INDIA
Le località

LOCALITA'


India: la Mappa
 

DELHI

È il principale punto di accesso al paese ed è la base di partenza per visitare il cosiddetto “Triangolo d’oro“ che conserva alcuni tra i maggiori tesori dell’arte indiana. Poche capitali possono vantare oltre 1.500 monumenti storici e tanti parchi e giardini come Delhi. Ma è la Vecchia Delhi ad affascinare il turista con il Forte Rosso, le tombe degli imperatori, gli stretti viottoli, i bazar pieni di odori, aromi e colori in un mosaico perfetto tutto da scoprire. La storia di New Delhi, l’attuale capitale della più grande democrazia del mondo, risale ad oltre 3000 anni fa. Per ben sette volte Delhi combatté per la propria sopravvivenza ed ogni dinastia regnante, lasciò dietro di sé, una ricca eredità culturale ed architettonica espressa in templi e mercati, palazzi e fortezze, monumenti funebri e torri.
 

MUMBAI


Situata in una splendida baia naturale, era formata da un gruppo di sette isole che i suoi abitanti, chiamarono “Mumbai“, dal nome della loro dea, Madre Mumba. Mumbai rimase sotto il dominio coloniale Britannico dal 1665 fino al 1947, anno dell’indipendenza, e nell’arco di 250 anni questa città si è trasformata da un ristretto gruppo di isole nella grandiosa capitale dello stato del Maharashtra. Un tempo residenza dell’aristocrazia coloniale britannica, Malabar Hill è la zona più esclusiva di Mumbai. Da qui si scende a Chowpatty Beach, il circo balneare, con giocolieri, indovini, mangiatori di fuoco, maghi, fachiri e contorsionisti, e con una breve traversata in barca, si raggiunge la piccola isola di Elephanta, per ammirare gli splendidi templi scavati, scolpiti e affrescati nella roccia, vecchi di duemila anni.
 

AGRA


Agra è la città del famosissimo Taj Mahal, un «monumento all’amore» costruito nel 1652 dall’imperatore Moghul Shah Jahan in memoria dell'adorata moglie Mumtaz Mahal morta prematuramente. Sia che lo si guardi nella luce eterea della luna piena, o nella luce rosata dell’alba, o riflesso nelle fontane del lussureggiante giardino, il Taj Mahal è sempre uno spettacolo che incanta. Il palazzo, costruito in ventidue anni dai migliori artisti dell’epoca, è in marmo bianco incastonato di pietre preziose e contiene i cenotafi dell’imperatore e della moglie nascosti dietro una preziosa giada in pietra. A 40 km da Agra si trova la città fantasma di Fatehpur Sikri, costruita nel 16° secolo dall’imperatore Akbar come nuova capitale dell’impero ed abbandonata dopo pochi anni per mancanza d’acqua.
 

VARANASI


Per oltre 2000 anni Varanasi, la “città eterna”, è stata la capitale religiosa dell'India. Costruita sulle sponde del sacro Gange, si dice unisca in sé le virtù di tutti gli altri luoghi di pellegrinaggio e che chiunque finisca qui i suoi giorni, qualunque sia il suo credo e per quanto possa avere peccato, andrà direttamente in paradiso. Varanasi ha oltre 100 ghat, ossia scalinate sul Gange, dove ci si bagna e si procede alle cremazioni. Dal Ghat di Dasaswamedh si possono meglio osservare le attività che si svolgono lungo il fiume: moltissima gente lo raggiunge non soltanto per un bagno rituale, ma per fare yoga, offrire preghiere di ringraziamento, nuotare e vendere fiori. Interessante passeggiare nei mercati, famosi per gli oggetti ornamentali in rame, gli scialli, la seta e i sitar, gli antichi strumenti a corde indiani. E poi camminare negli strettissimi e labirintici vicoli che serpeggiano dietro i ghat, visitare il vicino centro buddista di Sarnath e fare l’obbligatoria gita sul Gange, discendendo lentamente il fiume all’alba.
 

MADRAS


Madras, la capitale dello stato di Tamil Nadu è una roccaforte dell’Induismo e centro della danza tradizionale indiana e della scultura templare. Efficiente e brulicante di vita, ha magnifici templi a guglie e un lungomare tra i più belli del mondo. Tamil Nadu è la terra dei templi che, grandiosi e completamente ricoperti da centinaia di statue policrome, destano in chi li vede un ammirato stupore e che, nella loro imponenza, si annunciano a miglia di distanza. Kanchipuram, la città d’oro, Mamallapuram e Madurai, una delle più antiche città della regione e meta di pellegrinaggi, sono le città tempio che offrono al visitatore un’esperienza visiva indimenticabile. Sulla costa a sud di Madras, se si vuole respirare un’altra atmosfera, Pondicherry, ex capitale dei possedimenti francesi in India, sembra un angolo della Francia meridionale.
 

IL RAJASTHAN


Tra tutti gli stati indiani, il Rajasthan, è quello che meglio rappresenta l’immagine classica e fantastica che abbiamo dell’India: uomini baffuti con colorati turbanti, vestiti con larghe casacche con le gambe fasciate dai leggendari jodhpuri; donne avvolte in colorati tessuti ricamati con fili di seta; piccoli villaggi di case dipinte nel deserto; grandi e lussuose regge di principi e maharajah costruite con marmi bianchi al centro di incantati laghi artificiali. Affascinanti leggende, eroiche e romantiche, ancora risuonano dai suoi altrettanto affascinanti edifici che testimoniano un glorioso passato. La magia del Rajasthan è rinomata in tutto il mondo non solo per la sua eredità storica e culturale che lo rende un enorme museo a cielo aperto, ma anche per le sue lussureggianti foreste che contrastano con aree desertiche e dune sabbiose. Il Rajasthan offre qualcosa per tutti, bisogna solo decidere cosa: si può programmare un safari a cavallo, sul dorso di un cammello o di un elefante, o ancora con il fuoristrada per seguire le tracce di una tigre o anche solo fare birdwachting. O si può decidere di viziarsi nei suoi sontuosi palazzi: molte regge dei maharajah, infatti, sono state trasformate in hotel extralusso, in un mix di charme e storia.

JAIPUR
Cuore e capitale dello Stato è Jaipur, la città rosa, così chiamata per le sue architetture di arenaria rosata. Lungo le sue strade cammellieri procedono lenti a fianco dei loro animali, mescolandosi ai carretti e alle bancarelle colme di cibi, frutta, vasi di terracotta, bracciali, tessuti cangianti e ai mille suoni ed odori che nessun racconto potrà mai rendere pienamente. Fu fondata dal re astronomo Sawai Jai Singh II e costruita secondo il Shilpa Shastra, l’antico trattato indù sull’architettura e la scultura, ed è cinta da mura in cui si aprono sette porte, tanti quanti sono i blocchi in cui è suddivisa Jaipur. Ad 11 Km dalla città sorge su un colle il forte di Amber che si può raggiungere a dorso di elefante oppure a piedi arrampicandosi lungo la salita. Una volta arrivati in cima si gode di una magnifica vista sulla vallata e sulle colline circostanti. All’interno vi è un disordinato insieme di cortili, atri, appartamenti e porte: una copia dell’architettura Moghul unita qui e là ad elementi di stile indù.

UDAIPUR
Udaipur è considerata la città più romantica dell’India: situata tra le verdeggianti Aravali Hills nel Rajasthan Meridionale, non lontano dall’arido deserto Thar, la città, fondata nel 1567 da Maharana Udai Singh, è famosa per i suoi laghi, per la sua cornice di verdi colline e per i suoi palazzi di marmo bianco. Con magnifiche regge costruite sulle isole, templi, giardini con fontane, preziosi musei e colorati graffiti sui muri delle case dell’antico centro, è una delle più affascinanti città del Rajasthan. L’edificio più imponente è il City Palace, la più vasta reggia dello stato, che si specchia nel lago. Ampliato più volte da diversi sovrani, oggi è un complesso di palazzi, aiuole e padiglioni ornati da balconi e sormontati da cupole e torri a testimonianza della magnificenza dello stile di vita degli antichi Maharana.

JAISALMER
Nel deserto del Thar, Jaisalmer ha il colore dell’ambra in un deserto di dune e terra rossa. Tappa obbligata sulle vie delle spezie e della seta, le sue mura erano un miraggio per i mercanti arabi ed europei. L’antica prosperità dei principi e dei mercanti di Jaisalmer è testimoniata dai Il Rajasthan Tra tutti gli stati indiani, il Rajasthan, è quello che meglio rappresenta l’immagine classica e fantastica che abbiamo dell’India: uomini baffuti con colorati turbanti, vestiti con larghe casacche con le gambe fasciate dai leggendari jodhpuri; donne avvolte in colorati tessuti ricamati con fili di seta; piccoli villaggi di case dipinte nel deserto; grandi e lussuose regge di principi e maharajah costruite con marmi bianchi al centro di incantati laghi artificiali. Affascinanti leggende, eroiche e romantiche, ancora risuonano dai suoi altrettanto affascinanti edifici che testimoniano un glorioso passato. La magia del Rajasthan è rinomata in tutto il mondo non solo per la sua eredità storica e culturale che lo rende un enorme museo a cielo aperto, ma anche per le sue lussureggianti foreste che contrastano con aree desertiche e dune sabbiose. Il Rajasthan offre qualcosa per tutti, bisogna solo decidere cosa: si può programmare un safari a cavallo, sul dorso di un cammello o di un elefante, o ancora con il fuoristrada per seguire le tracce di una tigre o anche solo fare birdwachting. O si può decidere di viziarsi nei suoi sontuosi palazzi: molte regge dei maharajah, infatti, sono state trasformate in hotel extralusso, in un mix di charme e storia. Vedere pagine 39, 41, 42, 43, 49 palazzi splendidamente scolpiti e dalle case signorili, le haveli, riccamente decorate. La bellezza della città è particolarmente apprezzabile all’alba e al tramonto, quando, investita dal sole, assume una colorazione particolare. La città è dominata da un forte, costruito nel 1156 con cinque km di mura di arenaria alte nove metri e rinforzate da 99 bastioni: al loro interno vive un quarto della popolazione.

JODHPUR
Jodhpur, chiamata anche “Marwar”, giace proprio ai limiti del deserto Thar ed è quindi la porta che conduce al mondo magico delle dune di sabbia. È una splendida città fortificata, circondata da alte mura che si estendono per 10 chilometri. A Jodhpur si possono ammirare in tutta la loro pienezza i colori e la vitalità del Rajasthan. Meritano una visita i maestosi palazzi finemente decorati e noti per le grate di arenaria rossa, gli aggraziati mausolei e i templi. I due forti della città, uno di stampo medioevale e l’altro una meraviglia dell’architettura più recente, servono da punto di riferimento e visti contro i raggi del sole al tramonto, offrono uno spettacolo indimenticabile.
 

CALCUTTA


La capitale del Bengala occidentale si estende in modo irregolare lungo la sponda orientale del Fiume Hooghly. Ex gloriosa capitale dell'India britannica, la sua orribile storia di squallore urbano e fame è cominciata soltanto con la Partition (la scissione indo-pakistana), e la conseguente massiccia affluenza di rifugiati. Questa temeraria città, comunque, ama definirsi 'Città della Gioia', e se le si concede anche soltanto mezza opportunità si rivela una delle città più affascinanti e piacevoli del paese, capitale intellettuale della nazione, di primo piano nel campo della politica e dell'arte. Il 'polmone' della città moderna è costituito dal Maidan, un'enorme superficie aperta usata dagli abitanti per le partite di cricket e di calcio, i raduni politici, le lezioni di yoga e il pascolo delle vacche. L'area è abbastanza vasta da ospitare il massiccio Fort William, tuttora in uso: i turisti possono accedervi soltanto se muniti di un permesso speciale (che viene concesso di rado). All'estremità meridionale del Maidan c'è il grande Victoria Memorial in marmo bianco, con una goffa statua della regina Vittoria di fronte, che ospita una nutrita collezione di oggetti storici anglo-indiani. Il centro amministrativo della città è il BBD Bagh (Dalhousie Square). Nella piazza convivono aspetti stravaganti e brutali: da una parte c'è il Writers' Building dove gli impiegati (che un tempo si chiamavno 'writers', 'scrivani') sfacchinano all'interno di un kafkiano labirinto di corridoi e ampie sale, mentre moduli in quintupla copia e copie carbone si accatastano contro le pareti; dall'altra parte c'è la posta centrale, costruita sul sito del leggendario 'buco nero di Calcutta'. Fu qui che, in una notte sgradevolmente umida del 1756, oltre 140 cittadini britannici furono rinchiusi a forza in una cantina: il mattino dopo molti di essi erano morti soffocati. Secondo la leggenda, quando il corpo della moglie di Shiva venne smembrato, un suo dito cadde sul sito dove oggi si trova il Tempio di Kali, tuttora un luogo di pellegrinaggio estremamente sudicio. Al mattino, nel tempio si taglia la gola alle capre per soddisfare la sete di sangue della dea. Tra le altre cose da vedere in città c'è l'interessante Indian Museum, il più grande e probabilmente il migliore museo del paese (ma polveroso e trascurato, per mancanza di fondi); i Giardini Botanici, che ospitano un baniano di 200 anni, al secondo posto tra gli alberi con la chioma più ampia del mondo (il primo è ad Andhra Pradesh), e lo scenografico ponte a mensola Howrah Bridge, considerato il ponte più trafficato del mondo. A Chowringhee, a sud del ponte Howrah, si trovano una quantità di alberghi, locali e bar economici. Sudder St, all'altezza di Chowringhee Rd, è un punto focale per chi viaggia in economia. In questa zona ci sono anche molti cinema, dove sono proiettati film indiani, nuovi film hollywoodiani e i loro cugini di Bollywood. Calcutta non è un paradiso per gli amanti dello shopping, specialmente da quando una 'campagna di pulizia' ha scacciato i venditori ambulanti dai marciapiedi, ma il New Market, a nord di Sudder St, è un buon posto per contrattare il prezzo di merci che vanno dai capi di abbigliamento a utensili in bambù. Calcutta fa parte del circuito aereo internazionale e a volte è possibile ottenere biglietti aerei a prezzi ridotti presso gli uffici delle compagnie aeree nei dintorni di Chowringhee. La Indian Airlines di Calcutta ha frequenti voli nazionali per le principali destinazioni, tra cui Delhi, Bangalore, Chennai, Mumbai, e Lucknow. In linea di massima è meglio viaggiare in treno piuttosto che in autobus, ma se proprio cercate un autobus provate quelli della 'Rocket Service' alla fermata dell'Esplanade. Per quanto riguarda i treni, recatevi alla stazione Howrah sulla riva occidentale del Fiume Hooghly dove partono i treni diretti in città, oppure alla stazione Sealdah, sulla sponda opposta, da dove si parte in direzione di Darjeeling e altre regioni del nord.
 

GOA


È un peccato che Goa debba sostenere il peso di una fama un po' equivoca, perché qui non ci sono soltanto sole, sabbia e psichedelia. La sua vera particolarità è quella di essere piuttosto dissimile dal resto dell'India ed è abbastanza piccola da poter essere esplorata e capita in un modo che in altri stati indiani risulta impossibile. Non si tratta soltanto dei familiari residui del colonialismo europeo o dell'esotismo patinato che la fanno sembrare così accessibile, ma è piuttosto la prevalenza della religione cattolica e una forma di progressismo sociale e politico che la fanno sentire vicina agli Occidentali. Anche se gli hindu sono più numerosi dei cattolici, ci sono molte più gonne che sari e la gente esibisce una liberalità e una civiltà che molto difficilmente incontrerete altrove in India.
 

SHIMLA


La 'capitale estiva' dell'India britannica si estende irregolarmente su un crinale a falce di luna a un'altitudine di oltre 2100 m nell'Himachal Pradesh meridionale. Prima dell'indipendenza era la più importante località montana del paese e la vita sociale durante i mesi estivi, quando gli inglesi venivano a cercare riparo dal torrido calore delle pianure, era leggendaria: balli, tornei di bridge e parate andavano a braccetto con pettegolezzi, intrighi e storie romantiche. Oggi gli ufficiali, gli amministratori e le leziose lady del Raj sono stati rimpiazzati da masse di vacanzieri, ma gli echi del passato britannico di Shimla restano forti. La famosa via principale, il Mall, corre ancora lungo il bordo del crinale, costeggiato da imponenti ville in stile inglese. La chiesa Christ Church, il Gorton Castle e la ex loggia Viceregal Lodge, simile a una fortezza, intensificano il sapore britannico del luogo. Dopo aver fatto l'imprescindibile passeggiata sul Mall sognando Kipling, Burton e Merchant-Ivory, vale la pena di esplorare le strette ripide viuzze che portano ai variopinti bazar locali. C'è anche un'interessante passeggiata al Tempio Jakhu, dedicato al dio-scimmia Hanuman. È situato vicino al punto più alto del crinale e vi si possono godere bei panorami della città, della valle circostante e delle cime innevate. Altri luoghi spettacolari sono le Chadwick Falls, cascate alte 67 m, Prospect Hill, ideale per un picnic, e Wildflower Hall, sito della ex tenuta di Lord Kitchener (il cui motto era 'Il vostro paese ha bisogno di voi'). La stazione sciistica di Kufri è appena 15 km a est, anche se di recente è caduta così poca neve che si pensa di sospendere le attività turistiche. Se c'è neve, le piste sono adatte ai principianti e a chiunque abbia un paio di pantaloni spessi e una giacca a vento decente. Il periodo in cui la neve è migliore va da gennaio a febbraio. I collegamenti aerei con Shimla non sono numerosi come avviene con altre destinazioni himalayane, ma ci sono un paio di compagnie aeree che gestiscono voli in partenza. Questa carenza è più che compensata dai numerosi treni e autobus. Questi ultimi sono di tre tipi: pubblici, privati e appartenenti alla Himachal Pradesh Tourist Development Company (HPTDC), che collegano Shimla a Delhi e hanno diverse corse giornaliere. Il cosiddetto treno-giocattolo di Shimla è tuttavia grande abbastanza da portarvi a Kalka, nel nord, dopo di che potete cambiare e prendere il New Delhi Queen, grande e confortevole rispetto al precedente, che arriva a New Delhi.
 

MYSORE


Questa affascinante città dall'atmosfera rilassata è da tempo molto apprezzata dai turisti per le sue dimensioni ridotte, il buon clima e la scelta di mantenere intatto e promuovere il suo patrimonio invece di tentare di sostituirlo. La città è famosa per la seta e anche per il legno di sandalo e gli incensi, ma non aspettatevi che l'aria sia più fragrante che altrove. Fino all'Indipendenza, Mysore fu la sede dei 'maharaja' di Mysore, un principato che ricopriva circa un terzo dell'attuale Karnataka. Il Palazzo indo-saraceno del Maharaja costituisce la principale attrattiva della città, con il suo caleidoscopio di vetri colorati, specchi ornati, soffitti in mogano intagliato, porte d'argento massiccio e vistosissimi colori. Il Mercato Ortofrutticolo di Devaraja, nel cuore della città, è uno dei più variopinti dell'intera India. Da non perdere è anche la scalinata di 1000 gradini che porta alla cima di Chamundi Hill, sormontata dal gigantesco Tempio di Chamundeswari. La scalinata è sorvegliata dal famoso Nandi (il toro di Shiva) alto 5 m, scolpito nella roccia. La festa di Dussehra della durata di 10 giorni, che ha luogo in ottobre, culmina con una spettacolare processione di elefanti riccamente bardati, servitori in livrea, cavalleria, bande musicali e immagini delle divinità hindu incorniciate di fiori. Non ci sono voli per Mysore; le sole possibilità di raggiungerla sono l'autobus e il treno. Ogni 15 minuti un autobus per Bangalore schizza via fragorosamente come un pipistrello in fuga dall'inferno, come fanno pure diversi altri servizi diretti alle varie località della regione, compreso il Parco Nazionale di Bandipur. Ci sono diversi autobus gestiti da compagnie private che vi porteranno, a un'andatura decisamente più tranquilla, a Mumbai, Goa, Chennai e Hyderabad. È raro che ci siano da fare lunghe code per un biglietto alla stazione di Mysore e ci sono quattro treni espresso al giorno per Bangalore, oltre allo Shatabdi Express, ad alta velocità e con aria condizionata, che parte alle 14,10 ogni giorno tranne il martedì. Lo Shatabdi prosegue per Chennai.
 

Kochi (Cochin)


La città portuale di Kochi è situata su un gruppetto di isole e strette penisole. La parte più vecchia della città è uno strano miscuglio di Portogallo medioevale, Olanda e villaggio di campagna inglese innestato sulla costa tropicale di Malabar. Qui potete vedere la chiesa più antica dell'India, strade tortuose con case portoghesi risalenti a 500 anni fa, reti da pesca cinesi, una comunità ebraica le cui origini risalgono al tempo della Diaspora, una sinagoga del XVI secolo, un palazzo contenente alcune delle pitture murali più belle del paese e gli spettacoli del famoso Kathakali, danza teatrale famosa in tutto il mondo. I traghetti percorrono Kochi in lungo e in largo e spesso, nel porto, si vedono i delfini. Buona parte dei siti storici si trovano a Fort Cochin o Mattancherry. Sulla terraferma, a Ernakulam, si può pernottare in alberghi economici. La Indian Airlines ha voli giornalieri diretti a Bangalore, Mumbai, Delhi, Goa e Chennai. Se l'aereo è troppo costoso, ci sono innumerevoli autobus in partenza da Kochi a intervalli regolari, diretti verso ogni destinazione tranne che al mare. Si possono raggiungere facilmente le regioni circostanti con autobus statali o privati, ma non c'è la possibilità di prenotare. Unitevi a coloro che aspettano e sperate in bene, ovvero di trovare un posto a sedere. Nel peggiore dei casi vi rimane il treno: dalla stazione ne partono tutti i giorni per le principali destinazioni lungo la costa.
 

Ladakh: Leh


Un tempo punto di partenza per le carovane di yak dirette nell'Asia centrale, è situata in una piccola valle poco a nord della Valle dell'Indo. Oggi è in parte centro strategico militare e in parte città turistica. Suo vanto principale è il Leh Palace, costruito nel XVI secolo ma oggi abbandonato e assai danneggiato, in conseguenza della guerra del Ladakh contro il Kashmir nel secolo scorso. Le montagne dello Zanskar, dall'altra parte del Fiume Indo, sembrano vicinissime. Il palazzo è stato venduto alla Società Archeologica Indiana dalla famiglia reale Ladakhi ed è in corso un ambizioso progetto di ristrutturazione. Provate a chiedere a un monaco di aprirvi la porta della sala centrale di preghiera: è polverosa e oscura, con enormi maschere che appaiono nel buio. Vale la pena di evitare i negozi di souvenir e i ristoranti economici per passeggiare nei meandri dell'Old Quarter e dare un'occhiata alla città com'era prima di ospitare i turisti. Partendo da Leh si può fare una bella escursione al Tikse Gompa, a 20 km di distanza, situato su una collina che sovrasta il Fiume Indo. Ha un'importante collezione di libri tibetani e alcune eccellenti opere d'arte. Si può anche assistere a cerimonie religiose. L'Hemis Gompa, a 45 km da Leh, è il più grande e il più importante monastero tibetano del Ladakh, famoso per l'Hemis Festival, che generalmente ha luogo nella seconda metà di giugno o ai primi di luglio, dove si svolgono elaborate danze in maschera per due giorni, alle quali assiste una folla entusiasta. Se la scarica di adrenalina causata dall'arrivo nel Ladakh non vi è bastata, si possono organizzare escursioni di rafting sul Fiume Indo tramite diverse agenzie che operano a Leh e si può fare trekking nelle valli di Markha e dell'Indo. Arrivare e partire agevolmente da Leh dipende dal periodo: i voli aerei tra giugno e settembre di solito non sono un problema, ma nei mesi invernali spostarsi diventa più complicato. Se le condizioni meteorologiche lo consentono, si può volare a Delhi, Jangmur e Srinagar. Ci sono soltanto due tragitti di autobus da Leh e in entrambi i casi non si possono acquistare i biglietti fino alla sera prima della partenza, per il rischio che le corse vengano cancellate. In mancanza di aerei e autobus, ci sono jeep e taxi, più costosi degli autobus ma con il vantaggio di essere sempre disponibili.
 

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