Tashkent
La capitale dell'Uzbekistan, un tempo
quarta città dell'Unione Sovietica per dimensioni, è il
cuore dell'Asia centrale e dispone dei migliori
collegamenti aerei internazionali dell'intera regione.
Detto questo, non si può certo affermare che sia la
classica meta turistica da cartolina. A causa del
catastrofico terremoto del 1966 e della successiva
solerzia degli urbanisti sovietici, rimane ben poco dei
2000 anni di storia della città. I visitatori in genere
concordano sul fatto che Tashkent sia la più sovietica
delle città dell'Asia centrale e si dice che molti slavi
che non vogliono, o non possono, tornare in patria si
rifugino nella relativa stabilità culturale di questa
città, che almeno per metà parla ancora russo (anche se
russa non è).
Vale la pena di passeggiare fra i resti della città
vecchia, l'eski shakhar, un dedalo di strette viuzze
polverose, su cui si affacciano case basse di mattoni e
fango, moschee e antiche madrase (accademie islamiche),
che sembra essere stato risparmiato dagli urbanisti
sovietici per mostrare che aspetto avrebbero avuto gli
edifici senza gli splendori del socialismo. La madrasa
di Kukeldash è una splendida accademia del XVI secolo in
fase di restauro, la cui piazza si riempie di fedeli
nelle calde mattine del venerdì; nelle vicinanze sorge
la piccola moschea Jami, risalente al XV secolo e
utilizzata in epoca sovietica come officina per la
lavorazione di lamiere. Il bazar Chorsu è un enorme
mercato all'aperto, accanto alla madrasa di Kukeldash,
frequentato da una moltitudine di gente proveniente
dalle campagne circostanti che in genere indossa costumi
tradizionali.
La mancanza di edifici antichi in questa città è
compensata dalla presenza di grandi musei. Il Museo
delle Belle Arti ospita una interessante collezione di
opere d'arte del Turkestan prima dell'invasione russa,
tra cui manufatti zoroastriani, statue buddhiste di 1000
anni fa e affreschi sogdiani. Il Museo di Arti Applicate
fu inaugurato nel 1937 come vetrina per le arti
applicate di fine secolo, ma è l'edificio in sé -
progettato secondo lo stile tradizionale di Tashkent - a
risultare più interessante dei suoi stessi contenuti. Vi
sono altri musei dedicati alla 'Storia', all'antichità,
alla letteratura, alla geologia e alle ferrovie. Per
fare una pausa potete andare al Navoi Opera and Ballet
Theatre, luogo ideale per assistere a opere classiche
occidentali, a prezzi economici, e unico edificio
sovietico della città che abbia un minimo di stile.
Samarcanda
Nessun nome evoca la Via della Seta
meglio di Samarcanda. Per i più ha lo stesso fascino
della mitica Atlantide oppure dell'antica e leggendaria
Timbuctù. La realtà è ovviamente diversa, ma non troppo.
I superbi e immensi monumenti fatti costruire da
Tamerlano, il vivace bazar e la lunga e ricca storia
della città rendono l'atmosfera quasi magica, anche se
al di fuori del nucleo storico s'incontra un agglomerato
urbano in stile sovietico con ben poche caratteristiche
degne di considerazione.
I principali luoghi d'interesse della città sono in gran
parte opera di Tamerlano, di suo nipote Ulughbek e degli
Shaybanidi uzbeki, che insieme fecero di questa città
l'epicentro economico e culturale dell'Asia centrale nei
secoli XIV e XV. I siti maggiori si trovano quasi tutti
nella città vecchia arsa dal sole, la cui urbanistica è
rimasta inalterata da quei tempi lontani.
L'edificio di maggiore interesse della città,
considerato uno dei monumenti più straordinari dell'Asia
centrale, è il Registan, un complesso di maestose e
imponenti madrase, una profusione quasi esagerata di
maioliche, mosaici azzurri e ampi spazi ben
proporzionati. Nonostante sia ormai in rovina, la
gigantesca moschea di Bibi-Khanym, situata nelle
vicinanze e destinata alle grandi assemblee, appare
imponente e armoniosa e fu il gioiello dell'impero di
Tamerlano. È vittima della sua stessa grandiosità; un
tempo fra le più grandi moschee del mondo, la sua
edificazione sfruttò al massimo le tecniche costruttive
dell'epoca e nel corso degli anni si sgretolò
progressivamente per crollare, infine, del tutto durante
il terremoto del 1897.
Il luogo più suggestivo di Samarcanda è Shahi-Zinda, una
strada di tombe quasi tutte appartenenti alla famiglia e
ai favoriti di Tamerlano e di Ulughbek; si dice che in
una di queste riposi un cugino del profeta Maometto.
Nonostante la fastidiosa presenza delle cassette per le
offerte, queste tombe sono tra le migliori opere della
città realizzate con piastrelle di maiolica. Il più
suggestivo spettacolo dal vivo offerto da Samarcanda è
il bazar principale che si estende intorno alla moschea
di Bibi-Khanym. Il frenetico e vivace mercato agricolo è
una torre di Babele brulicante di vestiti, scialli,
cappelli e turbanti di ogni gruppo etnico esistente
nella regione.
Esistono collegamenti aerei fra Tashkent e Samarcanda,
oppure si può optare per l'autobus o il treno che
impiegano cinque ore per attraversare la piatta e arida
'Steppa della Fame'. Samarcanda è inoltre collegata con
servizi di autobus a Tashkent, Bukhara, Dushanbe e
Almaty.
Bukhara
Con i suoi edifici millenari e un
centro storico tuttora abitato (che non è cambiato molto
nel corso degli ultimi due secoli, Bukhara è una delle
migliori località di questa regione per farsi un'idea di
com'era il Turkestan prima dell'arrivo dei russi. Dopo
gli splendidi mosaici di Samarcanda, il marrone
imperante di Bukhara è una sorta di doccia fredda, ma
dato che quasi tutto il centro è una riserva
architettonica - che racchiude una massiccia fortezza
reale, ricca di antiche madrase, vecchi bagni pubblici e
i resti di un mercato un tempo molto esteso - non ci si
può certo lamentare del colore.
In questa città si contano più di 140 edifici protetti,
i più importanti dei quali sono la Labi-hauz, una piazza
secentesca costruita intorno a una vasca, i tre bazar
coperti, il minareto Kalan, risalente al XII secolo e
alto 47 m, che un tempo era l'edificio più alto
dell'Asia, e infine il mausoleo di Ismail Samani, la
struttura più antica della città (completata intorno al
905) e certamente una delle più eleganti dell'Asia
centrale.
Sebbene alcuni motivi decorativi che ornano i tappeti
siano originari di questa città, i famosi tappeti di
Bukhara, tanto apprezzati in Occidente, in realtà
vengono realizzati in Turkmenistan, che un tempo faceva
parte del khanato di Bukhara. Pur non producendo tappeti
meravigliosi, gli abitanti del luogo sono più ospitali
di quelli di Samarcanda e Tashkent e, se avrete la
possibilità di rimanere abbastanza a lungo in questo
paese, vi accorgerete che emanano un fascino
paragonabile a quello dei monumenti e dei siti della
loro città.
Bukhara è il capolinea di una linea ferroviaria che
arriva fino a Samarcanda (6 ore), Tashkent (12 ore) e
Nukus (20 ore). Vi è anche un treno settimanale che
raggiunge la città kazaka di Almaty. Tashkent è anche
raggiungibile in autobus o in aereo (2 ore).
Khiva
Secondo la leggenda, Khiva fu fondata
quando Sem, figlio di Noè, scavò un pozzo in questa
zona. Di sicuro la città esisteva nell'VIII secolo come
fortezza minore e stazione commerciale lungo la
diramazione della Via della Seta in direzione del Mar
Caspio e del Volga. All'inizio del XVI secolo Khiva
divenne la capitale dell'impero timuride con un fiorente
mercato degli schiavi e per i tre secoli seguenti segnò
il destino del khanato. Finché la Russia non liberò la
regione dal giogo dei timuridi nel XIX secolo, anche i
più impavidi e coraggiosi temevano d'imbattersi in
queste feroci popolazioni e affrontare la loro desertica
terra. Attualmente Khiva non è che una tranquilla
località che si raggiunge dopo aver attraversato campi
di cotone e frutteti, appena 35 km a sud-ovest di
Urgench - una monotona città il cui unico pregio è
quello di aver dato i natali all'inventore dell'algebra.
La Khiva moderna è una strana città. Il centro storico,
a differenza di quelli di altre città centroasiatiche, è
rimasto integro - ben conservato ma privo di vitalità.
Anche nel bel mezzo delle fitte moschee, fra tombe,
palazzi e madrase, dovrete infatti lavorare molto di
fantasia per evocare la confusione, e anche la
desolazione, che vi regnavano un tempo. Una sorpresa per
gli occhi, dopo il blu di Samarcanda e il marrone di
Bukhara, sono le piastrelle turchesi e alcune parti
dell'Ichon Qala, la cittadella cintata, tuttora abitata
e abbastanza trascurata da far dimenticare l'atmosfera
da museo dell'intera città.
Il mattino e la sera sono i momenti migliori per
visitare Khiva. I luoghi turistici principali sono il
minareto di Kalta Minor rivestito di piastrelle
turchesi, la fortezza di Kukhna Ark, le 218 colonne
lignee della moschea Juma, il palazzo Tosh-Khovli
sontuosamente decorato, la madrasa di Islom Huja e il
relativo minareto simile a un faro e, infine, il
mausoleo di Pahlavon Mahmud, considerato il più sacro
della città, decorato con piastrelle di squisita
fattura.
Valle
di Fergana
Questa vasta valle fertile e pianeggiante,
circondata dal Tian Shan a nord e dalla catena del Pamir Alay a sud, si
trova nel cuore dell'Uzbekistan ed è la zona più densamente popolata
dell'Asia centrale, nonché il centro della produzione della seta. I russi
compresero subito le potenzialità della valle e trasformarono vaste zone in
piantagioni di cotone e le sue antiche città in orribili centri industriali;
di conseguenza i visitatori non vi troveranno che gente fiera,
tradizionalista e ospitale, un vivacissimo bazar a Margilan e le montagne a
breve distanza. I nodi dei trasporti della valle sono Kokand, Fergana e
Margilan. Ci sono voli giornalieri tra Tashkent e Fergana, autobus per
Kokand e treni per Margilan.
Shakhrisabz
Shakhrisabz è una piccola città situata 90
km a sud di Samarcanda, che si è salvata dall'influenza sovietica. Sembra
non abbia nulla di speciale, finché non iniziate a imbattervi nelle rovine
che punteggiano le strade secondarie e una grandiosa città completamente
diversa da quella attuale inizia a prendere forma. È la città natale di
Tamerlano e una volta, probabilmente, la sua fama oscurava addirittura
quella di Samarcanda. Del palazzo Ak-Saray di Tamerlano non rimangono che
alcuni frammenti della gigantesca entrata alta 40 m, ricoperta di splendidi
mosaici blu, bianchi e oro simili a una filigrana. Si rimane sbalorditi
cercando d'immaginare la grandezza e la magnificenza di questa residenza
estiva. Lo stesso vale per il Dorussiadat (seggio del potere e della forza)
che forse arrivava anche a superare in grandiosità il palazzo Ak-Saray. Fra
le altre attrattive ci sono le tombe degli antenati di Tamerlano, la
gigantesca moschea di Kok-Gumbaz e la Cripta di Tamerlano, progettata per il
condottiero, ma contenente i resti di due corpi non ancora identificati.
Shakhrisabz è collegata a Tashkent da taxi e autobus che coprono la distanza
in due ore.
Moynaq
Moynaq è la città che più di altre porta i
segni della catastrofe ecologica del lago d'Aral. In passato era uno dei due
principali porti di pesca del lago, attualmente si trova almeno a 40 km
dall'acqua. Ciò che rimane della flotta di pescherecci arrugginisce sulla
sabbia accanto alle depressioni artificiali, testimonianza dell'ultimo
inutile sforzo per tenere aperti i canali fino all'attuale sponda del lago.
La popolazione di Moynaq, ridotta a 2000 anime, risente in pieno del
disastro del lago: estati torride, inverni gelidi, devastanti tempeste di
sabbia, sale e polvere e tutta una serie di problemi sanitari. La città è un
tragico monumento al disastro ambientale causato dalle politiche sovietiche
in Asia centrale. Moynaq si trova 210 km a nord di Nukus ed è collegata a
questa città da taxi e autobus. Per raggiungere Nukus da Tashkent, prendete
il treno che fa servizio ogni giorno oppure un autobus.
Turkmenistan
Il territorio corrispondente all'odierno Turkmenistan è stato abitato fin
dall'antichità dalle tribù dei Turkmeni, probabilmente provenienti dai Monti
Altai. I primi insediamenti umani nell'area sono databili tra il 5000 e il
7000 a.C. Il territorio fu in seguito conquistato da numerose diverse
civilizzazioni. I persiani achemenidi conquistarono il territorio nel VI
secolo a.C.. Alessandro Magno occupò il Turkmenistan nel IV secolo a.C..
Dopo circa 150 anni il controllo macedone finì e nella regione nacque nel
247 a.C. l'impero partico, la cui capitale fu stabilita a Nisa, a 25 km
dalla moderna capitale Ashgabat. Durante questo periodo il Turkmenistan
assunse importanza come tappa della via della seta, la principale via per
gli scambi commerciali tra Asia ed Europa. L'impero partico cadde nel 224,
seguito dalla dominazione dei Sassanidi (III secolo) e successivamente degli
Eftaliti (V secolo). La regione passò poi agli Arabi e fu islamizzata nel
VII secolo. La dominazione araba durò fino al IX secolo, seguita da diverse
minori (Tahiridi, Samanidi, Ghaznavidi) fino all'XI secolo, in cui l'area
diventò parte dello sterminato impero dei sultani turchi di Seljuk. Nel XII
secolo nacque nell'area il regno Khwarizm, che entrò in guerra con i mongoli
di Gengis Khan nel XIII secolo. I mongoli dominarono l'area per circa 150
anni. In seguito il conquistatore Tamerlano prese il controllo dell'area XIV
secolo. Innumerevoli dominazioni e lotte interne si susseguirono fino al XIX
secolo, quando la Russia conquistò tra il 1865 e il 1885 il Turkmenistan,
assumendone pieno controllo nel 1894. Dopo la Rivoluzione russa del 1917, il
Turkmenistan divenne una delle repubbliche dell'Unione Sovietica nel 1924,
anno in cui furono stabiliti anche i suoi confini attuali. Il crollo
dell'Unione Sovietica del 1991 diede la possibilità al Turkmenistan di
ottenere l'indipendenza.
|