NUKU HIVA

Polinesia Francese, Isole Marchesi

durata del soggiorno: libera
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Il Viaggio

Le Isole Marchesi sono uno degli arcipelaghi meno conosciuti dal punto di vista turistico della Polinesia Francese, ma per la gente dei Mari del Sud rappresenta il primo punto di arrivo delle Popolazioni Maori.

Situate vicine all’equatore, a circa 3 ore di volo da Tahiti, collegate da 4 o 5 voli settimanali, le isole Marchesi sono un arcipelago formato da 12 isole di origine vulcanica, di cui solo sei sono abitate, tra cui Nuku Hiva, l’isola principale, e Hiva Oa, famosa in quanto vi riposano Paul Gauguin ed il famoso cantante belga Jacques Brel.

In passato le Isole, che per i conquistadores erano luoghi selvaggi e pieni di insidie, erano popolate dai famosi Taipì (cannibali) e quindi per molti secoli furono volutamente evitate dai colonizzatori occidentali. Oggi l’arcipelago comincia ad essere meta del turismo internazionale, grazie anche all’apertura di due strutture di livello internazionale in grado di soddisfare la clientela più esigente.

Morfologicamente le isole si presentano assai diverse dalle più conosciute Bora Bora e Moorea (isole della Società), in quanto caratterizzate da vegetazione lussureggiante, da profondi crinali e scogliere a picco sul mare. Prive di barriere coralline e spiagge candide, sono una meta per chi ama scoprire luoghi selvaggi e remoti e per gli amanti della natura.

La quotazione del volo e dell’itinerario del viaggio sono preparati su misura e secondo le specifiche esigenze del cliente, data la specificità della destinazione e delle varie possibilità di visite e soggiorni nei vari arcipelaghi Polinesiani.

L'Isola di Nuku Hiva:

Nuku Hiva è la maggiore dell’arcipelago, attraversata da nord a sud da una catena montuosa con suggestive cascate che scendono lungo i pendii e, al centro dell’isola, un altopiano coperto di pascoli, coltivazioni e foreste. In questo habitat naturale cavalli e capre vivono e si riproducono in totale libertà. Le coste, non protette dalla barriera corallina, si frastagliano in una moltitudine di baie, piccole penisole, scogliere schiaffeggiate dai marosi. L’isola conserva numerose vestigia della sua cultura misteriosa, dal “tohua” la piazza delle danze rituali, ai maestosi “tiki”, numi tutelari scolpiti nella pietra, e ai “marae” i luoghi di culto e sacrificio.
Nel giugno del 1842, Nuku Hiva è la prima delle isole Marchesi ad essere sulla rotta casuale del baleniere a bordo del quale il più grande romanziere del mare, Herman Melville, si appresta a scoprire un paese del quale “nessuna descrizione saprebbe renderne la bellezza”. “Grandiose” e “sorprendenti”, sono le parole che s’impongono quando lo sguardo si fissa sugli strapiombi imponenti di Nuku Hiva e scivola poi lungo i loro fianchi che si tuffano nell’immensità dell’oceano. I segreti che racchiude l’isola sembrano impenetrabili, ben protetti da una vegetazione esuberante che ricopre la “Terra degli uomini” con questo velo di mistero, indescrivibile eppure ben presente. A Tapivai, luogo di molte leggende, cascate e fiumi segnano un percorso protetto da Tiki coperti di muschio che, immersi nella foresta, vegliano ancora con lo sguardo fissato sull’eternità. Dalla cascata di Hakui, la terza più alta al mondo, o dalla baia di Anaho, una delle più belle delle Marchesi, o ancora dal monte Muake, punto di partenza dei parapendisti, lo spettacolo delle creste di basalto e dei canyon profondi che scolpiscono l’isola, faranno sognare ogni visitatore. Situata nel centro di un cratere semi crollato nel mare, la capitale è vicina alle spiagge deserte di sabbia nera e dispone di un centro d’immersioni subacquee situato sul vecchio molo. In effetti, benché Nuku Hiva sia priva di laguna, l’isola propone un’attrazione rara e meravigliosa: grotte e caverne sottomarine.

  • Le caratteristiche dell'Isola:

    Un’isola misteriosa con diverse vestigia meta di escursioni spettacolari: il “tohua”, la piazza delle danze, dei canti e delle feste degli antichi marchesiani, le impressionanti piattaforme chiamate “paepae hiamoe”, fondamenta delle vecchie abitazioni, i maestosi “tiki” scolpiti nella pietra, i “Marae”, luoghi di culto chiamati “mea’e” e quasi 7000 geroglifici.

    Delle cascate fiabesche che scendono lungo i pendii fino a dei bacini naturali, come la cascata di Hakanui alta 350 metri.

    Diversi circuiti “scoperta” sono proposti da privati marchesiani per esplorare i segreti dell’isola, in battello, in fuoristrada, a piedi, a cavallo, in elicottero : sono garantiti panorami magnifici sulle baie e sulle vallate esuberanti.

    Dei siti di esplorazione sottomarina privilegiati: grotte, cavità e strapiombi sono delle attrazioni rare. L’assenza di barriera corallina fa abbondare la fauna pelagica: il grande delfino di Elettra, lo squalo martello e pinna bianca, la razza manta e leopardo, la razza pastinaca e marezzata.

    I marchesiani sono tra i migliori creatori del Pacifico: arte tradizionale del tatuaggio, della scultura, del “tapa” (tessuto vegetale dipinto), la gastronomia e l’utilizzo del legno di sandalo testimoniano il rinnovamento culturale marchesiano.

  • Escursioni e Turismo Naturalistico:

    Il villaggio di Taipivai, sulla costa sudorientale, un tempo patria di temibili guerrieri antropofagi, è nascosto in fondo alla baia del Controllore. Grazie ai racconti di Herman Melville, che qui ha vissuto per alcune settimane nel XIX secolo, questo villaggio è noto in tutto il mondo. L’ombra del personaggio sembra ancora vagare tra le vestigia del “paepae” in cui ha alloggiato. Nelle vicinanze, il “tohua” di Vaitaviri racchiude tiki e pietre tagliate ad uso domestico o sacrificale. Le attività tradizionali, dalla coltivazione della vaniglia alla raccolta della copra, fioriscono in questa vallata fertile e lussureggiante, completate dalla pesca di crostacei. A monte di questa valle, le “mea’e” di Paeke, “Marae” delle Marchesi, sono custodite da una serie di tiki monumentali, intagliati nella pietra rossa dell’isola. Nella parte orientale del villaggio, la strada panoramica che conduce all’incantevole villaggio di Ho’oumi e alla sua bella spiaggia, regala vedute splendide sulla baia del Controllore chiusa dal capo roccioso di Tikapo.

    Il villaggio di Hatiheu, sulla costa settentrionale dell’isola, accessibile dalla strada partendo da Taipivai, oltrepassa un colle da cui si può godere una vista spettacolare sulla baia di Hatiheu e su due magnifiche cascate a sinistra. In questa regione non è raro incrociare branchi di capre selvatiche. Una catena di piccole montagne irte di picchi basaltici dalle forme tormentate, costeggia la stretta pianura litorale nelle cui baie rientranti si sono costituiti i villaggi di Aakapa, Hatiheu e Anaho. Non lontano da Hatiheu, il sito archeologico di Hikokua comprende delle “paepae”, piattaforme di pietre, un vasto “tohua”, un tempo luogo di grandi manifestazioni, con dei tiki antropomorfi. Un po’ più distante, un “mea’e”, “Marae”, è stato disposto attorno ad un banyan monumentale che protegge una fossa a “ma”, antico pozzo per cibi, e nel letto di un fiume, si vedono ancora incisi dei petroglifi su enormi rocce nere. Una statua della Madonna su un promontorio roccioso veglia sulla tranquillità di Hatiheu, e il ricordo dello scrittore Stevenson vaga ancora per questi luoghi.

    Il villaggio di Anaho, nascosto in fondo alla baia, al riparo dalle mareggiate e dal vento ed addossato alle montagne dai rilievi irregolari, ha la caratteristica di possedere l’unica distesa corallina delle Marchesi ed una grande spiaggia di sabbia bianca. Il villaggio è raggiungibile più facilmente in barca, partendo da Hatiheu, che non a piedi.

    – Esposizioni artigianali: Frequenti esposizioni hanno luogo tutti i lunedì, mercoledì e venerdì al «Fare Mama», di fronte al piccolo molo di Taiohae.

  • Immersioni subacquee:

    Le coste rocciose di Nuku-Hiva, ricche di antri, grotte e pareti scoscese, costituiscono luoghi privilegiati di esplorazione subacquea. L’assenza della barriera corallina spiega l’abbondante fauna pelagica, in particolare con le grandi balene dalla testa a melone, gli squali martello, gli squali a pinna bianca e gli squali assassini, le razze manta, leopardo e pastinaca. Infatti, dalla punta Motumano, a sud-ovest dell’isola, è possibile avvicinarsi a branchi di squali martello e di razze manta. Ad est di Taiohae, la profonda grotta di Ekamako è abitata da grandi razze pastinaca e da enormi aragoste. All’estremità della baia del Controllore, il capo Tikapo dominato da scogli ripidi in cui si nascondono centinaia di fregate, rappresenta il luogo più ricco di fauna pelagica con centinaia di balene dalla testa a melone, parenti dell’orca pigmea.

HOTEL KEIKAHANUI PEARL LODGE

Cat. 3 stelle
Situato su un promontorio con vista panoramica sulla baia di Taiohà, a circa 7 minuti di elicottero o a 2 ore di fuoristrada dall’aeroporto di Nuku Hiva, l’albergo dispone di 20 bungalow tutti con terrazza che si affacciano sul villaggio e sull’omonima baia.

Ogni singolo bungalow, costruito con materiali locali, si integra perfettamente nella natura creando un atmosfera unica e moderna. Le camere sono dotate Nuku Hiva Keikahanui Pearl Lodge di tutti i comfort (aria condizionata, televisore, video, telefono, mini bar, cassetta di sicurezza, asciugacapelli).

Il lodge organizza numerose escursioni che consentono di apprezzare la bellezza dell’isola: trekking a piedi, in bicicletta e cavalcate.

Inoltre per rilassarsi dopo aver trascorso lunghe camminate, a disposizione piscina ed un ottimo ristorante dove vengono serviti piatti prelibati.

Prezzi su richiesta

Approfondimenti sul Paese:

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Formalità d'ingresso:

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Documentazione necessaria all’ingresso nel Paese

Passaporto: necessario, con validità di almeno 6 mesi dalla data di rientro. Poiché nella maggior parte dei casi l’ingresso in Polinesia francese avviene transitando dagli Stati Uniti, consultare anche la Scheda Stati Uniti).
Dopo gli avvenimenti dell’11 settembre 2001, vengono effettuati rigorosi controlli sui documenti d’identità all’aeroporto di Los Angeles (transito per la Polinesia francese, sottoposto ai controlli dell’Ufficio Immigrazione statunitense). Lo smarrimento del passaporto durante il soggiorno rende pertanto impossibile per il suo titolare il transito di ritorno negli Stati Uniti e, di conseguenza, impone la modifica del proprio itinerario di viaggio con connessi esborsi economici.  Per le eventuali modifiche relative alla validità residua richiesta del passaporto si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato del Paese se presenti in Italia o presso il proprio Agente di viaggio.

Per informazioni aggiornate, suggeriamo di consultare il sito VIAGGIARE SICURI

Viaggi all’estero dei minori: si prega di consultare l’Approfondimento “Documenti di viaggio – documenti per viaggi all’estero di minori”.

Motivi di lavoro: le Autorità sono particolarmente rigide nel far rispettare il divieto nei confronti dei non residenti di esercitare un’attività lavorativa dipendente. Il contravvenente viene espulso immediatamente e dichiarato “persona non gradita”. Apposite norme disciplinano le autorizzazioni per avviare attività di lavoro autonomo sostenuto da investimenti.

Visto d’ingresso: non necessario per un soggiorno di tre mesi. Nel caso in cui la permanenza dovesse prolungarsi oltre tale termine, gli interessati dovranno indirizzare all’Alto Commissario, un mese prima della scadenza del trimestre, apposita domanda per ottenere il “permesso di soggiorno”.
N.B. –  Il territorio della Polinesia NON appartiene all’ area Schengen. 

Formalità valutarie:  il sito delle dogane francesi http://www.douane.gouv.fr/articles/c912-collectivites-et-territoires-d-outre-mer contiene informazioni utili al riguardo.