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Cina e Mongolia

CINA
Immensa, lontanissima, con una storia di 4.000 anni e oltre un miliardo di abitanti, la Cina non consente paragoni. Incanta e incuriosisce con i suoi oltre 6.000 km fra pianure e vallate, villaggi e città, coltivazioni di riso, cotone, tè e bambù. Una massima di Confucio afferma che ci vorrebbero 100 vite per conoscere la Cina e infatti questo immenso Paese ospita una notevole varietà di paesaggi e climi: dalle distese gelate per la maggior parte dell’anno della Manciuria, al torrido deserto del Xinjiang, dove le rocce “scoppiano” per la forte escursione termica tra il giorno e la notte; dai 4.000 metri dell’altopiano tibetano, chiamato “il tetto del mondo”, alle spiagge dell’isola tropicale di Hainan dove tutto l’anno regna estate. Una nazione ricca di storia che va scoperta giorno dopo giorno e che racchiude il fascino irresistibile di grandi opere umane: dalla Grande Muraglia alla suggestione dell’enorme piazza Tien An Men e a quello misterioso della Città Proibita di Pechino. Tra culture, colori e fragranze quello attraverso la Cina è un viaggio senza fine.

MONGOLIA
Stato dell’Asia esteso tra le imponenti catene montuose settentrionali e le aride distese meridionali occupate dal deserto del Gobi, la Mongolia (propriamente la Mongolia Esterna) rappresenta una porzione di territorio di quella più vasta area centrasiatica in cui una sapiente organizzazione nomade fondò nel corso dei secoli immensi imperi. Da qui partirono infatti le tribù degli Unni guidate da Attila, qui soggiornarono popoli turchi prima che il territorio venisse sottoposto alle dominazioni delle dinastie dei T’ang e in seguito dei Tatari, che precedettero l’arrivo del mitico condottiero Gengis Khān, guida politica e militare dei mongoli e capo dell’esercito forse più numeroso e potente mai conosciuto nell’antichità. Per secoli sottoposta alla dominazione cinese, la Mongolia mantenne un’organizzazione sociale ed economica di tipo feudale fino agli anni Venti del XX secolo, quando si sottrasse al predominio della Cina grazie all’appoggio dell’URSS, di cui finì per diventare avamposto militare fino al suo dissolvimento. I massicci aiuti provenienti dalla Russia, permisero, tuttavia, alla Mongolia di affrontare i costi delle trasformazioni strutturali che investirono il Paese, favorendo il passaggio da un’economia di sussistenza di tipo nomadico a un’economia di stampo socialista. Al processo di sedentarizzazione e di pianificazione che investì il Paese, si unirono altri cambiamenti socio-culturali che, se da un lato accelerarono la modernizzazione della società, pur verso una collettivizzazione ispirata a principi marxisti, dall’altro incisero in modo profondo su quel tessuto di pratiche tradizionali che avevano contraddistinto la cultura e la natura del popolo mongolo. Primo tra tutti l’abolizione del lamaismo, la corrente buddhista praticata nel Paese, che per secoli aveva costituito l’elemento identitario a livello religioso, politico e culturale.

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Silvia Gatta
Si occupa di aree specifiche quali l'Estremo Oriente, l'India, la Cina e il Tibet, l'Asia Centrale, la Russia, oltre alla Baja California e Cuba nelle Americhe.

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