Viaggi e Turismo

 
TIBET

Le informazioni sul Tibet

IL TIBET


Rinchiuso nella sua fortezza sull'Himalaya, il Tibet ha sempre esercitato uno straordinario fascino sull'immaginazione dell'Occidente: 'Shangri-La', 'la Terra delle Nevi', 'il Tetto del Mondo'... il Tibet è misterioso come pochi altri luoghi lo sono. L'importanza strategica del Tibet, che si trova sull'Himalaya fra la Cina e il subcontinente indiano, l'ha reso una meta irresistibile per la Cina, che l'ha invaso nel 1950. Ma per i tibetani la vita non è mai stata facile. Le condizioni ambientali del Tibet sono piuttosto aspre e gli insediamenti umani sono sempre stati precari. Ciò nonostante, la deliberata repressione culturale imposta dagli occupanti cinesi a partire dal 1950 è la 'calamità' peggiore che gli abitanti della 'Terra delle Nevi' abbiano mai dovuto sopportare. Dopo l'annessione del regno buddhista da parte della Cina, il Tibet fu virtualmente chiuso ai turisti e solo nel 1984 fu riaperto al turismo internazionale. Nel 1987, in seguito a una sollevazione di tibetani avvenuta a Lhasa, il paese fu chiuso a tutti tranne che ai gruppi turistici organizzati; fu riaperto nel 1992 e ancora oggi sono necessari permessi particolari per entrarvi.
 

IL VIAGGIO IN TIBET


Il viaggio in Tibet prevede trasferimenti impegnativi in alta quota e pernottamenti in alberghi modesti ma pur sempre decorosi in stile tibetano. Non sono richieste vaccinazioni particolari né tanto meno una preparazione atletica per affrontare il viaggio. Il viaggio in Tibet è accessibile a tutti purché si goda di normali condizioni di salute. Il problema dell'alta quota si risolve nell'arco di qualche giorno, grazie anche a un acclimatamento graduale: si passa da Kathmandu 1350 metri, a Tzetang 2900 metri, a Lhasa 3500 metri, a Shigatze 3950 metri, a Shegar 4100 metri. Lungo il percorso si superano alcuni passi oltre i 5000 metri per poi ridiscendere a 3000 – 3500 metri per i pernottamenti. La difficoltà del percorso è totalmente ripagata dalla straordinaria bellezza del paesaggio himalayano, dalle vette di oltre 7000 e 8000 metri, dall'azzurro dei laghi d'alta quota, e dalla visita dei villaggi e dei monasteri buddisti, che ci permettono un salto all'indietro nel tempo, a contatto con una realtà spirituale di grande fascino. Da evitare il trasferimento da Kathmandu a Lhasa via terra in quanto si passa da 1500 metri a 4800 metri in una sola giornata. Favorevole invece il volo Kathmandu - Lhasa che aiuta nell'adattamento all'alta quota.

 

RELIGIONE E COSTUMI


Religione e costumi
I tibetani apprezzeranno i turisti che rispettano alcuni dei loro costumi, come, per esempio, il camminare in senso orario intorno ai templi Buddisti, ai monasteri e ai siti religiosi.
Fumare e vestirsi non appropriatamente nei luoghi sacri (indossando pantaloncini o dimenticando di togliere i cappelli), è considerata una mancanza di rispetto.
Le donazioni ai luoghi di culto (come molti tibetani fanno) vanno lasciate sull'altare o date direttamente ad un religioso. Questo assicura che la donazione rimanga nel tempio.
Spesso, a Lhasa o in prossimità di centri religiosi, i turisti incontrano mendicanti. Solitamente sono pellegrini provenienti dal Tibet rurale. Dare loro una piccola donazione significa aiutarli a raggiungere la loro destinazione e assicurerà un merito al donatore. Se fai delle offerte, il loro ammontare non sia eccessivo: potresti dare l'impressione di avere qualche fine recondito. I tibetani chiederanno spesso ai turisti fotografie del Dalai Lama. Dal 1996, possedere queste fotografie è diventato un reato ed è importante ricordare che il distribuirle potrebbe attirare l'attenzione delle forze di sicurezza non solo sulla tua persona, ma soprattutto su chi le riceve.

Gradisci ulteriori informazioni sul Tibet? Visita la microguida Lonely Planet
 

IL CLIMA


Il clima è assai rigido e ventoso e possono manifestarsi temperature notturne anche inferiori ai -30 °C.

I monsoni provenienti dall'India e dal Nepal, notevolmente ridotti dalla catena himalayana portano alcune leggere precipitazioni in particolare nella parte sud-occidentale tra metà giugno e metà settembre. Il clima è molto secco per tutto il resto dell'anno. Le temperature più basse sono tra i mesi di dicembre e febbraio. D'inverno le precipitazioni nevose sono scarse nella valle e abbondanti nella catena himalayana. I passi del sud rimangono spesso chiusi per la neve durante l'inverno.

A Lhasa (a 3.595 m. sul livello del mare) le temperature massime vanno da qualche grado sopra lo zero d'inverno ai 25 °C d'estate, mentre le minime vanno dai -15 °C ai +10 °C.

Quando andare
In qualsiasi periodo dell'anno, in particolare nel Tibet occidentale, è bene essere preparati a improvvisi cali della temperatura durante la notte. In generale, però, il clima non è così rigido come si è soliti immaginare. Il periodo migliore per visitare il Tibet è quello compreso tra maggio e l'inizio di novembre; dopo, la temperatura comincia a diminuire drasticamente. Tuttavia, a maggio e a giugno c'è da tenere in considerazione il fattore vento; anche le tempeste di polvere non sono rare in questi mesi. Non è certo piacevole essere sorpresi da queste tempeste durante un'escursione a piedi o mentre si fa trekking, ma in genere sono annunciate da una bufera e si vede quando stanno arrivando. Lhasa e Shigatse in genere godono di un clima mite da maggio a novembre, ma i mesi di giugno e luglio possono essere piovosi: di solito, in questi due mesi si concentra circa la metà della piovosità annua del Tibet.

Da mettere in valigia
Abbigliamento pesante da montagna, eventuale sacco a pelo, scarponcini, cappello, occhiali da sole e crema solare ad altissima protezione, lamette e crema da barba, deodorante, crema per le labbra, una sveglia, fotocopie del passaporto, foto tessera e altri documenti di identità, anche scaduti, da lasciare in garanzia qualora venissero richiesti, un adattatore e una pila elettrica, farmacia da viaggio.

 

NOTE VARIE


Mal di montagna (altitudine)
Da qualunque parte entriate in Tibet, i primi giorni sarete probabilmente soggetti agli effetti dell'altitudine e vi suggeriamo di concedervi il tempo necessario ad acclimatarvi. I sintomi del mal di montagna sono emicrania, nausea e mancanza di appetito. Se persistono o peggiorano è importante agire velocemente, in quanto questi disturbi potrebbero essere fatali. Un'accentuata mancanza di respiro, un alone azzurrognolo intorno alla bocca, violente emicranie e nausee, confusione e ritenzione idrica sono sintomi di un grave malessere da altitudine. L'unico rimedio è scendere immediatamente a un'altitudine inferiore. Esistono alcuni piccoli centri di cure mediche fuori Lhasa e alcuni alberghi sono forniti di erogatori d'ossigeno. Prima di partire per il Tibet, è bene che vi informiate sul mal di montagna e come curarlo. Notizie utili sono in genere contenute in tutte le migliori guide turistiche.

Formalità d' ingresso nella Regione Autonoma Tibetana

Per entrare nella “Regione Autonoma Tibetana”, in aggiunta al normale visto d'ingresso in Cina è richiesto uno speciale permesso che, finora, non è concesso a chi intende compiere un viaggio individuale. La notizia, recentemente diffusa, che anche i singoli viaggiatori possono ottenere questo permesso non è corretta. E' probabile che una normativa in tal senso entri in vigore a breve, forse anche entro il 2004.
Per accedere alle altre aree abitate da popolazioni di etnia e cultura tibetana, cioè alle regioni che costituivano il Tibet storico ma che oggi si trovano al di fuori della Regione Autonoma, è sufficiente invece possedere il normale visto d'ingresso in Cina.
È importante ricordare che il territorio della Regione Autonoma è strettamente controllato e governato da severi regolamenti che possono cambiare senza preavviso. In occasioni particolari, come in ricorrenza di alcuni anniversari politici o nell'imminenza di visite di uomini politici importanti, i permessi d'ingresso o l'estensione dei visti possono non essere concessi. Alcune aree possono essere improvvisamente chiuse al turismo anche a causa di attività politiche locali. E' quindi importante che il viaggiatore, soprattutto se non in gruppo, si informi prima e durante il viaggio della situazione esistente nelle zone che intende visitare e dei regolamenti in esse applicati.

All'interno della T.A.R.
Il problema delle guide turistiche
Viaggiare con una guida locale è il modo migliore per vedere il paese anche se le guide turistiche tibetane sono guardate con sospetto dalle autorità e tenute sotto stretta sorveglianza. E'loro proibito parlare con gli stranieri di argomenti politici o inerenti al nazionalismo. Sono tenute ad esprimersi secondo i dettami della propaganda di stato, pena la perdita del posto di lavoro. In presenza della vostra guida o del vostro autista evitate quindi di parlare di politica o di argomenti potenzialmente pericolosi, anche se i vostri accompagnatori non sono direttamente coinvolti nel discorso: alla fine di ogni viaggio sono sottoposti a interrogatori e, per la loro sicurezza, è meglio che non conoscano il contenuto di certe discussioni.
Vi potrete comunque imbattere in guide tibetane desiderose di affrontare con voi questi argomenti e di rispondere in modo approfondito alle vostre domande. Siate sempre molto cauti perché queste conversazioni rappresentano un pericolo. Fate attenzione a dove vi trovate e alle persone che si trovano nelle vicinanze. La rete di sicurezza cinese è capillare, con telecamere, polizia in borghese e agenti che pattugliano i principali luoghi di attrazione turistica.
A partire dal 2003, le autorità governative, adducendo come pretesto la migliore conoscenza delle lingue straniere, hanno iniziato a sostituire le guide tibetane e, ove possibile, anche gli autisti, con personale cinese. L'arrivo a Lhasa di un primo gruppo di cento guide provenienti da ventitré differenti province, regioni e municipalità cinesi è stato annunciato il 16 aprile 2003 dall'agenzia Xinhuanet. Nel giro di un anno, più di centocinquanta guide tibetane hanno perduto il posto di lavoro in quanto sospettate di coinvolgimento in attività politiche. E' sufficiente che un tibetano si rechi in India, dove vive il Dalai Lama, per essere tacciato di separatismo e diventare oggetto di discriminazioni. Nel 2002, è stato chiesto alle guide tibetane di presentare un documento ufficiale attestante la loro totale estraneità alla partecipazione a viaggi in India.
Quando programmate le vostre escursioni, insistete per avere una guida e un autista tibetani. La costante richiesta di personale tibetano contribuirà a far desistere i cinesi dai licenziamenti. Le vostre richieste siano cortesi ma decise e, se possibile, rivolte ai massimi livelli gerarchici.

Alcuni suggerimenti pratici

Evita di:
- Viaggiare con un gruppo numeroso e organizzato
- Alloggiare in hotel di proprietà cinese
- Usare guide e operatori turistici cinesi
- Comprare antichità
- Comprare prodotti fatti con animali selvatici, specialmente lo “shatoosh”, la lana dell'antilope tibetana
- Frequentare ristoranti e fare acquisti in negozi cinesi
- Lasciare offerte in punti prestabiliti all'interno degli istituti religiosi: vi sono buone probabilità che il denaro finisca nelle tasche delle autorità cinesi

Cerca di:
- Viaggiare individualmente o in piccoli gruppi
- Lasciare le donazioni sugli altari o consegnale direttamente ai monaci o alle monache
- Fare donazioni ai pellegrini provenienti dalle province tibetane
- Cercare di utilizzare guide tibetane ben informate o staff di operatori turistici tibetani
- Presta attenzione all'ambiente quando fai trekking e non inoltrarti in aree remote
- Considera attentamente le implicazioni negative che potrebbero derivare dal parlare o regalare oggetti ai tibetani, incluse fotografie del Dalai Lama. Non chiedere informazioni circa la situazione dei diritti umani
- Prima di partire informati sulla situazione esistente all'interno del paese.

Sicurezza personale
Nel complesso, la Regione Autonoma è un paese sicuro per i turisti; forse, il problema più serio è l'altitudine e i suoi effetti. In passato si sono verificati alcuni incidenti tra ufficiali di sicurezza e turisti occidentali, spesso dovuti alle eccessive tariffe dei posti di controllo. Quando tratti con ufficiali di sicurezza usa sempre la massima discrezione.
La legge statale del 1987 sulle manifestazioni pubbliche non riguarda gli stranieri. Nel maggio 1994, a tre turisti testimoni delle dimostrazioni avvenute a Lhasa furono confiscati i passaporti. Nel settembre 1995, un turista alloggiato all'Holiday Inn fu espulso dal Tibet per aver mandato dall'hotel un fax in cui veniva menzionata l'esplosione di una bomba. La polizia cinese intercettò il fax, arrestò il turista irrompendo nella sua camera d'albergo in piena notte, lo detenne per 48 ore e poi lo espulse. Una coppia americana fu arrestata ed espulsa per aver regalato a un monaco del monastero di Tashilhunpo una cassetta dove era registrato un discorso del Dalai Lama.
 

ALTRE INFORMAZIONI


Burocrazia e visti
Tenendo presente che il Tibet è una provincia della Cina, per entrare nel Paese è necessario il passaporto valido con qualche pagina bianca e il visto cinese. Per ottenere quest'ultimo è necessario presentare il passaporto, copia del biglietto aereo di a/r, una dichiarazione di prenotazione di servizi in Cina ( basta anche quella relativa a una sola notte) e un modulo debitamente compilato. Se si viaggia con un viaggio organizzato l'agenzia provvederà a richiedere un visto collettivo; se si viaggia individualmente bisogna rivolgersi all'Ambasciata cinese a Roma (Via Bruxelles 56, tel. 06-8413467, 06-8413458) o al Consolato cinese (Via Tazzoli 7, Milano, tel. 02-6552351) tenendo presente che le autorità cinesi scoraggiano i viaggiatori indipendenti e sono restii a fornire indicazioni telefoniche. A questo proposito si consiglia, nel richiedere il visto, di non dire che si vuole visitare il Tibet, ma più genericamente che si vuole andare in Cina. In genere il visto è ottenibile in circa 1 settimana.
Oltre al visto cinese, per entrare in Nepal è necessario anche un permesso speciale (ATP, Alien Travel Permit). In Cina, a Chengdu, il permesso è facilmente ottenibile rivolgendosi ad un'agenzia o a qualche guesthouse (ci sono state segnalate le agenzie dell'hotel Traffic o la Sam's Backpacker guesthouse); si spendono circa 1900 yuan per ottenere sia il permesso che il biglietto obbligatorio del volo aereo per Lhasa (la compagnia aerea cinese non emette biglietti ai singoli viaggiatori; rivolgendosi ad un'agenzia locale vengono formati gruppi fittizi che, una volta arrivati in Tibet, non hanno alcuna ragione di restare tali. Quindi, arrivati nel Paese, ognuno poi può proseguire il viaggio individualmente). In prossimità di feste o eventi religiosi importanti (5 marzo, 10 marzo, 6 luglio, 27 settembre, 1 ottobre, 10 dicembre) il rilascio del permesso potrebbe essere limitato o addirittura negato. In Nepal il suddetto permesso si può ottenere anche presso l'Ambasciata cinese di Katmandu (Embassy of The People's Republic of China, G.P.O. Box 6327, Baluwatar, Kathmandu) previa presentazione dell'itinerario che si intende percorrere e la prenotazione di un fuoristrada con autista/guida locale (costo 1 USD x km). Il costo: urgente 43 USD (se, per es., necessita farlo il sabato o il pomeriggio dopo l'orario di chiusura; comunque serve sempre l'appoggio di un'agenzia nepalese che lo faccia per un costo complessivo di circa 55 dollari); non urgente 37 USD. (Ricordatevi, se vi recate in Tibet partendo dal Nepal, che il visto nepalese è gratuito per le prime 72 ore di entrata nell'anno; se si esce dal Nepal per recarsi in Tibet e poi si rientra si pagherà alla nuova entrata la somma di 35 dollari).
Ulteriori permessi speciali (50 yuan) servono se si intende proseguire oltre Shigatse. Le valli di Chumbi, Yarlung e Chamdo sono interdette agli stranieri.

Vaccinazioni
Nessuna vaccinazione è richiesta al viaggiatore italiano che intende recarsi in Tibet; la vaccinazione contro la febbre gialla è richiesta solo a chi proviene da zone infette. Consigliate sono la vaccinazione antitifica, quella contro l'epatite A e B (per chi soggiorna a lungo).

Telefono
Per telefonare dall'Italia in Tibet è necessario fare lo 0086 seguito dal prefisso della città senza lo 0 e dal numero desiderato. Per telefonare in Italia dal Tibet è necessario comporre lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato.

Elettricità
L'elettricità è a 220 volt. Si usano spine di tipo australiano, americano, italiano e di Hong Kong; è utile avere a portata di mano un adattatore.

Torna al programma di viaggio
 

COPYRIGHT © 2012 Atacama Travel