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Egidio Bonomi
LUMEZZANE
Un agosto strano, non solo meteorologicamente. Il vuoto che
solitamente... riempiva Lumezzane nel mese feriale non c’è. Le
strade sono percorse da frenetici (ancora!) veicoli, negozi aperti,
gente in giro, qualche fabbrica, crisi o non crisi, aperta fino a
venerdì nove. Meno lumezzanesi in vacanza? Sicuramente sì, anche se
il discorso è più complesso. Per avere il polso della situazione si
è attinto a chi di vacanze vive: le agenzie di viaggio. Quella col
giro più vasto ed in fribrillazione perenne è l’Atacama Travel, al
punto che le informazioni sono state raccolte fra mille telefonate,
clienti che avevano fretta, cliccate con spasmo sui computer.
Intanto meno gente è partita in agosto perché le vacanze si sono
diluite lungo i 12 mesi, con punte a Pasqua e a dicembre. Quest’anno
vi sono molte prenotazioni, per esempio, ad ottobre. Evidentemente
l’attenzione ai prezzi è estremamente... attenta. Altro dato
costante: ormai più nessuno richiede le tre settimane. Imperano gli
otto giorni, anche se non mancano i «duesettimanisti». Sui tremila
clienti dell’Atacama, solo il 10% va oltre i quindici giorni di
vacanza. Il 95 per cento sceglie il mare. In forte crescita il tutto
compreso (all inclusive), aspirazione al relax totale, tolto persino
il pensiero delle bevande. Dove vanno i lumezzanesi? C’è un po’ di
confusione in chi prenota. Generalmente non hanno una meta precisa,
vanno in agenzia e spulciano le proposte. Difficilmente arriva il
cliente deciso: «Voglio andare a Tumbuctu», tanto per dire. L’ideale
è una località amabile a costi accessibili, non importa se Bali
piuttosto che Sicilia o Maldive. Dalle scelte sono spariti
completamente gli Stati Uniti, mentre tengono Caraibi, Messico e
Sudamerica, soprattutto Brasile, per effetto della svalutazione.
Mediterraneo e Mar Rosso sono sulle posizioni della scorsa stagione,
mentre si annota un ritorno del Kenya. L’estremo Oriente incorona,
come da tradizione, Thailandia, Maldive e Indonesia. E l’Italia? E’
in controtendenza. Ci si aspettava una crescita consistente che non
è venuta. Anzi per la Sardegna c’è una contrazione del 30%, stando
almeno ai villaggi. Il fatto è spiegabile con gli alti prezzi della
nostra isola più bella. Una settimana in Sardegna costa quanto una
alle Maldive e la gente sceglie le Maldive, pensando che a Porto
Rotondo o Cervo o Stintino potrà sempre andarci. Ovviamente, restano
intatte le fughe verso l’Adriatico e Jesolo in particolare, dove i
lumezzanesi, hanno molte seconde case. Altro dato: i valligiani
consumano meno ferie ad agosto. Quest’anno si sono verificate molte
partenze a maggio ed a giugno, per sfruttare i buoni prezzi
dell’apertura di stagione. La destinazione è quasi sempre
condizionata dai buoni consigli dell’agenzia che cerca di
convogliare i clienti verso località ed alberghi dove si è certi di
fare bella figura. Quest’anno gettonatissimi Mar Rosso e Turchia,
quest’ultima costa quanto la Grecia, ma offre alberghi a cinque
stelle contro i tre stelle ellenici. Si è detto del Sudamerica: ad
agosto i Caraibi hanno fatto registrare un vero boom. Altra
caratteristica dei lumezzanesi: la stanzialità. Niente tour
faticosi, ma relax totale, segno d’uno stress da lavoro (poco o
tanto è sempre stress) che alla fine pesa. Quasi nulle le partenze
di famiglie intere verso lidi lontani. I costi frenano a dismisura.
Partenze last minute? Molte, ma ormai i tour operator non stracciano
più i prezzi, anzi, la tendenza dell’America, per esempio, è far
pagare di più a chi prenota all’ultimo momento per privilegiare chi
sceglie con anticipo. La prenotazione d’un anno prima porta un
vantaggio del 40% in meno, a sei mesi del 30 e via degradando fino a
costi che si alzano se arrivi all’ultimo minuto. Altro dato: meno
lumezzanesi giovani vanno in vacanza, mentre sono stabili i
pensionati che tuttavia preferiscono essere aggregati a gruppi con
guida. Anche il pagamento delle vacanze a rate sta incontrando larga
accoglienza e, per Lumezzane, è proprio una novità. Infine ci sono
gli stanziali, numerosi, forse i più, che attingono alle montagne
attorno alla cittadina, attuano la ginnastica quasi giornaliera del
tocca e fuggi verso i laghi, confermando la regola ferrea: chi meno
ha, meno esige.
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