lasciata Lalibela raggiungiamo Bahar Dahr, la riconosciamo ai bordi del
lago. Laggiù ecco precipitare il Nilo in una cascata di strepitosa
bellezza. Prua alla volta del Sudan. Abbiamo lasciato altopiani verdi e
adesso sotto di noi scorre il paesaggio desertico che ci accompagnerà fino
al Cairo. Visitiamo da terra le piramidi di Meroe, testimonianza di una
grande civiltà e di una dinastia che ha solennemente regnato su questa
regione dell’Africa: isolata in un’area desertica Meroe non si dimentica
più. Sistemazione in hotel di prima categoria a Karthoum. Pensione
completa
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19° - 20° giorno / Karthoum – Asswan – Luxor – Cairo (Egitto)
L’ultimo tema di questa grande trasvolata: il Nilo che sinuosamente taglia
il deserto e strappa lungo le rive pochi metri di verdissime coltivazioni.
Lo spettacolo è indimenticabile: impareggiabile è l’immagine globale che
se ne ricava dall’aria e impareggiabile è lo spettacolo aereo del lago
Nasser, che con bracci e canyon laterali crea suggestione e grandi
opportunità di fotografare.
Il nostro itinerario lungo il Nilo giunge al
cospetto di Abu Simbel, Aswan, Luxor: sorvoli memorabili prima della
visita a terra di Aswan. Dovendo finire di dare un volto alle molte facce
dell’Africa non possiamo tralasciare la costa, e così sorvoliamo per un
breve tratto forse uno dei mari più ricchi di cromatismi di questo
continente: da Hurgada fino quasi a Suez sorvoliamo il Mar rosso con i
suoi banchi di corallo che dall’aria percepiamo come macchie di colore,
dal turchese al cobalto. Poi è il Cairo e le piramidi, simbolo di una
cultura: rapporti geometrici e grandiosità d’insieme. Sistemazione in
hotel di prima categoria ad Asswan e a Il Cairo. Pensione completa Abbiamo
percorso oltre 6.000 miglia, attraversato longitudinalmente un intero
continente, tagliato l’equatore e i due tropici, unito con il nostro volo
i due emisferi, osservato dall’aria 10 Nazioni cercando attraverso il
territorio anime e volti di un continente che in sé raccoglie svariati
ecosistemi e paesaggi. Abbiamo unito le nevi del Kilimanjaro ai deserti
del Namib e del Sahara, attraverso la Rift Valley, le savane e le foreste
dell’Africa centrale. Abbiamo sorvolato l’Africa.
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21° giorno / Egitto - Italia / rientro durante la mattinata in
Italia.
In una spedizione di questo tipo, che abbraccia l’intero continente
africano con un grande volo da sognatori, avere un'unica persona alla
quale fare riferimento diventa una necessità. Con i nostri piloti si
instaurerà un rapporto da compagni di viaggio, creato dalla complicità del
condividere l’emozione del realizzare un sogno, grande tanto per noi
passeggeri quanto per loro piloti. Inutile sottolineare che per
“affrontare” più di 20 passaggi di frontiera, spesso in piccoli aeroporti
sperduti e poco organizzati, un alto grado di pazienza sarà un requisito
essenziale. Non dimentichiamoci che siamo in Africa, e che l’unica chiave
di successo per apprezzare un viaggio del genere è dilatare la variabile
temporale e focalizzare l’attenzione sulle piccole esperienze ed
avvenimenti che caratterizzeranno il nostro cammino. Del resto se tutto
fosse semplice, attraversare l’intera Africa in volo sarebbe più un luogo
comune che una spedizione.
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