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I viaggi proposti
da Atacama Travel

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L’Asia è la parte più estesa del mondo – poco meno di un terzo delle terre emerse – nonché la più popolata, ospitando oltre la metà dell’intera popolazione della Terra. Nei primi anni del nuovo millennio, il continente, soprattutto nella sua parte meridionale e orientale, sta conoscendo una straordinaria quanto repentina crescita economica che ha portato alcuni Paesi (Cina, India, Corea del Sud) a inserirsi nel novero delle nazioni più dinamiche del mondo in termini economici. L’Asia è quasi interamente situata nell’emisfero boreale, con le sue appendici periferiche appare quasi congiunta alle masse dell’Africa, dell’America Settentrionale e dell’Oceania. Considerata nella sua unità strutturale, essa ingloba a occidente anche l’Europa, con la quale costituisce la cosiddetta Eurasia, termine consolidato e aderente alla reale situazione delle terre emerse. I limiti tra Asia ed Europa sono in effetti convenzionali, ricercati alquanto artificiosamente dai geografi, che li hanno individuati in funzione un po’ strutturale e un po’ morfologica negli Urali, nelle sponde meridionali del Mar Caspio, nel Caucaso, nella costa del Mar Nero e nei Dardanelli. Altrove i limiti dell’Asia sono designati naturalmente tranne che in corrispondenza della sua saldatura con l’Africa (dove limite il convenzionale è il canale di Suez) e nella parte sudorientale dove gli arcipelaghi indonesiani formano una sorta di ponte verso le terre dell’Oceania (Australasia). Qui sono i mari di Timor e delle Molucche che costituiscono gli elementi divisori più convincenti. Anche a E lo stretto di Bering rappresenta un angusto solco divisorio nei confronti dell’America Settentrionale, la quale con l’Asia fa corona al Mar Glaciale Artico.

Una delle sette parti del mondo, morfologicamente la più unitaria e compatta. Si presenta infatti come un solo grande corpo dalla costituzione integra massiccia, dalle superfici uniformi, prive di catene montuose importanti, con contorni semplici, poco articolati. Da ciò essa deriva parecchie delle sue peculiarità geografiche. Tuttavia a quest’unità fisica non si può dire che corrisponda un’unità di paesaggi e tanto meno di uomini e culture. Il fatto stesso che si affacci sul Mediterraneo e che si estenda verso S oltre l’Equatore e lo stesso Tropico del Capricorno (fino alla latitudine di 34º 50´ S) determina un profondo motivo di differenziazione che si riflette tanto sulla natura quanto sull’uomo. La prima importante distinzione è, in tal senso, quella che riconosce un’Africa mediterranea, naturalmente partecipe di una regione che fu teatro di episodi decisivi per la storia umana e che proprio lungo il Nilo espresse una delle più alte e singolari civiltà antiche. In forza di ciò l’Africa settentrionale è considerata parte delle terre che formano il cosiddetto Mondo Antico, al quale si connette anche dal punto di vista fisico, come si rileva dalla stessa esiguità degli elementi divisori o di contatto: lo stretto di Gibilterra e l’istmo di Suez (tagliato dal canale nel 1869) rispettivamente nei confronti dell’Europa e dell’Asia.

America, dal nome di Amerigo Vespucci. Parte del mondo formata da due masse continentali (America Settentrionale e America Meridionale) unite fra loro mediante una lunga e stretta regione istmica che, con i festoni insulari delle Antille, costituisce l’America Centrale. Nella lingua comune, oltre che l’intero continente, il termine designa, per antonomasia, gli Stati Uniti d’America. L’America rappresenta meno di un terzo delle terre emerse e corrisponde a ca. la metà del Continente Antico, estendendosi per 42.082.483 km²; ospita ca. di 820 milioni di ab., cioè un settimo della popolazione mondiale, ma negli ultimi trecento anni la sua popolazione è aumentata di oltre 50 volte, mentre l’umanità si è moltiplicata, “soltanto”, 10 volte. Ciò che contraddistingue l’America a uno sguardo generale è la grande varietà dei suoi ambienti, la dimensione poderosa della sua geografia. A ciò contribuisce la particolare configurazione in quanto, diversamente dagli altri continenti, l’America si sviluppa quasi su un intero arco terrestre, si estende cioè dall’una all’altra parte delle due regioni polari. La denominazione “America” si applica globalmente all’intero continente e ciò perché in origine e per lungo tempo essa fu considerata una terra a sé, unitaria, esclusivamente un “nuovo mondo”. In effetti America Settentrionale e America Meridionale ripetono certi motivi strutturali, rintracciabili nel contorno espanso a N che si assottiglia verso S, nella presenza di bassopiani al centro, di massicci antichi sul lato orientale, di sistemi montuosi giovani nella sezione volta al Pacifico, tutti motivi cioè che rivelano una vicenda geologica comune, anche se molto dissimili sono gli ambienti naturali delle due parti.

L’Europa è la più piccola parte del mondo (Australia esclusa) in cui tradizionalmente è divisa la Terra; estesa infatti per ca. 10,5 milioni di km², essa forma la grande appendice occidentale atlantica dell’Eurasia. Il Mar Mediterraneo la separa dall’Africa sul lato meridionale, mentre su quello settentrionale è bagnata dal Mar Glaciale Artico e su quello occidentale dall’oceano Atlantico. I suoi limiti orientali sono invece convenzionali e, in funzione morfologica e strutturale, sono indicati nella linea che segue i monti Urali, il lembo settentrionale del Mar Caspio, il Kuma, il fiume Ural, la depressione del Manyč-basso Kuma, la costa del Mar Nero fino agli stretti – Bosforo e Dardanelli – che conducono all’Egeo. Tuttavia questo limite non è pienamente accettabile se si tiene conto dei fattori umani e soprattutto dell’organizzazione politica dello spazio. A est dell’istmo ponto-baltico si entra infatti nella Russia, la quale, se culturalmente ha attinto molti suoi valori dal mondo europeo (senza dimenticare le sue matrici indipendenti, come attesta il grande dibattito ottocentesco che ha visto schierati, su posizioni opposte, gli slavofili e gli occidentalisti), si estende sino agli spazi asiatici sui quali ha esteso il suo potere e con i quali, nonostante la disgregazione dell’Unione Sovietica, è legata in un unico sistema economico.

Una delle parti del mondo in cui è tradizionalmente divisa la Terra e che, a differenza di tutte le altre, non forma un insieme unitario di aree emerse ed è priva di quei confini che, se pur talvolta convenzionali, assegnano limiti effettivi, concreti, ai continenti. A fianco dell’Australia, che può configurarsi – essa sì – come un autonomo continente (il Continente Nuovissimo, perché ultimo esplorato dagli europei), l’Oceania comprende le isole e gli arcipelaghi dell’oceano Pacifico, terre disseminate su spazi vastissimi e la cui superficie territoriale è invece estremamente esigua.
Antartide. Continente (14.107.637 km² con le isole e l’ice shelf, di cui 13.720.000 km² coperti da ghiacci) che occupa l’area circostante il Polo Sud ed è compreso quasi interamente entro il circolo polare antartico. L’Antartide, che è il quinto continente in ordine di grandezza, supera nettamente gli altri continenti per altitudine media (2600 m).