LIBIA

Le località

LA LIBIA

 
La Libia si è aperta da poco al turismo e perciò è il meno noto di tutti i paesi del Nord Africa, sebbene offra grandissime attrattive con siti archeologici greci e romani di straordinario interesse quali Leptis Magna, Cirene e la stupenda zona sahariana. Peraltro, il numero limitato dei visitatori garantisce una grande tranquillità durante le visite e consente di ammirare le bellezze della regione nel modo migliore. Questa integrità del paese per contro porta talvolta con sé dei disagi a livello tecnico-qualitativo in quanto l’attività e la professionalità turistica sono concetti solo recentemente introdotti. È quindi necessaria una buona dose di comprensione e pazienza. Le guide locali parlanti italiano sono molto rare e talvolta non sono in grado di esprimersi al meglio nella nostra lingua. Può inoltre accadere che non siano disponibili ai siti archeologici; in questo caso le visite saranno effettuate con guida parlate inglese, a cui l’accompagnatore farà da traduttore.

 

TRIPOLITANIA

 
Tripoli

Il capoluogo libico è una città marinara che ha conservato un numero esiguo di vestigia monumentali in quanto la parte moderna occupa la stessa area della città antica. Da visitare la Grande Piazza Verde, cuore della capitale dominata dalla fortezza Assai al-Hamra, che ospita il nuovo Museo della Jamahiriya con ampie sezioni archeologiche; la città vecchia (Medina) con le sue moschee, i founduk e i suq; l’Arco di Marco Aurelio, a memoria della dominazione romana costruito interamente in marmo nel 163 d.C.; le chiese, la medersa e la stanza funeraria del fondatore.

Sabratha
Distante circa 67 km da Tripoli questa città, che ha sempre dovuto la sua fortuna al mare, ospita il più grande teatro romano d’Africa, databile tra la fine del II e l’inizio del III secolo d.C. Nata come centro di commercio fenicio, ha subìto una trasformazione urbanistica operata dai romani subito dopo la distruzione di Cartagine. Gli edifici da visitare per la loro importanza archeologica sono: i templi di Serapide e di Iside, le basiliche di Giustiniano di epoca bizantina, i Fori, le terme sul mare e il Teatro, ornato da 108 colonne corinzie.

Villa Silin
La località di Silin, a circa 50 km ad est di Tripoli in direzione Leptis Magna, deve il nome ad un tipo di vite a piccoli acini utilizzata nella preparazione di una bevanda analcolica. In questa località è stata di recente (1974) riportata alla luce una delle più belle ville romane del litorale tripolitano, risalente al II secolo d.C. Grazie alla protezione della sabbia sotto cui giaceva la villa è ottimo lo stato di conservazione degli splendidi pavimenti decorati a mosaico, di alcune pareti affrescate e delle cupole di copertura delle terme.

Leptis Magna
Leptis Magna, situata a 120 km a est di Tripoli, prima di diventare una fiorente città romana fu un approdo commerciale fenicio e punico. Sito archeologico molto importante, iniziò la sua imponente trasformazione urbanistica e monumentale a partire dalla fine del I secolo a.C., quando vennero costruiti il Mercato, quasi sicuramente destinato ai generi alimentari e alla vendita del pesce e il Teatro, risalente all’1-2 d.C., uno dei più antichi teatri in muratura di tutto il mondo romano. Nel II secolo d.C Settimio Severo volle la sua città natale grande e imponente come l’antica Roma e fece costruire l’Arco dei Severi, il Foro Severiano e la Basilica. Fra le altre opere da ammirare ricordiamo: il tempio di Serapide, quello di Roma e Augusto, l’Arco di Tiberio, l’Arco di Traiano e le Terme dei Cacciatori.

Ghirza
Conosciuta sin dall’antichità come la leggendaria città araba pietrificata, Ghirza è un antico centro indigeno risalente al III sec. d.C. tra Misurata e Sirte, a circa 100 km di pista dalla costa verso l’interno del Paese. Oltre alle rovine di alcune residenze private e delle alte e imponenti mura perimetrali, sicuramente i monumenti più significativi e meglio conservati sono quelli che si trovano nelle due necropoli (nord e sud) a pochi chilometri dall’antico centro abitato. Tra i più belli segnaliamo alcuni tempietti risalenti al IV sec. d.C., a forma di tempietto (zona nord) ed a edicola (zona sud) sormontati da un podio con colonne e capitelli ionici risalenti all’epoca tardo romana, ricchi di incisioni, bassorilievi e fregi con scene di caccia di ispirazione locale ed epigrafi con i nomi dei defunti.

Sirte
Famosa per aver dato i natali al colonnello Gheddafi, si trova nell’omonimo golfo, al centro della costa libica. Ex villaggio costiero, ha subito un notevole sviluppo architettonico: nei progetti del colonnello è destinata infatti a diventare la capitale dell’unione africana. All’epoca romana conosciuta come Macomades, era famosa per le distese di zafferano, ormai scomparse. Non offre nulla di particolare se non la possibilità di una pausa durante il trasferimenti da Tripoli a Benghasi.

Sultan
Situata a circa 50 km ad est di Sirte, fu insediamento punico, romano ed islamico, chiamata con diversi nomi nel corso dei secoli. Sorto probabilmente come punto strategico sulle rotte delle carovane provenienti dall’Egitto e dirette in Tunisia, il sito è particolarmente interessante per le antichità islamiche. Nella zona archeologica, riconoscibile perchè delimitata da un cancello, si trovano il museo, gli scavi di un’antica moschea e i due bronzi che arricchivano l’Arco dei Fileni, struttura che delimitava la regione della Tripolitania da quella della Cirenaica durante il periodo italiano.

 

CIRENAICA

 
Bengasi

Capoluogo della Cirenaica, si trova sulla costa nordorientale del golfo della Sirte, su un basso promontorio che separa dal mare due lagune salate. Fondata dai Greci nel VI secolo a.C., venne fortificata e ampliata da Giustiniano dopo l’invasione vandalica. Oggi è una città moderna dedita al commercio.

Cirene
Nell’antichità fu la più grande città greca dell’Africa e oggi rappresenta il sito archeologico meglio conservato della Cirenaica. Molti edifici vennero modellati su quelli di Delfi. Assolutamente da visitare il tempio di Zeus, eretto nella metà del V secolo a.C., le cui dimensioni imponenti sono simili a quelle del Tempio di Zeus di Olimpia o del Partenone di Atene. Da non perdere, poi, il Ginnasio/Foro, risalente all’età ellenistica, che comprende un ampio spazio aperto ed è circondato da un colonnato dorico; la Casa di Giasone Magno, grande sacerdote del tempio di Apollo nel II secolo d.C.; lo Xystòs, una monumentale via di collegamento tra il Foro e l’Agorà, che serviva come pista di allenamento per la corsa. Inoltre, il Monumento Navale, di età ellenistica rappresentante la prua di una nave fiancheggiata da due delfini, su cui si posa una Vittoria aptera, cioè senza ali, e la Tomba di Batto, il mitico fondatore della città.

Apollonia
Prese il suo nome da Apollo, la divinità protettrice. Anticamente il centro fu porto di Cirene. Parecchi gli edifici che meritano una particolare attenzione: dalle mura, un rettangolo irregolare di circa 800 m di lunghezza e di circa 250 m di larghezza, costruito in età ellenistica intorno alla città, al Palazzo del Dux, sontuosa residenza privata e forse sede di una delle massime autorità civili o militari della città. Da visitare anche la Basilica Occidentale, del VI secolo d.C., la Basilica Orientale, che riutilizzava un bel muro di età ellenistica come chiusura, le Terme ed il Teatro, in posizione suggestiva, quasi sul mare.

Tolemaide
Città fondata in età Tolemaica nel III sec. A.C. nel luogo dell’antico scalo marittimo libico di Barce, divenne con Diocleziano la capitale della provincia Libia Superior e conservò il rango di capitale sino al V sec. d.C.; a quest’epoca risalgono molti dei monumenti oggi visitabili nell’area archeologica. La città è stata solo parzialmente scavata ed interi quartieri giacciono ancora sotto terra. Tra i monumenti visitabili ricordiamo la Via monumentale con i resti della Fontana delle Menadi, l’Arco di Costantino e la Casa delle Quattro Stagioni; il Palazzo delle Colonne costruito tra il II ed I secolo A.C. e la grandiosa policisterna costituita da una serie di lunghe gallerie con copertura a volta che potevano contenere all’incirca 8 milioni di metri cubici d’acqua. Molto interessante anche il piccolo museo di 3 sole sale che raccoglie alcuni pezzi di notevole valore e bellezza.

Gasr Libia
Nel piccolo villaggio di Gasr Libya si trova una straordinaria e solitaria basilica Bizantina il cui pavimento era fregiato con 50 pannelli musivi formanti un bellissimo affresco. I mosaici, datati VI secolo d.C. e ora conservati in un museo, mostrano immagini di animali, rappresentazioni di città, mostri mitologici ed infine l’unica rappresentazione fin’ora conosciuta dell’imponente faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo.

 

DESERTO

 
Ghadames

Berberi, Tuareg e Arabi vivono pacificamente in quest’oasi, un tempo definita “La perla del deserto”, uno dei nodi carovanieri più importanti ai confini con la Tunisia e l’Algeria. Tutelata dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità la città vecchia conserva il suo antico impianto urbanistico: strade coperte, camminamenti e giardini. Le sette porte della città, che un tempo venivano chiuse dal tramonto all’alba a scopo difensivo, sono ubicate in modo tale da formare costantemente correnti d’aria e l’andamento a zig-zag dei corridoi interni non consente alla sabbia di penetrare in caso di vento. Tipiche sono le abitazioni, tutte su tre piani. Al piano terra le stanze fungono da magazzini; al piano superiore si trova la stanza principale, una sorta di cortile su cui si affacciano, da un livello più alto, le stanze da letto. Al terzo piano, infine, si trovano le cucine, aperte su una terrazza. Caratteristiche le decorazioni delle pareti: sui muri imbiancati a calce risaltano decorazioni rosse, quadretti colorati e innumerevoli piattini in ottone che fungono da specchi per riflettere la luce. Interessante anche la visita al piccolo museo in cui si possono vedere gli oggetti della vita quotidiana dei berberi dell’oasi.

Gharian
Fa parte, con Nalut, dei castelli-granai berberi delle montagne. Un tempo conosciuta come Gasr Gharyan, cioè il castello delle grotte, attualmente è una cittadina moderna. Interessanti da visitare sono le case trogloditiche scavate nella roccia: un metodo caratteristico dei berberi per avere una temperatura costante sia d’inverno che d’estate. Lungo le strade dei dintorni della cittadina è possibile acquistare terracotte dai vivaci colori.

Nalut
La città vecchia, vista dal basso, sembra un villaggio costruito sul tetto del mondo: in epoca romana fu un punto strategico dal quale si poteva dominare tutta la valle. In quattro secoli il suo centro abitato è stato spostato per ben tre volte ogni volta sempre più in alto: la prima volta venne costruito vicino alle fonti di acqua, poi più in alto, a Ovest, successivamente più a Nord, dove si trova attualmente la nuova cittadina. Da visitare lo Ksar, granaio fortificato dove ogni famiglia o tribù depositava i suoi averi prima di partire per i pascoli o nei periodi di semina.

Ghat
Unica città del Sahara ad essere stata abitata in modo tradizionale e soprattutto stabile da un’etnia nomade e molto famosa, quella dei Tuareg, gli uomini blu. Caratteristico villaggio situato in una valle stretta tra due catene montuose, quella dell’Akakus e quella di Tassili, conosciuto fin dall’epoca romana come stazione commerciale per le carovane che attraversavano il Sahara. Da visitare la Medina, che si estende lungo il fianco di una collina sormontata da un vecchio forte italiano.

Germa
La moderna Germa è una cittadina poco attraente nel cuore del paese, sorta nei pressi dell’antica Garama la fantomatica capitale del regno dei Garamanti. Interessanti i dintorni: il Palazzo dei Garamanti, una sorta di castello che domina un labirinto di case in argilla, alcune antiche altre successive all’Islam; le tombe preislamiche del Wadi Adjal risalenti sia all’epoca romana, quella egizia (a forma di piramide) e la montagna di Zenchekra, promontorio roccioso con tracce dell’originario insediamento paleolitico e di blocchi di roccia con incisioni raffiguranti giraffe ed elefanti. Interessante l’area archeologica ed etnografica del Museo delle Antichità, i cui oggetti antichi e documenti grafici offrono un ragguaglio sul periodo che si estende dal paleolitico ad oggi.

Wadi Mathandosh e le pitture rupestri
Queste stazioni rupestri sono state oggetto di numerosi studi e pubblicazioni. La particolarità delle figure dell’arte preistorica scolpite o dipinte a Mathandosh sta nella capacità di rappresentare un movimento di riuscire a rendere l’idea di una forma di moto, di evocare un dramma, di rappresentare scene di caccia con diversi animali: come elefanti, giraffe, struzzi, coccodrilli e ippopotami. Bisogna ricordare che anticamente, questa regione oggi desertica, ospitava molti animali.

Laghi del deserto
A Sud-Est dell’erg di Oubari ci si trova di fronte a una regione meravigliosa, un vero e proprio Eden dove tra le dune si trovano molti laghi contornati da palme. I più importanti persistono in tutte le stagioni e consentono a minuscoli crostacei di vivere. Tutti questi laghi sono inseriti in modo molto singolare nel corridoio interdunare: per proteggersi dai raggi del sole, lo specchio d’acqua è ai piedi della duna e non verso il centro del corridoio. Il lago più grande è quello di Gabr’aun, dove si possono ancora vedere i resti del villaggio abbandonato dai Daouada, popolazione paleonegritica che visse per secoli riparata in questo ambiente, nutrendosi di datteri e di piccole larve che si riproducevano sulla superficie delle acque.

Il Fezzan
Zona della Libia Sud Occidentale prevalentemente desertica, fu terra di passaggio tra l’Africa nera e il Mediterraneo per le antiche carovane di cammelli che trasportavano merci molto ambite dalle popolazioni occidentali come oro e avorio. In questa zona gli amanti del deserto (Sahara in lingua araba) potranno vivere un’avventura meravigliosa. Sahara, terra di estremi: il più alto tasso al mondo di evaporazione e migliaia di chilometri quadrati dove la pioggia può non cadere per anni. Le superfici del deserto sono diverse: Hammada o deserto roccioso; Serir o distese di ghiaia; Erg ovvero i grandi cumuli di dune sabbiose. In questo ambiente ancora incontaminato, nel Massiccio ad Est di Ghat, punto di incontro tra Libia, Algeria e Niger, solcato da un gran numero di Wadi (letti prosciugati di preistorici corsi d’acqua), si trova un vasto museo rupestre: l’Akakus, un’area archeologica molto vasta, di cui solo un quinto è stato esplorato. La ricchezza dei ritrovamenti ha portato l’UNESCO ad includere l’Akakus nella lista del World Cultural and Natural Heritage. Lungo l’attraversamento si potranno ammirare canyon, pinnacoli, archi e torri di arenaria scura scavati dall’azione millenaria del vento. Un altro aspetto, forse il più fiabesco, è quello dell’Erg di Oubari e di Mourzouk: maestose dune di sabbia a perdita d’occhio, alte 100-200 metri, di color giallo-arancio, ondulate e cangianti.

 

 

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