RURUTU

Polinesia Francese, Isole Australi

durata del soggiorno: libera
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Il Viaggio

Protetta dal furore dell’oceano da una piccola barriera corallina, Rurutu, in polinesiano “lo scoglio che emerge”, è l’isola più settentrionale delle Australi. Fra il basalto, all’origine di questa roccia vulcanica, e il mare, una cintura di calcare circonda l’isola con versanti scoscesi, che bordano l’antica laguna trasformatasi nei secoli in altopiano.

Le Australi sono, tra le isole Polinesiane, quelle situate più a sud , sotto il Tropico del Capricorno. Il fatto di essere così decentrate rispetto a Tahiti ha permesso loro di mantenere un’autenticità di vita insuperata in Polinesia. L’arcipelago delle australi offre un meraviglioso panorama caratterizzato dalla presenza di splendidi villaggi formati da abitazioni in pietra corallina. Le cinque isole che compongono l’arcipelago si trovano più a sud rispetto le altre, quindi godono di un clima leggermente più fresco.

Attività principali sono pesca e agricoltura, in quanto il terreno di queste isole risulta essere il più fertile della Polinesia (l’arcipelago viene definito anche “il granaio”).

Le isole australi sono molto famose per l’artigianato grazie alla produzione di oggetti realizzati con fibre vegetali come cocco, pandano e aeho. Con questi materiali naturali vengono infatti realizzati dalle donne delle isole australi cappelli, sacche, e altri oggetti che poi vengono venduti ai mercati locali. Molto forte il sentimento religioso tra questa popolazione che continuano a tramandarsi di generazione in generazione gli antichi riti accompagnati da canti polifonici “himene tuhaa pae”.

L'Isola:

Scolpite dall’erosione e abbellite da fantastiche stalattiti e stalagmiti, le numerose grotte scavate in queste alte falesie, furono usate come tombe dall’antica civiltà e rappresentano oggi una delle molteplici attrazioni dell’isola. A Rurutu si scoprirà una fantastica varietà di paesaggi, sommersi sotto la lussureggiante vegetazione che rende il clima così mite. La strada, sinuosa, ora lungo le spiagge di sabbia bianca, ora a strapiombo sulle splendide baie che frastagliano la costa, porta a fresche vallate di piantagioni di caffè e a campi di “miri” selvatico, di ananas o di lychees, che pervadono con i loro profumi l’aria circostante.

Fedeli alle loro tradizioni, i 2.104 abitanti dell’isola organizzano più volte l’anno delle manifestazioni culturali (“Tere”, grandi matrimoni, levata di pietre) nei villaggi di Moerai, Avera e Auti, dove hanno conservato il calore dell’accoglienza tradizionale. Se l’intrecciatura delle foglie del pandano continua ad essere la loro maggiore specialità, le “mama” eccellono anche nella realizzazione di sottili copricapi o di grandi tappeti (peue), come pure nell’arte del “tifaifai”, coperte patchwork dai colori brillanti.

Culla delle megattere, Rurutu consente di osservare questi affascinanti mammiferi, che, da luglio ad ottobre, vengono a riprodursi nelle acque chiare e fresche che circondano l’isola. Gli amanti delle immersioni apprezzeranno senz’altro questi istanti magici, equipaggiati solamente con pinne, maschera e snorkel, per contemplare le madri e i loro piccoli che fanno evoluzioni sott’acqua e per assistere al canto dei maschi, venuti per attirare i favori delle femmine, una vera opera sottomarina che l’ascoltatore privilegiato non potrà scordare facilmente …

 

  • Le caratteristiche dell'Isola

    Una cultura preservata, con le sue “visite di abitazioni”, “Tere”, “feste del Me” e altri grandi matrimoni, le numerose manifestazioni tradizionali, i siti archeologici, come il villaggio di Vitaria, la sua lingua Rurutu e le sue numerose leggende.
    Rurutu, l’isola delle balene, con le sue piattaforme di osservazione a strapiombo sull’oceano, i suoi panorami magnifici sulle baie di Moerai e Avera, le sue acque, di una limpidezza senza pari nella zona, come concordano tutti i professionisti di riprese sottomarine venuti a nuotare con questi mitici cetacei.

    Rurutu, il giardino dell’Eden, con il suo clima tropicale temperato, il suo caffé che potrete degustare nelle pensioni di famiglia, i suoi enormi pompelmi dolci, le sue piantagioni di arance, limoni e lychees.

    Capitale dell’intrecciatura artigianale, le donne di Rurutu, veri e propri artisti, confezionano, usando ogni tipo di fibre vegetali, cappelli, cesti, borse e altri articoli molto apprezzati dai turisti.

    I suoi sentieri solcano l’isola dalle alture del monte Taatioe, con la sua leggendaria grotta di Ina, e il sentiero perso, grotte scavate dall’oceano ai fianchi delle falesi più di 120 000 anni fa. Le sua interminabili spiagge di sabbia bianca, deserte, o le sue piccole baie private, strette tra le scogliere, come quella di Toataratara con la sua mini laguna limpida come un’ acquario.

  • Le attività:

    Escursioni e Turismo Naturalistico
    Durante le escursioni è necessaria la presenza di una guida: le grotte, infatti, comunicano fra loro e si corre seriamente il rischio di perdersi.
    Nei pressi di Moerai e del suo aeroporto è stata costruita una strada munita di segnali per poter accedere alla grotta “Ana A’eo”, conosciuta anche con il nome di “Grotta Mitterrand”: immensa e spettacolare, ospita una vera e propria foresta di stalagmiti e di colonne dalle forme più bizzarre.
    Nella parte meridionale di Moerai, sulla punta Arei, troviamo la grotta di Peva, che racchiude le straordinarie “perle delle caverne”, calcite che si deposita intorno a un nucleo e, nella galleria più lunga, una grotta bianca costituita da più stanze una dietro l’altra, che nascondono vere e proprie sculture naturali dalla bellezza mozzafiato. Da questa grotta è possibile intravedere la baia di Moerai e il suo villaggio.
    Nelle vicinanze del monte Manureva, la grotta di Hina, la mitica dea, e la grotta di Mo’o, la lucertola gigante, facilmente accessibili dal lato della montagna, di fronte all’altopiano di Tetuanui.
    Il villaggio più importante di Moerai, nella parte nord-occidentale dell’isola, si apre su uno stretto marittimo, su “fare” bianchi e blu e su giardini fioriti offrendo al visitatore due attrattive principali: il tiki, la statua del dio A’a, una copia il cui originale si trova al British Museum di Londra, esposta in una della sale del municipio, e la tomba del navigatore Eric de Bisschop, nel vicino cimitero.
    Lungo la strada costiera che porta al villaggio di Hauti, i promontori rocciosi e le scogliere disseminate di grotte regalano straordinari spettacoli. Più in là, verso sud, la strada si stringe, insinuandosi verso l’interno, seguendo i profili delle punte rocciose e delle scogliere e lambendo talvolta la costa, che, nei suoi punti più elevati, racchiude qualche piccola spiaggia.
    La strada sulla costa occidentale, altrettanto selvaggia, si schiude su emozionanti panorami, viste sul bosco o sul litorale frastagliato, fino al villaggio di Avera, dominato da tre monti, tra cui il leggendario Manureva e il più imponente Taatioe (389 m). Verso nord il litorale offre allo sguardo le vestigia del regale mare di Vitaria, che si ergeva verso il cielo con le sue pietre.

    Immersioni subacquee
    Nel corso dell’estate australe, da luglio a ottobre, le acque di Ruturu accolgono le megattere, le “balene con le gobbe”, cetacei dalle spettacolari dimensioni (fino a 16 m di lunghezza) con pinne pettorali particolarmente sviluppate, che nuotano fin qui in cerca di calma e tranquillità. Queste ospitali acque si sono quindi trasformate in una vera e propria zona di riproduzione, dove vengono svezzati i balenotteri appena nati e dove risuona il soave canto d’amore delle balene. La baia di Moerai ospita piattaforme di osservazione scientifica e, ai più coraggiosi in cerca di emozioni forti, offre la possibilità di immergersi in compagnia delle megattere: un’esperienza da brivido!

LE MANOTEL RURUTU

La struttura, semplice ed informale, dispone di 4 bungalow a pochi metri dalla spiaggia con bagno privato, acqua calda, ventilatore a soffitto, televisione e veranda privata.

Si trova a due Km. dal villaggio di Moerai e a 6 Km. dall’aeroporto.

La pensione dispone di bar e ristorante ed è il punto di partenza per bellissime escursioni di avvistamento alle balene o di safari in vettura fuoristrada alla scoperta dell’isola.

Prezzi su richiesta

Le altre Isole Australi:

Le altre isole sono difficilmente raggiungibili se non avendo molto tempo a disposizione per organizzare i trasferimenti in barca o aereo. E’ comunque possibile visitare le isole, compatibilmente con la scarsa frequenza e disponibilità dei trasferimenti.

  • RAIVAVAE - All'alba del mondo

    Isolotti solitari, nascondiglio di una straordinaria varietà di uccelli marini, i cui suoni stridenti risuonano nel cielo confondendosi con i sospiri della risacca e il canto della lontana scogliera: questa è Raivavae, un’isola a tratti irreale, che sembra nascere dal nulla in una laguna dai colori dello smeraldo. Una delle terre più affascinanti del Pacifico del sud dicono. E una delle più selvagge. Montagne ricoperte di velluto verde scuro, dai pendii cosparsi di felci che giocano a nascondino fra le nuvole, a quasi 400 m sul livello del mare, innalzandosi verso il cielo.

    I suoi 995 abitanti hanno costruito graziose casette color pastello, distribuite su 5 villaggi, conducendo una vita semplice e tranquilla: Rairua, Mahanatoa, Anatonu, Vaiuru, Matotea. Nomi sconosciuti o quasi alle orecchie del frenetico mondo moderno che indicano comunità unite e gioiose, dove il visitatore può dimenticare le tensioni della vita quotidiana, tra un viaggio.

    Dopo aver solcato il mare per circa 630 km partendo da Tahiti, il Tuhaa Pae II, che fa scalo su un’isola dopo l’altra, si ferma sulla banchina di Rairua ogni due o tre settimane. E non molto lontano dal luogo in cui si trovano il municipio, la stazione di polizia, la chiesa e la scuola, carica e scarica merci e viaggiatori.

  • RAPA - La sorella minore dell'isola di Pasqua

    Antico vulcano all’altro capo del mondo, Rapa, il cui nome completo è Rapa Iti – che non deve essere confusa con la leggendaria Rapa Nui, la sua grande sorella, l’isola di Pasqua -, è l’isola più lontana della Polinesia. Vi si accede unicamente in battello (Tuhaa Pae II). Non è un caso che “Rapa” significhi “al di fuori”, “all’esterno”, “dall’altra parte”.

    A più di 500 km da qualsiasi terra abitata, le altere altezze della piccola isola australe, culminanti a 650 m, trafiggono le nuvole spesso disposte in lunghe e leggere strisce in un’atmosfera che qui è più fresca che sulle altre isole. Le cime di queste montagne, dalle tonalità verde pastello, sono ancora coronate da 12 rovine di forti (Pa). Queste antiche fortezze, abbandonate due secoli fa, sembrano ancora sorvegliare l’accesso a quest’isola selvaggia, priva di reef corallino, poggiata pressoché a nudo su un letto di schiuma. Gli abitanti di Rapa, che vivono di pesca, di caccia, d’agricoltura e di artigianato (gli articoli in canne di vimini prodotti sulle montagne sono, del resto, la particolarità dell’isola) formano una comunità molto unita, che riserverà al visitatore un’accoglienza calorosa. In loro compagnia, la tavola diventa una delizia, dove abbondano le aragoste e pesci succulenti unici in Polinesia. Ogni straniero potrà assaporare il sapore unico delle “mungu”, piante dai fiori rosati e dal gusto zuccherato che i bambini succhiano come caramelle.

  • RIMITARA

    Per superficie è una delle più piccole delle isole australi: l’isola infatti si estende su poco più di otto chilometri quadrati di terra. E’ circondata da una barriera corallina che rende difficile l’attracco alle imbarcazioni. Amaru è il villaggio più grande dove sono situati gli uffici pubblici. Altri piccoli e graziosi villaggi sono Anapoto e Mutuaura che sono però raggiungibili solo percorrendo a piedi sentieri tortuosi. L’atmosfera che si respira sull’isola è quasi fuori dal tempo.

Approfondimenti sul Paese:

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Formalità d'ingresso:

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Documentazione necessaria all’ingresso nel Paese

Passaporto: necessario, con validità di almeno 6 mesi dalla data di rientro. Poiché nella maggior parte dei casi l’ingresso in Polinesia francese avviene transitando dagli Stati Uniti, consultare anche la Scheda Stati Uniti).
Dopo gli avvenimenti dell’11 settembre 2001, vengono effettuati rigorosi controlli sui documenti d’identità all’aeroporto di Los Angeles (transito per la Polinesia francese, sottoposto ai controlli dell’Ufficio Immigrazione statunitense). Lo smarrimento del passaporto durante il soggiorno rende pertanto impossibile per il suo titolare il transito di ritorno negli Stati Uniti e, di conseguenza, impone la modifica del proprio itinerario di viaggio con connessi esborsi economici.  Per le eventuali modifiche relative alla validità residua richiesta del passaporto si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato del Paese se presenti in Italia o presso il proprio Agente di viaggio.

Per informazioni aggiornate, suggeriamo di consultare il sito VIAGGIARE SICURI

Viaggi all’estero dei minori: si prega di consultare l’Approfondimento “Documenti di viaggio – documenti per viaggi all’estero di minori”.

Motivi di lavoro: le Autorità sono particolarmente rigide nel far rispettare il divieto nei confronti dei non residenti di esercitare un’attività lavorativa dipendente. Il contravvenente viene espulso immediatamente e dichiarato “persona non gradita”. Apposite norme disciplinano le autorizzazioni per avviare attività di lavoro autonomo sostenuto da investimenti.

Visto d’ingresso: non necessario per un soggiorno di tre mesi. Nel caso in cui la permanenza dovesse prolungarsi oltre tale termine, gli interessati dovranno indirizzare all’Alto Commissario, un mese prima della scadenza del trimestre, apposita domanda per ottenere il “permesso di soggiorno”.
N.B. –  Il territorio della Polinesia NON appartiene all’ area Schengen. 

Formalità valutarie:  il sito delle dogane francesi http://www.douane.gouv.fr/articles/c912-collectivites-et-territoires-d-outre-mer contiene informazioni utili al riguardo.