Viaggi e turismo

DATI DEL PAESE:

Capitale: AMMAN
Popolazione: 9.900.000 (di cui 6.500.000 giordani, 1.400.000 siriani, 500.000 iracheni e 1.500.000 palestinesi privi di passaporto giordano)
Superficie: 88.778 Km2
Fuso orario: + 1 ora rispetto all’Italia
Lingue: Arabo
Religione: musulmana con minoranze cristiane.
Moneta: Dinaro giordano (JOD)
Prefisso dall’Italia: 00962
Prefisso per l’Italia: 0039
Rete telefonia mobile: Sono presenti tre operatori telefonici principali: Zain, Orange Telecom e Umniah. Schede prepagate sono facilmente reperibili in tutto il Paese e se ne consiglia l’acquisto per garantirsi una regolare rintracciabilità.

 

Approfondimenti sul Paese:

La Giordania si trova nel Vicino Oriente, situata nella regione storica della Mezzaluna Fertile, nonostante le dimensioni piuttosto ridotte, offre paesaggi tra di loro molto differenti. E’ un paese ricco di storia e si affaccia su due fra i luoghi più apprezzati al mondo: il Mar Rosso e il Mar Morto.
L’ospitalità è una pietra miliare della vita araba, non c’è, quindi, da stupirsi se le famiglie giordane, specialmente quelle che abitano nelle zone vicine al deserto, vi invitino a casa loro per offrirvi il tipico the alla menta.
La Giordania è un paese dalle molteplici sfaccettature, ed è in grado di soddisfare grazie ai suoi paesaggi selvaggi, alle sue maestose rovine e allo splendido mare qualsiasi viaggiatore.

  • Il clima:

    Clima secco arido. La temperatura media annua ad Amman nel mese di gennaio è di 5 gradi, mentre a luglio è di 30 gradi. Nella Valle del Giordano, sul Mar Morto e nel Sud, le temperature sono mediamente più alte di 10 gradi.

  • Le località:

    AMMAN
    Passeggiando nei quartieri residenziali e commerciali della capitale giordana, si potrebbe pensare di essere in una qualunque grande città europea o americana.L’Amman moderna, quella che si espande a vista d’occhio sotto la spinta di un paese in continuo sviluppo, è infatti interamente concepita su modelli occidentali. Naturalmente, c’è anche l’altra Amman, quella che meglio rispecchia l’anima tradizionale del paese, con il suo brulichio di persone, il suo souk, le sue mille botteghe. Apparentemente – e architettonicamente – il contrasto è netto, eppure si ha la sensazione che ad Amman tradizione e modernità convivano molto meglio che in altre metropoli asiatiche o africane. Costruita inizialmente su sette colli come Roma – ora con il suo milione di abitanti si sviluppa su diciannove – Amman risale probabilmente al 1200 a.C. La città, chiamata Rabbath in tempi biblici e Philadelphia sotto i Tolomei, acquistò notevole importanza nel periodo romano, quando entrò a far parte della Lega delle Decapoli, un’alleanza politica e commerciale fra dieci città romane di quell’area.A questa fase della sua storia risalgono la maggior parte degli edifici di interesse archeologico tutti situati nella Cittadella, l’area più antica e teatro di continui lavori di scavo e di restauro. Fra le rovine più importanti, il Tempio di Ercole costruito nel 166 d.C. sotto Marco Aurelio e l’imponente Palazzo Omayyade (720 d.C.), testimonianza dell’omonima dinastia. Merita sicuramente una visita l’antico centro della città con il Teatro Romano che poteva ospitare fino a 6000 spettatori, il souk e la grande Piazza degli Hashemiti, classico luogo di ritrovo soprattutto nelle serate di bella stagione.

    JERASH
    Il suo momento d’oro iniziò con la conquista romana (63 a.C.), ma l’antica Gerasa era sicuramente già abitata da qualche millennio, come testimonia il ritrovamento di resti risalenti all’età del bronzo.Favorita dalla fertilità del terreno e dalla posizione privilegiata sulle rotte commerciali dei Nabatei, la città divenne in breve una delle più ricche di tutto l’Impero, una vera metropoli dell’antichità con splendidi monumenti e visitata con tutti gli onori dallo stesso imperatore Adriano. Caduta in declino con la conquista islamica e colpita da una serie di disastrosi terremoti nell’VIII secolo, Jerash, come la chiamarono i dominatori arabi, si ridusse a un oscuro villaggio per poi sparire praticamente nel nulla. Fu solo all’inizio del XIX secolo che un viaggiatore tedesco ne individuò le rovine, riportate però alla luce solo nel 1925. I resti visibili sono solo una parte dell’antica città, ma custodiscono comunque vestigia di grande interesse e molto ben conservate. Fra queste, il monumentale Arco di Adriano costruito nel 129 d.C. per festeggiare l’arrivo dell’imperatore e che oggi accoglie i visitatori all’entrata della città, la spettacolare Piazza Ovale, di forma ellittica e interamente circondata da uno zoccolo su cui poggiano colonne in stile ionico del I secolo d.C., il Cardo Massimo, arteria principale della città e centro della sua intensa vita culturale e commerciale. Di grande fascino il Tempio di Artemide, uno dei più belli e imponenti di tutto il sito.

    AJLUN
    John Burkhardt, l’archeologo svizzero che individuò nel 1812 le rovine di Petra, giunse nel castello arabo di al-Rabadh ad Ajlun e lo trovò abitato da una famiglia. E’ la prova che questo castello, spesso erroneamente scambiato per una fortezza crociata, non ha mai cessato di avere una sua funzione nel corso della storia. Fatto costruire da Saladino nel 1183 nel villaggio di Ajlun, che significa ‘piccolo luogo rotondo’, a pochi chilometri a nord di Amman, il castello ha subito, come di regola da queste parti, svariate vicissitudini storiche e architettoniche, con ampliamenti, distruzioni (la più clamorosa ad opera dei Mongoli nella seconda metà del XIII secolo) e ricostruzioni. Pesantemente danneggiato da due terremoti, nel 1837 e nel 1927, è stato restaurato e parzialmente ricostruito in anni più recenti.

    MONTE NEBO
    Destinato a non entrare nella terra promessa verso cui aveva guidato il suo popolo per 40 anni, Mosè dovette accontentarsi di ammirarla da lontano per poi morire serenamente. Il luogo da cui avvenne la visione si chiamava Pisgah e la sua localizzazione si dice fosse sul Monte Nebo, il punto più alto della catena dei Monti Moabiti.Il Monte Nebo,nome derivato probabilmente da un’antica divinità babilonese, viene ampiamente descritto nei testi biblici proprio come il luogo della morte e della sepoltura di Mosè ed è stato fin dall’antichità centro di culto e meta di pellegrinaggi. Il monumento di principale interesse, oltre alle rovine di due chiese bizantine nei pressi delle cosiddette Fonti di Mosè, è la chiesa che sorge sui resti di edifici costruiti fra il IV e il VII secolo d.C. Più volte ampliata e rimaneggiata nei secoli con aggiunte e sovrapposizioni, la chiesa è attualmente posta sotto la tutela della Custodia Francescana di Terra Santa cui venne affidata nel 1932 dal re Abdullah.Scavi e ricerche stanno riportando in luce molte delle strutture più antiche dell’edificio, in particolare i bellissimi mosaici che sono poi oggetto di un accurato lavoro di restauro.

    MAR MORTO
    Percorrendo la bellissima strada costiera che affianca la riva orientale, quella giordana, del Mar Morto, non si può non restare colpiti dal succedersi quasi ininterrotto delle grandi scogliere biancheggianti di sale. Equamente diviso fra Giordania e Israele, il Mar Morto deve notoriamente il suo nome all’apparente mancanza di ogni forma di vita e alla fortissima depressione in cui è immerso (400 metri sotto il livello del mare, il punto più ‘basso’ di tutta la terra). In realtà non è proprio così, visto che numerosi microrganismi vi hanno trovato proprio il loro habitat ideale, ma certamente la vita visibile è del tutto assente. Al contrario, attorno alle sue rive la vita dell’uomo è sempre stata piuttosto vivace. Oltre a essere stato celebrato e frequentato fin dall’antichità per le proprietà salutari delle sue acque, il Mar Morto ha sempre visto attorno a sé un gran movimento di uomini, soprattutto pellegrini di tutte le religioni diretti nei vari luoghi sacri di cui la zona è particolarmente ricca. Ridotto nella sua estensione a causa del prelevamento di acque del Giordano che ne fanno sia Giordani che Israeliani, il Mar Morto e la zona circostante presentano luoghi e panorami di grande fascino. Nei pressi della riva giordana, sormontata da montagne calcaree di color aragosta, si trovano alcune suggestive località: l’oasi di ‘Ain al-Zara alimentata da oltre quaranta sorgenti calde, la cosiddetta grotta di Lot, dove il personaggio biblico avrebbe trovato rifugio dopo la distruzione di Sodoma e Gomorra e la necropoli di Bab ad-Dhra, la più importante finora conosciuta di tutto il Medio Oriente. Comunque, provate a nuotare in questo mare, sarà un’interessantissima esperienza: a causa dell’elevata salinità che è circa quattro volte quella di un altro qualsiasi mare, sicuramente non andrete ‘a fondo’.

    MADABA
    Chiamata la ‘città dei mosaici’ per la grande quantità di reperti che custodisce e che ha progressivamente rivelato ad archeologi e restauratori, Madaba, a 30 km da Amman sulla famosa “Via dei Re”, ha goduto di un lungo periodo di prosperità a partire dal XIII sec a.C., età cui risalgono le prime menzioni della città.Colpita da un devastante terremoto nell’VIII secolo d.C., Madaba scomparve progressivamente dalle mappe per essere riscoperta e riportata alla luce solo alla fine del XIX secolo. Il mosaico più celebre è sicuramente la ‘Mappa di Palestina’ nella chiesa ortodossa di San Giorgio, costruita nel 1896 sulle fondamenta di un’antica chiesa bizantina risalente probabilmente al V secolo.Databile attorno al VI secolo d.C., la ‘Mappa di Palestina’, con la sua rappresentazione delle 150 località abitate dalle 12 tribù d’Israele, è un suggestivo esempio di geografia biblica e ha anche permesso agli studiosi di individuare siti e località fino ad allora ignorate. Fra i tanti luoghi di interesse storico e archeologico della città, il Palazzo Burnt, un’antica residenza bizantina, la Chiesa dei Martiri, la Chiesa della Vergine Maria e la Chiesa degli Apostoli, naturalmente tutte ricche di mosaici.

    PELLA E UMM-QAIS
    I primi a darle un nome accertato furono i Cananei che la chiamarono Pihilu – diventato poi Pella nel periodo romano e bizantino – ma è ormai certo che la località era abitata da tempi molto più antichi, al punto che alcuni ritrovamenti farebbero retrodatare l’insediamento primitivo addirittura a 17.000 anni fa. Oggi Fahl, questo il nome attuale della città a un centinaio di chilometri a Nord-Ovest di Amman, è il principale sito archeologico della Valle del Giordano e uno dei più importanti di tutta la Giordania, anche se i numerosi scavi in corso permettono di visitarne solo una parte limitata. Se la maggior parte delle strutture visibili risale al periodo romano, bizantino e islamico, sono stati comunque effettuati ritrovamenti che portano molto più lontano, fino al periodo paleolitico.Fra i monumenti più significativi della zona archeologica, la chiesa occidentale risalente al VI secolo e la chiesa orientale del V secolo, i bagni di età romana e quella che doveva essere probabilmente la cattedrale della città, del IV secolo. Appartenente come Jerash e Pella alla Lega delle Decapoli e situata in una splendida posizione che domina la Valle del Giordano e il Lago di Tiberiade, l’antica Gadara, oggi Umm Qais, fu probabilmente fondata in età ellenistica. Sede di una celebre scuola di filosofia, poesia e musica, la città era nota per la sua vivace vita culturale e artistica e per l’intensa attività commerciale che le assicurava prosperità e benessere. I due grandi teatri e le terme testimoniano la sensibilità artistica e la raffinatezza dei suoi antichi abitanti.

    KERAK
    Il coraggio, e in verità anche la ferocia, di Rinaldo De Chatillon e dei suoi soldati non riuscirono a piegare la determinazione di Saladino, che nel 1187, dopo un assedio durato otto mesi, riuscì ad espugnare una fortezza apparentemente imprendibile come quella di Kerak.Anche se il nome di Kerak è in gran parte legato a questa fortezza, la città ha una storia molto più antica che parte dall’età del Ferro, quando era capitale del regno moabita. Oggi è una cittadina dedita soprattutto ai commerci ed è possibile trovare nelle sue vie negozi e botteghe di merci di ogni genere, soprattutto frutta e verdura. Di grande fascino la visita della fortezza, con le sue mura possenti che ancor oggi incutono un senso di timore al visitatore e ben giustificano la sua fama di imprendibilità, con le sue lunghe gallerie dai soffitti di pietra e le sue grandi stanze e sale a volta.

    WADI RUM
    Nonostante il paesaggio faccia pensare a un posto assolutamente ignorato dagli uomini, questo deserto roccioso di arenaria, granito e basalto, questa spettrale distesa di rocce e di sabbia dai colori mutevoli, è stato, proprio per la sua posizione strategica fra Arabia ed Egitto,percorso da popolazioni che vivevano di intensi traffici commerciali e che hanno lasciato un po’ ovunque i loro segni. Dalle migliaia di iscrizioni sulle pareti rocciose risalenti a tremila anni fa e che indicano pozzi d’acqua e percorsi,alle dighe, le cisterne e i luoghi di culto lasciati dai Nabatei nel III e IV secolo d.C., infinite sono le tracce di attività e di vita in un luogo che apparentemente ne è la negazione. Teatro delle mitiche imprese di Lawrence d’Arabia, il deserto del Wadi Rum lascia un segno indelebile nel visitatore.

    AQABA
    Soleggiata, orlata di palme, lambita dalle acque del golfo omonimo, rinfrescata da una persistente brezza proveniente da Nord e circondata da montagne che cambiano colore con il trascorrere delle ore, Aqaba vi accoglie con i suoi inverni miti e le attrezzature per tutti gli sport acquatici, dalla pesca allo sci d’acqua al wind-surf. Aqaba è il luogo per i subacquei, ma anche con una semplice maschera ed un boccaglio potrete ammirare le innumerevoli specie di coralli e di pesci. Gli appassionati di storia troveranno in questi luoghi testimonianze degli insediamenti umani di almeno 5500 anni, derivanti dalla strategica posizione di Aqaba, crocevia fra le rotte terrestri e marine dell’Asia, Africa ed Europa. Oggi Aqaba è conosciuta come uno dei più importanti porti commerciali dell’area con intenso traffico marittimo, testimoniato dalla costante presenza di navi in rada nella baia antistante, non avendo tutelato in modo adeguato l’ambiente ai fini turistici.

    PETRA
    Petra è un luogo splendido, misterioso e sempre entusiasmante. Dichiarata dall’UNESCO “patrimonio universale dell’umanità”, Petra è meta incessante di visitatori, esperti come semplici curiosi, richiamati dall’eccezionalità dei ritrovamenti. Costruita probabilmente intorno al III secolo a.C., fu capitale dei Nabatei,una popolazione di ricchissimi commercianti arabi vissuta fra il I secolo a.C. e il IV d.C..Dopo avere raggiunto il suo massimo splendore nel I secolo d.C.,Petra cadde progressivamente in declino nel periodo islamico anche se mantenne per un certo periodo il suo ruolo di centro carovaniero. Individuate nel 1812 da Burkhardt, le rovine della città furono portate alla luce solo a partire dal 1924,ma scoperte e ritrovamenti continuano tuttora. Protetta per secoli da una catena montuosa difficilmente penetrabile,accessibile soltanto attraverso una fessura fra le montagne nota come il siq,Petra offre al visitatore una quantità straordinaria di tesori archeologici. Scavata nella roccia con tecniche di costruzione che stupiscono per la loro perfezione tecnica e che permisero ai Nabatei di risolvere anche l’importante problema dell’approvvigionamento dell’acqua (di cui la zona è molto povera), Petra affascina anche il visitatore più frettoloso con le sue imperdibili vestigia. Fra queste, il Tesoro, in arabo al-Kazne, così chiamato dai beduini che credevano che l’urna posta sull’imponente facciata, larga 30 metri e alta 43, contenesse i tesori di un faraone, il Sacrificio o al-Mazbah,un santuario all’aperto su un’altura di 1035 metri di cui resta l’ara sacrificale e che offre una visione spettacolare sul resto della città e il Monastero o ad-Deir,il monumento più grande di Petra, una struttura che colpisce per la sua maestosità, con una facciata monumentale e un portone di 8 metri.

  • La Giordania in libreria e sul grande schermo:

    “Non esiste esperienza di lettura migliore dell’andare nei luoghi in cui un libro è stato scritto.”
    (Kenzaburō Ōe)

    La domatrice di Agatha Christie
    Giordania. Paese di deserti, castelli e profeti di Nino Gorio
    L’amore ucciso di Norma Khouri

    ***

    “Il cinema è bello se riesce a leggere la realtà”
    (Ettore Scola)

    Lawrence d’Arabia (1962)
    Theeb (2014)